DefenderX
Sono sempre in difficoltà quando mi trovo davanti una RPF, perché non so mai da che parte cominciare e, specie in questo caso dove Hayden, Milo e compagnia hanno la strana tendenza a confondersi nella mia testa con Claire, Peter e... Compagnia, ecco.
Detto questo, è un racconto romantico e dolce, scritto molto bene e che mi ha fatto sorridere di tenerezza - il che non è necessariamente un bene, parliamoci chiaro, magari l'intento dell'autrice era tutt'altro; i personaggi secondari costituiscono un ottimo completamento della scena, senza mai risultare invasivi.
Da leggere, anche se non si conoscono neanche le facce dei protagonisti - lei bella biondina, lui... uhm, lascio l'apologia di Ventimiglia a qualcun altro, okay?
Solarial
Hayden non è ubriaca, proprio no! Però è interessante vedere che, pur di mostrare a se stessa che non è ubriaca, cerchi di captare ogni singola azione degli altri, mostrando particolarmente attenzione su quelle di Milo. Ma chissà come mai!
Bella fanfiction, mi è piaciuta e la fine fa trapelare l'ironia e la dolcezza che nel contesto non fanno altro che rendere il tutto più completo.
La storia di Stregatta mi ha colpito sotto diversi profili e da diversi punti di vista. Dopo ripetute letture ravvicinate (nel giro di poco più di due ore: una in anteprima, un'altra da appena pubblicata, un'altra ancora per la stesura di questa recensione), posso affermare con relativa certezza (da buona conoscitrice delle condizioni in cui versa il fandom in cui è pubblicata, oltretutto) questa sia una delle storie migliori che abbia letto sui Placebo. E perciò mi sembra giusto omaggiarla di una recensione che spero possa portare maggiore visibilità ad una sezione che, purtroppo, spesso la visibilità che ha la riceve per motivi del tutto esenti al fandom stesso.
Tanto per cominciare, la storia di Stregatta è particolare. E' particolare perché è una storia sui Placebo eppure non lo è. Per certi versi, è molto più simile ad un'originale che non ad una fanfiction, ma tant'è: i personaggi utilizzati non sono di Stregatta, anche se la loro interiorizzazione da parte dell'autrice è tale da non lasciarlo quasi sospettare; e, d'altronde, Brian Molko ha una parte quasi principescamente importante, lungo il corso della narrazione. Perciò di fanfiction si tratta.
Il protagonista della storia, però, non è Brian. Il protagonista non è nemmeno un lui: la narrazione ruota tutta intorno ad Helena Berg. Per chi non fosse avvezzo al fandom, Helena Berg è la compagna di Brian. Ma non si può certo dire che qui si abbia a che fare con un'Helena canonica: l'AU permette a Stregatta di ribaltare completamente il ruolo della fotografa, tanto che, alla fine, del personaggio originale resta, appunto, solo il nome e la grande passione: la fotografia.
Helena è giovane ma non è una ragazzina. Fa fotografie per vivere, ma il suo lavoro (forse la più squallida fra le professioni legate allo show business: fotografa di stampa scandalistica, anche detta paparazzo) non le piace. Anzi, tutt'altro: le sembra, addirittura, di tradire l'arte che tanto ama, ogni volta che mette piede nella redazione del piccolo giornaletto per il quale lavora.
Proprio il giorno in cui decide di prendere il coraggio a quattro mani e far sapere al proprio principale - un uomo viscido che, con la sua aura morbosa e profittatrice, incarna perfettamente gli "ideali" (se così si possono chiamare) della categoria - cosa pensa di lui, ottenendo in cambio un licenziamento in tronco, Helena incontra Brian.
In un primo momento non lo riconosce. Ma poi radio e giornali la istruiscono a dovere. E qui parte, in effetti, il nodo di introspezione intrigante quanto ben fatta attorno alla quale ruota il significato dell'intera storia. Perciò non vi anticipo niente, sperando siate ancora dell'opinione di andarle a dare un'occhiata.
Personalmente, come accennavo all'inizio, posso dire di aver gradito questa storia almeno sotto due punti di vista.
Il primo è l'adattabilità della trama rispetto all'incredibile suggestività dello stile di Stregatta. Da amante dei dialoghi posso tranquillamente dire di aver trovato le descrizioni di questa storia molto più convincenti della maggior parte dei dialoghi mi sia mai capitato di leggere (anche a livello professionistico). Lo stile di Stregatta è musicale ed espressivo, e questa storia unicamente introspettiva vi si adatta alla perfezione.
