Di solito si è sempre diffidenti nei confronti di una storia con “figli di House”, a volte perché potrebbe venirne fuori una Mary Sue, altre volte perché ne viene fuori una storia eccessivamente romantica. Quello invece che ho apprezzato in questa storia è il tentativo dell’autrice di mantenere un House perfettamente in carattere (aiutato anche dal sesso maschile dell’ipotetico figlio), riuscendoci per la maggior parte delle volte. Anzi, il fatto di vedere un House IC alle prese con il proprio figlio risulta spesso volte esilarante, senza contare il resto dei personaggi e le scene alla House che sono comunque presenti e aumentano il livello della storia.
I caratteri originali sono davvero ben fatti, ognuno con la sua propria personalità, ma non tolgono spazio ai protagonisti. Forse nei primi capitoli ci sono troppe parti dedicate esclusivamente a Daisuke/Soh, ma sono molto utili ad inquadrare subito la loro personalità che è realistica. Inoltre, sono presenti alcune chicche come la loro origine giapponese o il cane di Wilson che dimostrano quanto profondamente l’autore conosca il canon, il che è sempre un bene.
Lo stile, invece, potrebbe migliorare soprattutto nel layout (punto alla fine dei dialoghi, separazione dopo le virgole, alcune distrazioni), ma nel complesso è decisamente buono, immediato ma con sufficiente introspezione. L’unica cosa che mi preoccupa è l’aggiornamento: ben cinque capitoli a gennaio e poi mai più. Se è un problema di recensioni, spero che questa riesca a far proseguire la storia in tempi brevi.
Lady Vengeance
Non avevo mai letto una slash così… leggera? Non è un'offesa, anzi ho trovato il tuo stile molto interessante, divertente e scorrevole. Sei riuscita a rendere molto bene i pensieri dei protagonisti e a rendere coinvolgenti tutte le situazioni.
Personalmente non conoscono il fandom, però mi è sembrato di conoscere da sempre i personaggi, sei riuscita a descriverli in maniera molto lineare e esaustiva.
La tematica trattata nonostante sia abbastanza spinosa risulta quasi naturale nel contesto in cui è inserita. L’unica pecca è lo sviluppo esiguo di alcune situazioni lasciate vagamente in sospeso.
L’uso dei prompt è buono, anche se l’inserimento delle immagini l’ho trovato forzato e poco in sintonia con il resto della storia. Gli altri prompt sono stati usati in maniera corretta e pertinente.
LittleLoveDream
Lo ammetto, quando ho letto il titolo di questa one-shot ho pensato di ritrovarmi dinanzi una di quelle storie strampalate che non hanno un senso...beh, ho dovuto ricredermi, e ne sono stata davvero felice.
Certo, visto la tematica e la caratterizzazione dei personaggi, mi sarebbe piaciuto qualche ulteriore approfondimento, ma ho apprezzato non poco questo stile simile a quello di un diario in cui Tony racconta le sue sensazioni, dall'incontro con Maxxie alla nascita della sua curiosità verso il ragazzo e la sua sessualità.
Io non conosco Skins e onestamente non sono riuscita a trovare nulla in giro che mi rendesse l'idea di che cosa trattasse questo telefilm, ma l'autrice, in questa storia (che per ragioni ovvie ho dovuto leggere come un'originale) è riuscita ad incuriosirmi e a sbalordirmi con la sua delicatezza e la sua sensibilità. È difficile scorgere queste caratteristiche in una slash.
Leggendo questa storia mi sono sentita coinvolta con i personaggi, ho sorriso alle battutacce e ho anche esclamato un "..e là ti volevo!"
Sì questa one-shot è stata una rivelazione anche perché la conoscenza dell'autrice dei personaggi che ha messo su carta deve essere abbastanza oculata e precisa per riuscire a farli sentire vivi anche al lettore meno esperto sul fandom trattato.
L'uso dei prompt è stato oculato e ci sono stati tentativi di inserirli con un certo spessore nella narrazione; questi tentativi non sono sempre andati a buon fine, ma il risultato ottenuto è quello di essere sempre pertinente al contesto.
La canzone Baby one more time è stata introdotta nella narrazione in modo molto simpatico, il fatto che Maxxie l'abbia scelta per la sua esibizione ci ha dato un'idea chiara di chi avessimo dinanzi.
La citazione di Sacha Duncan è stata ben messe fra le labbra di Maxxie, perché credo che sintetizzi, per quel che ho compreso, bene la personalità del ragazzo.
La citazione del proverbio orientale poi esprime bene il modo in cui in breve Tony si sia trovato ad essere vicino a maxxie.
Simpaticissimo il modo in cui la citazione di Peter Sellers viene inserita nel contesto della lampada; dà uno spaccato del rapporto fra Tony e Maxxie, del loro modo di relazionarsi ma sopratutto ci permette di intravedere quel che potrebbe accadere.
Le immagini 051 e 059 sono state utilizzate come elemento scenico, un dettaglio nella narrazione, anche se c'è stato il tentativo comunque di donar loro più spessore (tipo l'esempio della lampada).
Nel complesso la storia è gradevole e vista la tematica, ripeto molto delicata. Dove occorre, strappa un sorriso e permette talvolta di trovare spunti per una riflessione. sarebbe stato bello qualche ulteriore approfondimento ad allungare un po' il tutto, ma già così la storia è piacevole.
Naco
Devo dire che, nonostante della trama di questa serie non sappia nulla, non ho avuto difficoltà a seguire la storia (segno che i riassunti che hai fatto sono stati davvero chiari! :)).
Mi dispiace dare a questa storia molto meno di quello che avrei dato se non ci fossero state tante sviste, che mi hanno portata a chiedermi se avessi riletto questa storia prima di postarla: e mi riferisco a virgole cancellate seguite da punto e virgola (in questo modo: ,;), che mi ricordano tanto le correzioni di word, quando si beta, e una serie di virgole che avrebbero potuto essere anche altri segni di interpunzione. Peccato, dicevo, perché in fondo hai uno stile che mi piace: leggero, ironico e un po' strafottente - come Tony.
L'uso dei prompt non è stato malaccio, anche se pecca di un po' di ingenuità: non mi riferisco tanto al fatto che le scene sembrano prese o create giusto per inserire il prompt (che non è una idea brutta, e del resto hanno senso nella storia), quanto proprio il come sono stati inseriti. La canzone di Britney Spears, per esempio, poteva essere sostituita con qualsiasi altro brano (nonostante faccia molto “gay”, devo dire! XD) e la storia non avrebbe subito mutamenti; lo stesso dicasi per gli altri prompt. Soprattutto per le citazioni, poi, esse sono inserite semplicemente nel testo, in punti e modi che non le rendono così speciali per la storia (tanto che, prima di leggere quali prompt tu avessi, mi sono chiesta che cosa c'entrassero...), tranne, probabilmente quella scritta sul bigliettino. Ma, devo ammettere che la descrizione in scene aiuta anche a pensarla in questi termini.
Il finale l'ho trovato molto carino - e questa volta il prompt molto più adatto - e molto tenero. Anche se si intuiva, visto anche il titolo della storia.
Nykyo
Il racconto è scritto in modo scorrevole, anche se ogni tanto qualche piccolo errore fa capolino tra le righe. Si legge facilmente, ha la leggerezza che caratterizza, almeno in superficie anche il telefilm, e ha alcuni momenti carini, che fanno sorridere o intenerire, però alla fine della lettura si rimane con una sensazione di mancato approfondimento che mi ha tolto buona parte del gusto.
Ci sono momenti e temi leggeri, nel telefilm e nel racconto, e poi ci sono altri attimi e altri argomenti che, con a disposizione un mezzo duttile e meno ancorato ad una lunghezza-durata precostituita (nel senso che un telefilm deve per forza attenersi a certi limiti di durata, mentre uno scritto è più libero di "espandersi"), avrei gradito di più se fossero stati trattati più a fondo, in maniera più "concreta" e pregnante.
La visione di un telefilm e la lettura sono cose troppo differenti, anche per il tipo di attenzione mentale che richiedono, e là dove nel telefilm non mi aspetto un'introspezione troppo dettagliata (almeno nella singola puntata. La somma delle puntate è un'altra cosa), quando leggo, specie se leggo un punto di vista introspettivo, vorrei qualcosa di più.
Sono stati utilizzati tutti e sette i prompt, in maniera abbastanza buona (anche originale, almeno in un paio di casi), ma secondo me non sempre del tutto organica rispetto alla trama principale.
Thai
Visto che è la prima volta che sento parlare di Skins, ho cercato di documentarmi sulla serie e pertanto non posso apprezzare eventuali digressioni sul canon; quello che posso dire è che questa è una fanfiction molto simpatica, che riesce a colpire anche l'utente inesperto del fandom e a fargli fare qualche piccola risata. I personaggi sono credibili ed è bello apprezzare anche in poche righe qualcosa di più sul loro carattere e, in generale, un buon lavoro di introspezione.
L'ho considerata più come una raccolta che come una storia divisa in varie sequenze, spero che l'autrice non se ne abbia a male ^^".
Forma discreta, con qualche frase particolarmente ben riuscita.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è discreto.
Votazioni
Lady Vengeance: 6.50
LittleLoveDream: 6.00
Naco: 6.00
Nykyo: 6.00
Thai: 7.25
La storia si classifica al dodicesimo posto della categoria Fanfiction + RPF, con media 6.35 - 95 punti.
Lady Vengeance
Ammiro l’audacia dell’autrice dell’aver scelto un tema abbastanza spinoso. I rapporti incestuosi, anche se tratti da Serie televisive sono sempre difficili da gestire.
Io stessa guardando Heroes ho iniziato a tifare per la coppia, anche dopo aver saputo che fossero zio e nipote. Hai descritto in maniera molto chiara il dolore e la confusione della coppia questa relazione ‘impossibile’.