Il secondo, invece, è anche di gran lunga il più importante, perché riguarda il personaggio principale. Helena. Che è semplicemente perfetta. Così fragile ed umana per com'è descritta, poco importa (anzi: non importa affatto) che la sua immagine si discosti da quella cui il fandom ci ha tipicamente abituato. E' impossibile non provare una forte empatia nei suoi confronti, nonché grande tenerezza. Soprattutto sul finale, che vale la pena d'esser letto anche solo per il messaggio incredibilmente positivo quanto incredibilmente realistico che lancia. E che non vi spoilero.
Lady Vengeance
Non avevo mai letto storie sui Tokio Hotel, anzi forse una di una mia cara amica, poi mi ero rifiutata perché vivo nell’incubo di vedermi ancora davanti Tom o Bill. Non so se si è notata la follia che sta divagando tra le giovani teenager per questa band.
Ma devo dire che non mi sono mai, neppure per un momento, pentita della lettura, e non perché sia una Death Fic, assolutamente, ma perché ho scoperto un nuovo punto di vista sulla band, un piccolo sipario di mondo che non avevo mai visto prima.
Il lettore non può che rimanere rapito dal continuo flusso di pensieri e sensazioni di Bill, che nonostante la sua perdita che nonostante tutto è riuscito almeno a razionalizzare il pensiero che continuare la sua vita sia possibile, in un modo o nell’altro.
La cosa che mi ha lasciata perplessa, anzi leggermente amareggiata, e che infine ha pregiudicato il mio giudizio (scusa il pessimo gioco di parole) è l’uso dei prompt, che spesso sembrano essere messi all’interno della narrazione in maniera forzata e poco approfondita. Ma comunque nonostante tutto lo stile scorrevole e coinvolgente, e la trama ben strutturata rendono questa fic completamente sufficiente.
LittleLoveDream
Le death fiction sono sempre un genere molto interessante da analizzare perché esse racchiudono il modo in cui l'autore, per quanto cerchi di calarsi nei panni dei personaggi di cui scrive, intende l'operato della Nera Signora.
Questa Fanfiction è davvero ben fatta, molto incisiva e ricca dal punto di vista introspettivo. L'autrice ha pienamente colto il dolore della perdita di un fratello, una perdita per altro insospettata e improvvisa, ed è riuscita a trasmettere tutto il dolore e la solitudine che Bill prova.
Al di là del fatto che non sono esperta del RPF e che i Tokio Hotel non li seguo più di tanto, non ho potuto far a meno di provare simpatia e trasporto per il leader del gruppo.
Carina l'idea del fantasma; che fosse o meno reale sottende il bisogno di negare la perdita e di tenersi ancorati a quanto resta di tangibile della persona defunta. Questo rende questa fanfiction reale e paradossalmente razionale.
Cosa c'è di più vero del fatto che quando perdiamo qualcuno d'importante ci ritroviamo a voler negare nonostante tutto la sua perdita?
Bill alla fine riesce a mettersi in pace con sé stesso e con il mondo, e riesce anche a pensare che riprendersi in qualche modo è possibile, credo sintetizzi perfettamente, tutto ciò il detto che La vita continua.
Lo stile è scorrevole e il racconto è stato ben strutturato. Inoltre il profondo lavoro introspettivo dona realisticità alla storia e il conseguente coinvolgimento del lettore.
L'uso dei prompt non sempre è stato incisivo; le più felici collocazioni le hanno avute le due immagini, in particolare la 038, dove il DNA ben esprime la simbiosi fra Tom e Bill. Anche l'immagine 010, usata come spunto per l'incidente mortale di Tom è ridondante nel testo, visto che il fantasma di quest'ultimo richiama l'incendio per mettere Bill di fronte la realtà. Love is death viene ripresa spesso nell'intera storia, specie all'inizio, dove Bill sostiene che è stato l'amore a morire. Happy Ending riceve invece una citazione nella storia e forse in un certo senso si sposa bene con la parte finale della Fanfiction.
Nel complesso la storia è più che sufficiente, c'erano secondo me punti che se approfonditi potevano renderla ancora più incisiva, ma già così il risultato è quasi discreto.
Naco
Tom Kaulitz è morto. A causa dell'alcol, mentre guidava. E suo fratello Bill è rimasto in vita, a chiedersi il perché, a soffrire per la perdita di suo fratello. Poi, d'un tratto, ecco che Tom è lì, accanto a lui. Forse Bill è impazzito, forse è davvero il suo fantasma. Ma chiunque egli sia, il suo desiderio è riportare la voglia di vivere e di combattere in suo fratello. Perché, il vero morto è lui. Dentro.