Lo svolgimento della storia però mi è sembrato meno lineare, meno scorrevole, quasi forzato. Soprattutto nella scena dove la Signora Petrelli interviene, quella particolare scena non mi è piaciuta, non è stata resa come avrebbe dovuto invece essere.
Ha spezzato la fluidità della storia. Come già detto in precedenza estrapolare da una long fic quanto basta per creare un capitolo unico può danneggiare la qualità della storia stessa, non lasciando spazio a degli avvenimenti che avrebbero dovuto essere approfonditi.
Mi ha particolarmente colpito l’uso di un prompt, quello dell’immagine dell’uccello, non solo hai evocato una raffigurazione triste e romantica allo stesso tempo, ma sei riuscita a rievocare in me l’inizio di Heroes le prime puntate quando Peter stesso sogna di volare, e crede di essere impazzito, ma invece scopre poi che lui potrà fare la differenza, e proprio come Claire spicca il volo per raggiungere il suo amore, Pete ha spiccato agli inizi il volo per raggiungere la propria libertà e trovare se stesso.
LittleLoveDream
Ammetto che questa Fanfiction mi ha lasciata un po' spiazzata. Non è tanto per la tematica incestuosa o la relazione contorta fra Claire innamorata di Peter (che per me è un must essendo Paire fino al midollo), quanto la costruzione della storia stessa. Ottima la parte introspettiva in cui tutto il dolore e la frustrazione di Peter e Claire è palpabile, vero e sentito, quanto piuttosto il fatto che abbia trovato punti, nel corso della lettura che mi hanno, come dire lasciata perplessa e confusa. Questo ha spezzettato il corso della lettura non permettendomi di godere appieno dell'ottima ambientazione e della buona idea esposta. In primis, a lasciarmi confusa è stato il ruolo della madre di Peter e Nathan, che conosce i risvolti incestuosi dei suoi figli e che per di più capisce appieno quel che Claire prova per suo zio (altra ipotetica storia incestuosa) e che la smonta facendole volutamente del male. Adesso, ok, capisco che senza la signora limone (io la sopranomino così) non ci sarebbe stato lo spunto per far conoscere a Claire la verità, ma penso che la sua presenza, in quella circostanza, visto il peso delle dichiarazioni che escono da quell'acidula bocca, potesse e dovesse essere un tantino più approfondita.
Altra cosa che mi lascia perplessa e quel che succede dopo l'incontro fisico (perché da quel che ho capito questo è accaduto) fra Peter e Claire. Suppongo che Claire stia male, fisicamente a causa del suo amore tormentato, e che non sia lei ad esser incinta quanto la ragazza anoressica che le amiche in cerchio cercano di tranquillizzare; in quel punto ho dovuto rileggere più volte il periodo per arrivare alla soluzione.
Bella invece l'immagine del cuore di Claire sempre più simile ad un uccello in gabbia che alla fine vola da Peter (simbolicamente). Un Peter che mi è sembrato davvero molto sensibile e ben costruito, forse pronuncia un po' troppe volte "mi dispiace" ma nell'assieme piuttosto IC se proiettato in un finale simile. Ammetto però che nella scena finale, quella in cui parla con Nathan, beh, sono rimasta un po' stranita, mi sarebbe piaciuto leggere, giacché comunque la storia è scritta in terza persona, il perché Peter risponde in quella maniera alla voce che solo lui può sentire nel cuore (o nella mente). Sono certa che questa sia una scelta voluta dall'autrice, forse per creare attesa o per lasciare il lettore libero di dar voce con i suoi pensieri a Nathan, resta il fatto che la scelta potrebbe esser azzardata per chi magari è meno sensibile o meno pronto a questo genere di costruzione.
I prompt sono stati utilizzati in modo abbastanza pertinente con la trama.
Mi piace l'accostamento della frase di Roberto Benigni alla figura di Nathan Petrelli , credo lo rappresenti davvero bene. L'immagine dell'uccello, come già ho detto è stata usata magistralmente come analogia e come modo per unire i destini di due amanti straziati dal dolore. L'immagine 055, quella tutta colorata è stata utilizzata come locazione per Claire in discoteca; carina, ma poteva forse essere utilizzata in modo più pertinente visto il gran talento di questa autrice.
Le parti del testo delle canzoni “My all” e “Non è una favola” sono citate ampiamente nel testo e credo che entrambe ben si sposino con l'immagine che abbiamo di Peter e Claire e dei loro sentimenti in una situazione così penosa e triste.
Nel complesso la lettura della storia è stata piacevole e suppongo che parte del mio giudizio potrebbe esser ribaltato dopo la lettura della versione integrale della fanfiction di cui questo è un estratto appositamente creato per partecipare al concorso. Quindi sebbene non sia stata molto clemente, mi riservo il diritto di recensire ampiamente la versione integrale della storia, quando avrò il tempo necessario di farlo, per ora, purtroppo, devo attenermi a quanto postato per la Disfida.
Naco
È incredibile come tu sia riuscita a mettere insieme due coppie impossibili per cui provo due sentimenti opposti: il Petrellicest, che odio, perché, appunto amo le Claire/Peter (e sì, ci rimasi malissimo quando scoprii che era la nipote! T__T); quindi è con uno strano mix di sentimenti che ho letto questa storia.
Nathan è morto. E Peter è distrutto. Anche Claire lo è, ma non tanto per suo padre, quanto perché scopre che suo padre aveva avuto rapporti con suo fratello. Suo zio. L'uomo che ama e che, sa, non potrà mai ricambiarla.
Di questa storia, mi è piaciuto soprattutto lo stile, graffiante e duro, e l'uso della seconda persona. Molto particolare, ma molto diretto.
Bella, devo dire, anche la storia in sé. Certo, ammetto che il fatto che sia la donna a dire a Claire della relazione fra i due fratelli mi ha un po' spiazzata: l'ho vista molto più rassegnata che sconvolta o anche solo preoccupata per la cosa. Non so, non mi è sembrata una reazione molto da mamma. Quella di Claire, invece, ce l'ho vista tutta. Il pezzo in discoteca non mi è ha entusiasmato molto, quasi fosse un po' forzato - e quando ho notato l'uso del prompt, l'ho pensato ancora di più -, mentre invece mi è piaciuto molto il finale. La metafora dell'uccello mi è piaciuta molto, devo dire.
Per quanto riguarda l'uso dei prompt canori, non posso dire che mi hanno colpita più di tanto, né più né meno di quando mi capita di leggere una song-fic.
Nykyo
Questo racconto mi ha spiazzata in più punti. Non per il tema dell'incesto o per il pairing, ma perché c'è qualcosa nel modo in cui è scritta che mi ha fatto perdere il filo un sacco di volte. Ho letto, riletto, sono tornata più volte su certi passaggi, ma alla fine la sensazione prevalente è stata comunque quella di un percorso di lettura un po' accidentato che non mi ha permesso di godere pienamente il racconto, di calarmi al meglio nell'introspezione e di sentire l'atmosfera generale.
Il che è un vero peccato, perché d'altro canto questa è una storia che ha ottimi spunti, una caratterizzazione niente affatto banale e alcuni picchi di stile molto positivi, anche se vanno un poco a smarrirsi per i motivi sopraelencati.
Ritengo che comunque non sia un racconto privo di pregi e credo che potrebbe essere migliorato, con una revisione neanche troppo invasiva, riuscendo così a brillare davvero come meriterebbe.
Sono stati usati solo cinque prompt e, almeno nel caso delle canzoni, non in modo particolarmente incisivo, anche se invece sono buone le rese di tutti gli altri.
Thai
Heroes+Petrellicest+Paire! Sono stata colpita nei miei punti più esposti, accidenti XD.
Okay, tornando seria e premettendo di aver letto e valutato la storia presentata prima dell'altra versione, a me dispiace moltissimo che la fanfiction integrale non abbia potuto partecipare alla Disfida per mancanza di requisiti (in questo giro non erano ammesse scene sessuali incestuose al di là del semplice accenno), perché l'ho trovata più coerente e generalmente più appassionante. Tagliare qua e là nella storia è stato indubbiamente un lavoro difficile, che purtroppo in questo caso ha fatto pagare dazio perché ha causato una perdita di coesione dell'intera trama - per scrupolo, ho letto e soppesato prima la partecipante e poi la "fuori concorso".
Restano ovviamente le caratterizzazioni credibili e canon, di Peter e di Claire in special modo, un'insolita seconda persona che mi ha intrigato e uno stile molto piacevole ed incisivo che trova il suo culmine in un paio di passi; tuttavia non posso dire che il risultato sia completamente riuscito, in quanto inficiato dalla succitata poca scorrevolezza tra le varie sequenze e da Angela, che non mi ha convinto per niente né nei dialoghi né nei comportamenti.
Per questo ho proposto di inserire nella scheda la storia integrale, oltre all'estratto proposto per la Disfida.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è molto buono.
Votazioni
Lady Vengeance: 5.75
LittleLoveDream: 5.50
Naco: 7.75
Nykyo: 7.00
Thai: 6.75
La storia si classifica all'undicesimo posto della categoria Fanfiction + RPF, con media 6.55 - 98 punti.
Lady Vengeance
Supernatural è uno dei miei telefilm preferiti, e devo dire che è la prima Fan-Fic che leggo su questo fandom, l’idea di far vedere la vita di John nell’arco temporale che va praticamente dal matrimonio all’inizio della serie, la trovo molto buona. Permette al lettore di riuscire a immedesimarsi senza conoscere il fandom. Mi piace la panoramica che hai fatto sui tutti i vari personaggi che sono ricorrenti della serie tv come la sensitiva, padre Jim e la stessa Mary.
Anche la scena in cui John parla a Dean è molto bella. Questa Fic ha delle grandi potenzialità , hai avuto realmente occhio per l’inquadrare benissimo i personaggi e il loro carattere, cosa molto ardua, e lo so perché seguo la serie quindi mi rendo conto di quante sfaccettature possa avere ogni personaggio, e il rischio di renderlo piatto è elevato.