È una storia pesante, questa. Non intendo dal punto di vista narrativo - dove, invece, è molto scorrevole - ma parlo proprio della sensazione che lascia dentro la lettura dei primi paragrafi. È il dolore di chi resta in vita, di chi perde la persona cara. L'altra metà di se stesso. È incredibile come, con forza, si avverte il sentimento che lega i due fratelli, lo straziante grido d'angoscia dell'anima di Bill e il desiderio di salvare il proprio fratello, in Tom.
Devo ammettere che questa è la parte che preferisco, di questa storia. Dopo il momento in cui si incontrano, la "convivenza" con il fantasma di Tom, invece, risulta un po' monotona nella quotidianità in cui viene descritta. Da un incipit del genere, mi aspettavo francamente tutt'altro. Molto bello il finale, sia per quanto riguarda il discorso di addio fra i due - dolcissimo, a tratti commovente -, che l'ultima scena della storia.
Inutile soffermarsi più del dovuto sullo stile: come sempre bellissimo. Davvero, è incredibile il modo come riesci a mischiare ironia, tristezza, dolore e a non annoiare mai il lettore: perfetto, come sempre.
Mi dispiace solo per i pochi prompt che sono stati utilizzati: mi sarebbe piaciuto se fossi riuscita ad usarli tutti, visto che mi è piaciuto molto il modo in cui hai inserito i quattro: essi scorrono in modo molto naturale nella storia, tanto che la stessa sembra fatta apposta per essi.
Nykyo
Un gran bel racconto che ritrae un momento di per sé terribile nella vita di uno dei due protagonisti e che lo fa in maniera originale, intensa e mai melensa.
C'è molta tenerezza in questa fanfiction, ma c'è anche ironia, testardaggine, egoismo e molto amore.
Mi è piaciuto il modo di delineare il rapporto tra i due fratelli, senza calcare mai troppo la mano sul fatto che il loro legame sia gemellare. Non è questo (o almeno l'impressione che ne ho avuto io è questa) che li rende tanto simbiotici. Si amano e basta, in un modo molto toccante che va davvero al di là degli altri tipi di amore che possono esistere.
Solo l'inizio mi ha lasciata un po' insoddisfatta, l'ho trovato più pesante del resto, proprio come stile, e questo ha avuto il suo peso nel giudizio, anche se ammetto che ha influito soprattutto la presenza di un certo errore (ripetuto per ben due volte) che mi ha lasciata davvero con l'amaro in bocca perché stona particolarmente in un racconto che, per il resto, è scritto davvero bene e con proprietà grammaticale e sintattica.
Riscontrarlo in una storia scritta male non mi avrebbe colpita così tanto, ma dato che l'autrice dimostra di saper scrivere sul serio, trovare questo neo mi è davvero dispiaciuto, anche se si tratta del mero inserimento di un modo di dire dialettale (che in italiano è assolutamente scorretto), quindi non è nulla che un betaggio non possa eliminare.
Peccato averlo invece trovato nel testo di un racconto che, nel complesso è molto positivo.
I prompt sono stati utilizzati molto bene, però ne sono stati usati solo quattro.
Thai
Nonostante l'avviso Character Death, non temevo di trovarmi di fronte a una storia lacrimevole in maniera gratuita, e soprattutto ero piuttosto certa che, dopo due Disfide in cui aveva già centrato il segno, anche stavolta Lisachan avrebbe presentato una fanfiction di tutto rispetto.
Ovviamente così è stato: Totgeliebt è una storia che è quasi riuscita a farmi piangere, che mi ha toccato, che a suo modo è riuscita a reinventare un avvenimento anche troppo comune nel fandom più inflazionato del momento come la morte di uno dei gemelli Kaulitz; i protagonisti (sì, anche il fantasma... soprattutto il fantasma!) sono caratterizzati in modo molto buono, e in maniera altrettanto positiva posso valutare lo svolgimento della trama.
Forma buona, anche se, soprattutto nel primo terzo di storia, l'ho trovata piuttosto pesante con un eccessivo uso di periodi brevi; capisco che si volesse dare incisività ai pensieri, ma a mio avviso erano un po' troppi.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è più che buono.
Votazioni
Lady Vengeance: 7.00
LittleLoveDream: 7.50
Naco: 8.00
Nykyo: 8.00
Thai: 8.50
La storia si classifica all'ottavo posto della categoria Fanfiction + RPF, con media 7.80 - 117 punti.
Lady Vengeance
Altra fic che trovo difficile giudicare. Qui i WOW sono stati ben tre.
Amo i My Chemical Romance. Li amo ormai da oltre tre anni, e mi sto ancora pentendo di non essere stata a Milano il novembre scorso. Comunque, prima di giudicare questa fic mi scuso con l’autrice perché magari risulterò sommaria. Prima o poi la contatterò personalmente perché ci sono dei punti che proprio mi hanno stesa (in maniera positiva logicamente).
Ho amato innanzi tutto l’ambientazione inglese un futuro neanche molto distante, un’ambientazione dai toni profondi, dove i nostri cinque protagonisti vivono e cercano di ribellarsi?
Vengono affrontate le più svariate tematiche, molte di essere complicate e profonde, ma non risultano mai pesanti e banali.
Lo stile è perfetto per riuscire a rapire il lettore e farlo immedesimare completamente nella storia, nel vissuto dei protagonisti.
L’uso dei prompt è perfetto, sono stati inseriti in maniera magistrale e armonica, dando alla narrazione quel tocco in più che ha reso questa storia realmente perfetta.
LittleLoveDream
Una Fanfiction RPF che tendenzialmente di RPF ha poco; non è una critica negativa, anzi, l'autrice è stata fantastica perché è riuscita a tramutare i My Chemical Romance in qualcosa di più profondo di una rock band, li ha investiti della carica di "romantici vendicativi".
Keiko ha inserito questa band in un futuro più o meno prossimo, in una Londra composta solo di personaggi di facciata che preferiscono passare la loro esistenza nascosti dietro l'ipocrita pensiero che il giusto e sbagliato, il bene e il male siano separati da una netta linea di confine.
Lo stile è scorrevole e la costruzione della storia assolutamente coinvolgente. Nello scorrere dei fatti non si può restare assolutamente distaccati dalla narrazione.
Le descrizioni dell'ambiente socio-culturale in cui è ambientata la storia, lo spessore introspettivo dei personaggi rende questa Fanfiction un'ottima e piacevolissima lettura.
Non mancano nel corso dei capitoli spunti di riflessione che abbracciano un ampio specchio di temi, dalla religione al progresso, dalla repressione alla rivoluzione. Il tutto poi è condito da un excursus storico che rende quel che leggiamo reale, possibile, plausibile.
Il tono narrativo utilizzato ben si sposano con i toni cupi utilizzati per enfatizzare il periodo decadente in cui i personaggi vivono, lottano e si muovono.
La Fanfiction è estremamente esauriente, nulla nei capitoli viene lasciato fine a sé stesso.
Anche l'uso dei prompt è stato ben oculato, e alla base denota un certo progetto nell'inserimento nel testo narrativo.
L'immagine 006 viene ad esempio utilizzata per descrivere Elizabeth Wordsworth, mentre il testo della canzone Helena viene utilizzato come pezzo di un dialogo fra Mikey ed Elizabeth .
La citazione di Rita Levi Montalcini è stata riadattata durante un dialogo in cui si ringrazia Gee per il suo operato e il suo coraggio.
Le citazioni delle lyrics sono sempre state pertinenti alla scena in cui sono state introdotte sia se queste erano utilizzate come parte dei discorsi dei personaggi sia se danno voce alle descrizioni.
Nel complesso la storia è di ottima qualità, rapisce il lettore e lo catapulta in un mondo in cui la realtà è diversa dalla nostra ma ha preoccupanti punti in comune con essa.
Naco
Faccio una piccola premessa. Dei MCR ho sentito a malapena una o due canzoni in vita mia, quindi ho letto questa storia - come tutte le RPF, in fondo - come se fosse una originale. Non che sia stato difficile, vista l'epoca in cui è ambientata la storia: siamo nell'Inghilterra Vittoriana di un futuro non tanto lontano, nel quale il periodo Ottocentesco non è mai terminato e la nazione vive un periodo di puritanesimo fittizio da due secoli. I ragazzi della band fanno parte di un gruppo di sovversivi che vuole mettere fine a questo regno fittizio e ipocrita.
Indubbiamente, l'idea che sta alla base di questa storia è molto buona: la decadenza della società mi ha ricordato un po' le ultime puntate di Lady Oscar, in alcune scene (quelle prima della battaglia, quelle durante e anche i ricordi, nell'ultimo capitolo): stessa sensazione, come anche stesso finale: una rivoluzione desiderata, vinta, ma che alla fine è stato meglio per i morti aver perso la vita e restare con quel bel sogno realizzato davanti agli occhi.
Sia i personaggi che il background risultano molto chiari e credibili, dato che hai offerto un ottimo spaccato storico. Forse un po' troppo preciso, a volte. Sì, perché ti sei dilungata così tanto, in alcune occasioni che mi sono trovata a pensare infastidita: "Sì, d'accordo, ho capito!"