Purtroppo dai molti input che offri, alcuni eccezionali, come ad esempio: il dialogo con padre Jim o quello con Dean; non vengono sviluppati a sufficienza non vengono approfonditi, sono semplicemente ritagli di scene non legate tra loro. Qui purtroppo, contrariamente a quanto ho detto prima si rischia di non far capire bene al lettore l’evolversi della storia.
L’uso dei prompt lo trovo originale, e nonostante il poco sviluppo descrittivo della storia sei riuscita a inserirli in maniera lineare, non forzandoli.
LittleLoveDream
La storia è sicuramente ricca di potenziale, ma onestamente ho trovato la sua costruzione troppo episodica per una one-shot; cerco di spiegarmi meglio. C'è nel corso della storia un enorme arco temporale che viene coperto dai vari sottoparagrafi, ma questi sono molto brevi e raccontano un singolo fatto, un estratto di un preciso episodio, ciò secondo il mio punto di vista non permette al lettore di destreggiarsi in quello che accade. Quando ci si appresta a leggere una one-shot ci si aspetta di trovar concentrato in una storia a capitolo unico un inizio, una parte centrale ed una fine che fra loro siano legate, omogenee e sopratutto incisive. Certo, magari, chi è meno fiscale della sottoscritta può apprezzare la costruzione di questo lavoro, ma resta il fatto che c'è stato poco spazio per gli approfondimenti sia da un punto di vista introspettivo (sebbene comunque ci fossero stati promettenti accenni) sia da un punto di vista squisitamente narrativo.
Nell'assieme la storia è scritta davvero bene a livello grammaticale e lo stile si presenta scorrevole e preciso.
L'uso dei prompt è solo accennato, purtroppo a causa del poco spazio dedicato ai fatti, questi sono stati utilizzati come piccoli dettagli nella narrazione.
Le immagini 099, 054 e 080 ne sono l'esempio più eclatante, in particolar modo l'immagine dell'orologio utilizzato come elemento scenico durante il sopraluogo della sensitiva nella casa di John.
La collocazione più felice la trovano le citazioni di Fabrizio De André e quella del proverbio "Dove non c'è la speranza del bene, non entra la paura del male" che vengono elaborate ed adattate ai dialoghi fra i personaggi della storia.
La casa è l'elemento centrale di questa storia, viene investita dei valori famigliari ed è di certo questo l'uso migliore del prompt Domo mia 2007 - Tazenda feat. Eros Ramazzotti.
Visto il potenziale di questa autrice, personalmente mi dispiace dare un giudizio non proprio positivo di questa storia, ma se mi è possibile le consiglierei di lavorare qui e là, magari provando a creare una long fiction in cui coloro che (come me) conoscono poco Supernatural, o che semplicemente avrebbero piacere nel leggere qualcosa di più lungo, profondo e dettagliato possano sentirsi soddisfatti e non lasciati con l'amaro in bocca a causa delle tante domande che affollano la mente. Solitamente non mi permetto di salire in cattedra , ma da lettrice ci tenevo a fare questa precisazione perché ripeto, le premesse per una buona storia ci sono davvero tutte ed sarebbe un peccato non sfruttarle al massimo.
Naco
Ancora una serie di cui posso solo intuire la storia e la trama. Per fortuna che si tratta di un episodio pre-serie, in modo tale da non compromettere in alcun modo la visione a chi come me non l'ha mai visto o di non necessitare di alcuna conoscenza specifica.
Mary e John si stanno per sposare. Hanno comprato una casa bellissima e stanno per coronare il loro sogno. Ma anche i sogni più belli finiscono e spesso in modo violento. Un incendio divampa e Mary perde la vita; è John adesso che deve vivere ed occuparsi dei suoi bambini. Per sé e per sua moglie. E per loro.
È una storia tristissima, questa. Che alla fine mi ha anche un po' inumidito gli occhi. È la storia di una persona che ha perso ciò che di più caro ha al mondo, ma che sa che non può smettere di lottare e lasciarsi andare. Perché ha dei figli. E loro hanno bisogno di un padre su cui contare, soprattutto dal momento che hanno perso l'altra metà della loro famiglia.
In tutta sincerità all'inizio avevo pensato che questa storia potrebbe essere anche ampliata: in definitiva, essa è composta da spezzoni non legati tra loro, che, se danno un'ottima idea dell'evoluzione della storia, la inscatolano in scenette brevi, anche se ad effetto. Poi mi sono resa conto che, in fondo, è bella così: una trama più complessa, sicuramente avrebbe reso pesante la lettura di un qualcosa che è bello proprio nella sua semplicità e brevità e che avrebbe rischiato di diventare un polpettone triste, da fiction drammatica italiana. Meglio come è andata, decisamente! XD
L'utilizzo dei prompt mi è piaciuto, sia per quanto riguarda le interpretazioni delle frasi, sia per l'uso delle immagini: si tratta di particolari che alla fine scorrono davanti senza neanche notarli, nella trama, ma che poi si rivelano punti che restano impressi nella mente, non solo perché prompt di un concorso, ma proprio per la particolarità del ruolo che assumono nella scena.
Nykyo
Un racconto godibile, che si accorda benissimo con la visione del telefilm, integrandolo e rendendo più umana e profonda la figura di John Winchester, del quale è evidenziato il legame affettivo molto forte con la moglie prima e con i figli poi. Mi è piaciuto il gioco dell'autrice sul concetto di casa e di assenza della stessa, sia come mero edificio, sia per via della perdita di Mary (anche se, in un certo senso John non mente nel dire - concetto spesso abusato ma giustissimo - che per loro essere vicini sarà comunque e sempre essere a casa. Il che diventa più doloroso e incisivo se si pensa al "dopo").
Però - mi spiace che ci sia un però, ma devo per forza tenerne conto - trovo che la brevità del racconto faccia svanire molte delle sue potenzialità. Tutto sembra, almeno a mio parere, consumarsi troppo rapidamente e mi ha lasciato una sensazione di mancanza, come se si fosse trattato di una promettente anticipazione del racconto che poteva essere, ma senza saziarmi davvero nella mia fame di lettura.
I prompt usati sono sei su sette e ritengo che siano stati ben sfruttati.
Thai
OT: un grazie enorme come una casa a Fae per avermi fatto scoprire il diario di John Winchester.
Il più grosso pregio di questa storia ne rappresenta anche il più grosso difetto; se è vero che è una chicca imperdibile per chi vive di sola acquasanta e Supernatural, è altrettanto vero che per chi non ama incondizionatamente la serie, o non la conosce affatto, possa trovare difficile questo saltar di inquadratura in inquadratura, di anno in anno come se fosse il lavoro di un cameraman che non riesce a decidere l'angolazione migliore. Il tempo dato non era proprio pochino, magari sarebbe stato possibile lavorare un po' di più sull'omogeneità e aggiungere qualche ulteriore sequenza tra i vari avvenimenti - d'altronde, si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto, per quanto ne sappiamo.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è discreto.
Non ho invece nulla da dire sul lavoro compiuto dall'autrice per far sì che i personaggi restassero non solo in-canon (caratteristica, questa, sempre apprezzabile) ma anche e soprattutto vividi e credibili; ho adorato tutti, no, ho adorato John, punto e basta.
Forma buona e scorrevole, nonostante le pecche già menzionate.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è più che discreto.
Votazioni
Lady Vengeance: 6.50
LittleLoveDream: 5.50
Naco: 8.25
Nykyo: 7.25
Thai: 8.00
La storia si classifica al nono posto della categoria Fanfiction + RPF, con media 7.10 - 107 punti.
Ci troviamo di fronte a una raccolta di sette brevissimi scritti (il totale complessivo è di sole novecento parole) dedicati al finale della prima stagione di Heroes, e in particolare agli ultimi, spasmodici momenti dello scontro finale.
I sette mini-episodi si concentrano rispettivamente su altrettanti personaggi partecipanti ad esso: Nathan Petrelli ("Cambiamento"), Niki Sanders ("Ricchezza"), Hiro Nakamura ("Vincere"), Gabriel Gray / Sylar ("Amore"), Claire Bennet ("Felicità"), Peter Petrelli ("Volare") e Mohinder Suresh ("Pace").
La scelta di spostare il punto di vista alternativamente su personaggi diversi è stata azzeccata, soprattutto grazie a un'impeccabile presentazione del testo che fa di frasi incisive il proprio punto di forza; la resa finale dei protagonisti è altrettanto buona, visto che i caratteri, i desideri e i sentimenti di ognuno sono aderenti al canon in maniera a dir poco maniacale.
È stato davvero molto gradevole leggere e quindi apprezzare l'evoluzione e il cambiamento di Nathan lungo un'intera stagione e la sua conseguente decisione del sacrificio, la fiducia di Peter nel fratello, la tenera insicurezza di Claire, il folle egoismo di Sylar e in generale i desideri di tutti, protesi verso il proprio miglioramento; la raccolta scivola via in fretta, data anche la sua brevità e allo stesso tempo lascia il tempo per personali riflessioni e considerazioni.
"High Explosive Light" può quindi quasi essere considerata un vero e proprio missing moment della serie originale - la quale è sempre prodiga di spunti interessanti che spesso, per fortuna, vengono valorizzati come in questo caso; è pertanto una lettura da non mancare per tutti gli appassionati, a prescindere dalle proprie preferenze in termini di ambientazioni e personaggi.
Parlare della trama di una drabble o di una raccolta di drabble significa, generalmente, svelare una buona parte del suo contenuto e delle relative sensazioni; farlo in presenza di una fanfiction di qualità decisamente sopra la media, però, non è deleterio, in quanto resta intatto la curiosità e il piacere della lettura.