I personaggi maschili sono ben tratteggiati, nonostante nella parte finale, essi crollino uno dopo l'altro: Gerard, che, nonostante tutti i suoi discorsi, viene preso da un attacco di panico e sta per abbandonare tutto; Mikey, che si dimentica di tutti i suoi compagni e del fratello -parliamo di fratelli, oh! - e che se ne scappa per salvare la pelle... Insomma, alla fine l'unico che si dimostra saldo è proprio Frank. Le donne invece non mi sono piaciute molto: tranne Christabel, le altre sembrano un po’ delle bamboline che si muovono sulla scena per interpretare il ruolo che l’autore ha assegnato loro.
Per quanto riguarda i prompt, devo dire che sono stati usati in modo davvero buono: il testo delle canzoni e delle citazioni sembrava proprio perfetto per una storia patriottica di questo tipo.
Il vero problema di questa fanfiction, che mi ha portata inesorabilmente ad abbassarle il mio voto, sono gli innumerevoli errori di cui è disseminata la storia. Si passa dalle virgole, che spesso vengono messe dove non dovrebbero (fra soggetto e verbo, per fare un esempio) e quasi mai dove devono stare (per esempio, prima o dopo un vocativo); si vengono così a creare periodi pesanti, sia perché l'assenza della punteggiatura rallenta l'occhio mentre legge, sia perché la mente registra male la frase e deve soffermarsi più tempo per leggere. Si è arrivati a leggere periodi che finiscono per avere un'interpretazione davvero equivoca, proprio per l’uso errato della punteggiatura. A rendere pesante ed ostico il periodo ci pensano anche gli errori di battitura: per carità, capitano a tutti (a me per prima), ma ci sono casi di parole che un semplice correttore word segnala. Per non parlare di accenti messi male, apostrofi che vengono scambiati per accenti (da' al posto di dà, per esempio), consecutio sbagliate, puntini di sospensione attaccati alla parola che segue... Errori, a volte, correggibili con una semplice rilettura, che possono sfuggire proprio perché la storia è lunga, ma che non si possono lasciar correre. Non in un concorso, non se sono così tanti.
A tutto questo si aggiungono le ripetizioni (che non sembrano volute con intento anaforico) e l'uso per lo meno spropositato degli incisi tra trattini, che spesso rendono pesante e noioso il periodo. Peccato, davvero: in alcuni punti risultano davvero simpatici, carichi di una ironia niente affatto male; ma, come sempre succede il troppo storpia e così si finisce per perdere l'effetto che questi vogliono avere. Inoltre ho notato una costruzione del periodo a volte davvero troppo pesante: per dire lo stesso concetto, a volte, si potevano usare anche meno parole; altre volte invece è proprio l’ordo verbo rum a rendere ostica la comprensione della frase.
Sarà perché i miei occhi non potevano lasciar correre tali errori, sarà perché le descrizioni troppo puntigliose e a volte ripetitive annoiano, ma, nonostante l'idea, ripeto, sia ottima, ho trovato questa storia fredda. Leggerla, non mi ha lasciato assolutamente nulla. il momento più concitato e drammatico, quello in cui muore Frank, mi è passato davanti dell’indifferenza totale. È stato come leggere un libro di storia: assolutamente distaccato e distante, anche se molto dettagliato.
Nykyo
Questo racconto, non me ne voglia l'autrice, mi ha fatta ammattire, è stato la mia croce e delizia per tutta la disfida. Non so più nemmeno quante volte l'ho riletta negli ultimi giorni, cercando di decidere una volta per tutte che voto darle.
Il punto è che questo racconto ha un potenziale davvero molto alto e sviluppa una marea di spunti e alcune idee davvero fantastiche (anche il solo calare i personaggi in un mondo futuristico a loro così consono e farlo però senza sbavature e senza che la cosa risulti artificioso è un ottimo punto di forza della storia). Ci sono poi tantissime suggestioni interessanti, e punti che mi hanno ricordato ottime letture steampunk o anche stupendi fumetti quali "V for Vendetta". E mi piacciono moltissimo le Ucronìe. Sono un tema non facilissimo e non troppo sfruttato nella scrittura amatoriale, o almeno quasi mai sfruttato a dovere.
Inoltre, anche la rivoluzione è una tematica che potrebbe far ricadere il racconto in una serie di cliché, rendendolo poco originale.
Invece l'autrice è riuscita a sfuggire a tutti questi possibili difetti. Il racconto, salvo un po' di fatica iniziale, è appassionante e coinvolgente. I personaggi non sono affatto banali e sono tutti ben disegnati. E ho amato molto la figura di Gerald, così differente dal solito archetipo del rivoluzionario sempre abbagliato dagli ideali, tanto da non concepire la possibile sconfitta e perennemente pronto a gettare il proprio cuore e le vite altrui oltre l'ostacolo. Gerald è l'esatto contrario e questo lo rende interessante, sfaccettato e umano (e fa brillare ancora di più i contrasti con la figura di Frank).
Ottimo anche il colpo di scena finale su chi ha tradito, e splendide le descrizioni del momento più concitato, con la calca della folla intorno al palazzo di vetro.
Però, lo stile a volte è un po' troppo pesante, sembra arricciarsi su se stesso, e soprattutto è spessissimo ridondante in modo tale che è impossibile ignorarlo.
Sembrano pecche minori, ma alla fine influiscono molto sulla lettura, rendendola faticosa in più tratti, e appannando di molto la bellezza dello scritto.
Mi è dispiaciuto moltissimo doverle segnalare, ma (a prescindere dai miei doveri di giudice) lo trovo doveroso perché ritengo che, eliminando questi nei, il racconto potrebbe risultare davvero bellissimo.
Sono stati usati tutti e sette i prompt, e trovo che questo sia uno dei racconti che hanno saputo sfruttarli meglio, e nel modo più organico e originale. Davvero un ottimo lavoro da questo punto di vista.
Thai
È l'unica storia che alla fine mi ha lasciato un senso di rabbia.
La trama è favolosa, succulenta, ricca di simbolismi che mi sono divertita a cogliere e di colpi di scena; magnifica l'ambientazione, un'Inghilterra ancora attaccatissima alla sua industrializzazione vittoriana, che opprime la libertà di pensiero e anche, per così dire, i colori, e in cui si muovono in maniera credibile e piacevolissima i MCR. L'azione e la riflessione si mescolano bene e senza prevalere quasi mai l'una sull'altra.
Eppure mi è caduta dolorosamente sulla forma, forse la più zoppicante di questo giro; prescindendo da refusi, accenti e apostrofi che molto probabilmente neanch'io ho imparato a evitare, ma è proprio la costruzione che una volta su tre mi ha lasciato basita (per non dire peggio), con i segni di interpuzione che raramente sono al posto giusto e che, per quanto possano essere soggettivi, vanificano addirittura alcuni momenti cruciali.
E così, mentre per le altre storie sono giunta a una conclusione più o meno apprezzabile già da parecchio tempo, con questa mi sono concessa tutto il tempo disponibile e anche qualche giorno in più del consentito.
Alla fine, contrariamente al mio usuale modo di operare, ho preferito premiare più che punire, proprio in virtù della trama che, da sola, avrebbe tranquillamente meritato il massimo; e quindi il mio voto, seppur alto, vuole essere una sorta di "punizione" per ciò a cui si poteva mirare e non si è riuscito pienamente a fare.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è molto buono.
Votazioni
Lady Vengeance: 10.0
LittleLoveDream: 10.0
Naco: 6.75
Nykyo: 7.50
Thai: 8.00
La storia si classifica al quinto posto della categoria Fanfiction + RPF, con media 8.45 - 127 punti.
La storia ha partecipato alla II Edizione della Disfida di Criticoni (Red Light District), classificandosi dodicesima con punteggio 102/150.
Per la giuria la storia è 12° con media 7.18, riceve 72 punti.
La storia non è stata votata dal pubblico (9°) e riceve 30 punti.
***** ***** *****
Black Friday - 8+ (8.25)
Immaginando chi fosse l’autrice ed essendo per lo più digiuna di RPS, nell’avvicinarmi a questa storia ero rispettivamente divisa fra la curiosità ed un sottofondo di pregiudizio. Conosco vagamente i Tokio Hotel e il fangirlismo annesso, in ogni caso sono abbastanza sicura di essermi imbattutta, all’interno del panorama, in un lavoro di qualità.
L’idea di base folle e, per come è stata resa, molto appetibile e, se vogliamo, divertente; l’introspezione mai superficiale e molto ironica, d’una franchezza disarmante; lo stile fresco e diretto, buona la regia, l’italiano quasi impeccabile.
Forse non mi ha conquistata del tutto per un mero fattore di gusto, ma mi complimento con l’autrice perchè ha reso digeribilissimo qualcosa che altrimenti non avrei mai letto.
DefenderX - 8+ (8.25)
(Lisachan, come si fa a non riconoscerti, mi sono bastate le note introduttive! XD *aehm*) Non tutte le fangirl tengono per il twincest tra i fratelli Kaulitz.