L’intreccio è piuttosto semplice, trattandosi dei comportamenti quantomeno bizzarri di House nei confronti di Wilson: comportamenti che hanno come oggetto, appunto, le sue cravatte.
La cura utilizzata nelle parole fa sì che le drabble siano ben lungi dall’essere meri blocchi da cento parole, costituendo una lettura viva e divertente. Il filo rosso che le lega insieme è palpabile e convincente, confermando l’iniziale impressione di una fanfiction davvero adatta a tutti nonostante la tematica slash; slash che poi, a dire il vero, non è così evidente a una prima lettura e non è invasivo neanche successivamente, giustificando il rating tutto sommato piuttosto basso.
Particolarmente apprezzate, almeno da parte mia, le associazioni cromatiche e le citazioni che girano intorno alle cravatte; una scelta coraggiosa e felice che ha ben pagato.
Ho sempre trovato particolarmente difficile scrivere una storia su House MD In Canon, sia perché presuppone particolari conoscenze mediche, sia perché il carattere del protagonista non è esattamente semplice da riprodurre. Inoltre, trovare una trama piuttosto originale senza relazioni amorose con i protagonisti, è raro.
La prima cosa che mi ha colpito di questa storia è appunto il tentativo di seguire precisamente il Canon, anche con interventi piuttosto riusciti: c’è il caso di cui si deve occupare House, il suo cinismo, le sue battutine con Wilson e gli altri, le sue idee geniali. All’inizio, in realtà, alcune scene sembrano riprese da puntate già trasmesse, ma man mano che la storia procede l’autore “ci mette del suo” pur mantenendo House con le solite battutine, anche se restano meno “pregnanti” di quelle originali.
In effetti, più che una puntata sembra una serie intera, che gira attorno al filo conduttore della malattia della Cuddy; ma non fatevi fuorviare da questo. Né House né Wilson passeranno tutta la storia a riflettere su quanto sarebbe doloroso perderla o su quanto sono stati stupidi a non accorgersi che l’amavano. La sua malattia è sempre presente, ma rimane sullo sfondo di altre vicende che capitano ad House, senza che comunque la situazione diventi troppo ingarbugliata. Anzi, forse l’errore è che la malattia della Cuddy, a volte, resta troppo sullo sfondo.
Parlando delle altre vicende che accadono nella fiction, sono un processo ed un viaggio di riunione, quindi nulla di assolutamente particolare o nuovo, ma che riescono abbastanza bene proprio perché l’autore riesce ad interpretare bene ciò che House potrebbe o non potrebbe fare in determinate occasioni. L’umorismo, insomma, cercare di rispettare quello della serie originale. Il caso è carino, e sono apprezzabili le scene delle ipotesi sulle malattie fatte dai medici.
Lo stile, piuttosto scarno, potrebbe migliorare in alcuni punti, e non è eccessivamente descrittivo né introspettivo: insomma, cerca di mettere anche su carta lo stile a dialoghi molto veloci, piuttosto che rendere troppo riflessivi i personaggi. Questo non significa che non giustifichi le azioni dei personaggi, ma non vi dedica la maggior parte dello scritto.
Tirando le somme: consigliata a chi vuole leggersi una storia In Canon o chi vuole vedere House non alle prese con storie d’amore.
La storia ha partecipato alla I Edizione della Disfida di Criticoni (Immagini), classificandosi quindicesima con punteggio 76/150.
Per la giuria la storia è 14° con media 6.17, riceve 62 punti.
Per il pubblico la storia è 15° e riceve 14 punti.
***** ***** *****
DefenderX - 6+ (6.25)
Sono passati alcuni mesi dalla battaglia finale di “Not Fade Away”, e di Sunnydale non è rimasto più che un enorme cratere dai tempi della grande battaglia (settima stagione di Buffy). Spike - perché sia ancora vivo, è un mistero che solo la serie di Angel riuscirà poi a dissipare - è tornato lì, sul luogo dove tutto è finito; a miglia e miglia di distanza dalla città della sua Buffy, solo la polvere resta ad attenderlo, mentre lei è dall’altra parte del mondo, a combattere il male.
La storia prova a giocare sul parallelismo del tredicesimo miglio e sulle attese di Buffy e Spike, cercando di illudere il lettore di trovarsi di fronte al tanto sospirato (da alcuni) incontro tra i due.
Anche se l’obiettivo viene raggiunto, però, la storia scivola troppo rapidamente verso il finale, rendendo ostico, ad una prima lettura, comprendere che ci troviamo di fronte a due scene e non ad una soltanto.
La velocità con cui accadono gli eventi (specifico però che di Buffy so la storia giusto a grandi linee), non si è tradotta nell’incuria del testo, tutt’altro; la storia, breve e fresca, è ben scritta. Secondo me, però, paga però il dazio di essere decisamente rapida, lasciando un piccolo senso di vuoto a fine lettura.
E’ una storia che, in un altro contesto, avrebbe ben figurato: ma con l’arrivo di molte storie competitive, è costretta a cedere il passo e a risultare in fondo al gruppo.