Tom non lo sa, almeno non prima di apprenderlo da… “Lucrezia? Lavinia? Lorena?”, per dirla con l’autrice.
E’ la seconda volta (su due) che l’autrice mi propone una RPS, per quanto in questo caso ci sia una gran percentuale di Real Person e molto meno di Slash. Ed è la seconda volta che posso affermare di aver gradito una storia di un genere a me niente affatto congeniale, e di un fandom che, lo confesso, non mi dice e non mi potrà mai dire niente: mi ha strappato però un sorriso la citazione del twincest, vista la situazione del suddetto.
Eppure... non so, stile impeccabile, componente erotica per me sufficiente, una introspezione molto ben resa, però quel qualcosa che avrebbe dovuto scattare in me non lo ha fatto interamente; forse fin troppo introspettiva, forse non ha aiutato il fatto di conoscere perfettamente i protagonisti, ma il mio gusto non è stato convinto e conquistato appieno.
Galadwen - 6 e mezzo (6.50)
Questa storia è esteticamente bella, se così si può dire, e originale il modo in cui tratta l’argomento del twincest. Il problema però è che nella, seppur profonda e ben resa, introspezione, si perde l’erotismo. Personalmente, devo dire che nessuna parte della storia è realmente erotica, anche se la scena di sesso è presente e i riferimenti ci sono, manca la tensione. L’erotismo viene a mancare forse proprio perché la tensione erotica è sfogata non sull’oggetto desiderato, ma su un altro; immancabilmente, la storia ne perde, ai fini del bando.
Riccardo - 6 (6.00)
Il desiderio per Bill viene contrastato da rapporti con generiche altre donne: il tema risulta interessante.
Mi piace il senso di pochezza e superficialità che si ricava dalla lettura, è ben reso. Avrei comunque preferito fosse una originale, visto che non trovo una aderenza al fandom così marcata. Concludendo è decisamente una buona storia, ma perde rispetto alla maggior parte delle avversarie.
Rowizyx - 6+ (6.25)
Forma e cura del testo 6
Aderenza al bando proposto 7.5
Interesse suscitato nel lettore 5
Originalità e resa complessiva della storia 6
Sonsimo - 7 e mezzo (7.50)
Ottima storia dal punto di vista grammaticale, tuttavia trovo discutibile la scelta di un certo tipo di termini. L’avviso “Linguaggio colorito” andrebbe inserito.
Aderenza al bando decisamente centrata, ma non troppo interessante per quanto mi riguarda. Una tematica come questa mi lascia molto perplessa inserita nel contesto di un fandom di questo tipo. Si tratta di una buona introspezione, ma purtroppo la lettura di questa storia non mi ha dato molti stimoli. Ovviamente si tratta di pareri del tutto personali, di certo lettori più inclini a queste tematiche potranno apprezzare maggiormente la storia. La storia non mi ha molto coinvolto e non posso non tener conto di questo nella valutazione della sua resa complessiva. So che il twincest è molto trattato nell’ambito del fandom dei Tokio Hotel, non mi pare una storia particolarmente originale da questo punto di vista. Ha comunque dei meriti oggettivi, è ben scritta, l’introspezione è approfondita, le descrizioni accurate.
Tinachan - 7 e mezzo (7.50)
Questo è la storia su cui ero più prevenuta, soprattutto perché non sono essenzialmente una grande fan dei Tokio Hotel. Quando però ho iniziato (e finito) di leggerla, ho capito che le mie paure non erano affatto fondate e che un buon racconto è un buon racconto in ogni caso.
Partendo dal titolo, ammettiamo innanzitutto che Tina è una grande fangirl (perché insomma, *Mindless self indulgence*. Lyn! Gerard! Confidence!), ed è questo il motivo per cui è stata la prima primissima che ho letto. Lo so, è facile ammaliarmi.
La trama: ecco, parlando della trama, sono rimasta affascinata dalla capacità dell’autrice di manovrare i personaggi - e ancor di più le parole con cui l’ha fatto - in un modo tale che mi è rimasto impresso per molto tempo. La storia non è scontata né ripetitiva, ma poteva tranquillamente diventare una storia banale e noiosa, a tratti *brutta*; e questo non è stato, per mia grande gioia. Tom è un ragazzo dai tratti caratteriali definiti, e il modo in cui parla - pensa - del suo gemello è perfettamente in linea con l’età che ha e a ciò che potrebbe davvero pensare (e il modo in cui lo farebbe) un adolescente qualsiasi.
Inoltre, quelli di questo racconto sono personaggi a tutto tondo.
La storia ha partecipato alla I Edizione della Disfida di Criticoni (Immagini), classificandosi nona con punteggio 99/150.