Voglio tuttavia sottolineare che la scelta del claim, a mio avviso, è stata particolarmente azzeccata e ben calata nella storia - una delle migliori, forse. Non posso ignorarlo, ma non posso neanche non tener conto di una qualità, purtroppo, inferiore di un palmo alle altre; tenendo conto che era necessario, per la giuria tutta, non ricorrere a troppi ex-aequo, ecco che la storia scivola in coda.
Ida59 - 5 (5.00)
Che dire? Coinvolgimento minimo e la storia finisce prima che io sia riuscita a capire qualche cosa.
Indubbiamente la mia non conoscenza del fandom (avrò visto due puntate sì e no di Buffy/Angel: forse la mia è solo ignoranza) può aver comportato un voto più basso del dovuto ed ho inoltre voluto stilare una mia personale classifica (senza voti uguali) in cui qualche storia doveva, per forza, arrivare ultima, magari per questo ulteriormente penalizzata nel punteggio. Ho scelto questo perché, tra tutte, è quella che mi ha comunicato meno e coinvolto per nulla.
Indubbiamente, nonostante il voto insufficiente che ho assegnato, non è questo il mio reale giudizio perché tutte le storie sono più che discrete.
Missdevilinside - 6+ (6.25)
ReaderNotViewer - 8 (8.00)
Storia che rivela un grande amore per il fandom, accurata nella sua semplicità.
Qui ammetto di poter essere stata un filino troppo generosa, semplicemente perché la storia è sul mio fandom preferito. A parer mio, comunque, l’autrice ha fatto un grosso sforzo per trasformare in una storia coerente le stravaganti e scherzose affermazioni del creatore della serie a proposito di quello che succede dopo il finale. Non ho trovato errori di forma e la voce dei personaggi è perfetta.
Rita Skeeter - 6 e mezzo (6.50)
Da discreta fan della serie di Buffy, questa storia mi ha lasciata perplessa.
Se da un lato è decisamente In Canon, scritta bene ed effettivamente lascia qualcosa (e questo fa guadagnare almeno la sufficienza), dall’altro lato questo qualcosa è troppo poco per ergersi al di sopra di tale sufficienza. La storia è buona, come ovviamente tutte le altre, ma mi sono trattenuta soltanto perché mi sono basata più su quel che effettivamente sapevo delle serie (Angel non mi ha mai appassionata, mentre stravedo per Buffy fin dalla seconda stagione) e l’ho trovata un po’ affrettata. Poteva essere resa meglio, secondo me, ma non è male.
Solarial - 5 (5.00)
Io non ho capito molto bene questa fic e purtroppo non mi è piaciuta tantissimo.
Forse non sono stati approfonditi bene alcuni punti e spesso è affrettata. Non so, è che mi sono ritrovata nella situazione di leggere una fic ma di non capire bene di cosa tratti o cosa voglia trasmettere. Chiedo perdono e spero di non risultare cattiva o frivola. Probabilmente, se avessi conosciuto bene il fandom, avrei colto quelle sfumature che mi avrebbero aiutato a comprendere e valutare la fanfiction sotto un altro punto di vista, ma, così, non riesco ad esprimermi in altri modi.
Della trama del telefilm si potrebbe dire un sacco e una sporta, ma anche se per apprezzare appieno la storia di elyxyz sarebbe utile la visione della seconda serie, è altrettanto vero che è una fanfiction gradevole anche per chi di House MD ha solo un’infarinatura.
Dunque… “Sì, lo voglio!” è il titolo quanto mai azzeccato di una one-shot molto vicina ad una flashfic, ma non saprei dire se rispecchierà le vostre prime impressioni, visto che sono stata ingannata alla grande. Anche House resta spiazzato dall’improvvisa esclamazione di Cuddy, e lo è ancor di più quando, poco dopo, ascolta una frase di senso completamente diverso; una sorta di brevissima commedia degli equivoci, che si dipana tra improbabili denunce - per molestie sessuali? -, improvvisi cambi di fronte e un dovuto quanto inatteso happy end.
Basta, della trama ho già svelato abbastanza.
IC? Sì, e per una fanfiction ispirata ad una serie complessa quanto nota vale non uno, ma due punti a favore. La “Zoccola” mi irrita esattamente quanto in TV… ehm, volevo dire, la Cuddy è particolarmente somigliante a quanto siamo abituati a vedere sullo schermo, intollerante al sarcasmo di House e per questo ancora più metodica e nevrotica del solito; Gregory, dal canto suo, è implacabile e “rigira la frittata” sempre a suo favore, proprio come dovrebbe.
Il testo è perfetto. Assolutamente perfetto, non c’è una svista, non un periodo fuori posto; la storia prende, nonostante (o per merito?) la sua relativa brevità, che fa desiderare di vedere il proseguimento della serata; il colpo di scena finale, poi, spalanca il sorriso che non ti aspetti.
Da leggere tutta d’un fiato in dieci minuti, per poi dimostrare all’autrice il sostegno che merita.