Per la giuria la storia è 3° con media 8.33, riceve 83 punti.
Per il pubblico la storia è 14° e riceve 16 punti.
***** ***** *****
DefenderX - 8 (8.00)
Real Person Slash.
Vi giuro che stavo per svenire quando ho letto la categoria, perché non ne avevo mai letta una prima d’ora. Sapete com’è, non è esattamente il genere che mi si confà.
Comunque, proviamo a riassumere la trama senza svelarla troppo.
Matthew (Bellamy) adora Brian (Molko).
Brian (Molko) odia Matthew (Bellamy).
Sembrerebbe tutto così facile, in realtà una inattesa quanto complessa collaborazione musicale renderà le cose decisamente contorte e indistinguibili l’una dall’altra.
E Dio solo sa quanto gli sia stato grato, per aver letto la storia dopo aver visto effettivamente i due bei tomi.
La storia è avvincente, praticamente perfetta dal punto di vista stilistico, con un buon crescendo nella quantità di emozioni e nell’audacia delle situazioni.
Molto ben delineati i due protagonisti, soprattutto Bellamy, mentre a volte Brian, soprattutto nella seconda metà, cade su qualche punta banale.
E il claim, anche se molto vago, l’ho ritrovato in senso metaforico: un labirinto non di casse e strumenti, ma quasi di disperazione. Un labirinto invisibile in cui entrambi possono essere preda e padrone.
Il mio voto finale non è dovuto a manchevolezze in sé, ma c'è sempre la necessità di stilare una graduatoria quanto più possibile lineare; i concorsi sono brutte bestie, soprattutto quando un bel gruppetto di storie è sullo stesso piano.
Una storia per gli amanti del genere RPS e anche per quelli delle Slash Originali, perché è così che giocoforza ho dovuto intendere “Labyrinth”.
Nota personale: “Stupiscimi”… beh, mi ha stupito. Davvero. E in senso buono.
Ida59 - 9+ (9.25)
Dalle premesse, una slash (non amo lo slash) con personaggi veri (!!! Non ne avevo mai lette!), ero certa che non avrebbe mai potuto piacermi.
Invece ho dovuto subito ricredermi perché si tratta di una storia avvincente e ben scritta, che mi ha subito coinvolto nel personaggio di Brian, che mi è subito piaciuto molto, anche se non so neppure che faccia abbia (e meno male!).
Anche per il fatto che si tratta di una storia slash, al 2° capitolo ho cominciato ad apprezzare enormemente il fatto di NON sapere assolutamente chi siano i due personaggi, altrimenti non avrei potuto apprezzarla: così, invece, l’ho interpretata come una storia originale, trovando bello ed interessante lo scontro tra i due caratteri, dall’esito quanto mai imprevedibile.
Al 3° capitolo ho cominciato ad affezionarmi anche a Matt e la lettura è diventata sempre più coinvolgente.
Nel capitolo 4 ho trovato splendida e terribile l’ironia di Brian… e la sua disperazione interiore. Bellissimo l’approfondimento psicologico dei personaggi.
Il finale è forse un po’ affrettato (difetto che è costato il piccolo margine dal punteggio pieno), ma quel “stupiscimi” lascia indubbiamente spazio all’immaginazione.
Missdevilinside - 8 (8.00)
ReaderNotViewer - 8+ (8.25)
Scrupoloso ritratto psicologico con ambientazione musicale convincente ma con qualche scivolata nel cliché. Il claim è poco più di un pretesto. Lo slash è reso con buon gusto, anche se non saprei dire con quanta verosimiglianza.
Rita Skeeter - 9 (9)
Valutare una RPS per me è causa di scarsa imparzialità, perché adoro il genere e tendo ad essere sbilanciata. Ma come si fa a non sbilanciarsi?
La storia è quasi perfetta - il claim è stato interpretato moooolto vagamente, eh - ma la narrazione è pulita, scorrevole e molto giocosa a dispetto dei cliché dello slash.
E sapere chi fossero i due non ha fatto altro che aiutarmi nel comprendere alcune sfumature, anche se, lo ricordo a tutti i lettori, le RPS sono quanto di più lontano ci sia dalla realtà in quanto certamente chi scrive NON è proprietario dei personaggi. E non ditelo a me, eh, perché se certa gente fosse di mia proprietà…
Beh, non posso far altro che sistemare la storia sul mio personale podio e fare un applauso.
Ce la metto una faccina, qui? *ç*, secondo me, ci sta bene.
Solarial - 7 e mezzo (7.25)
Intanto devo dire che grazie a questa autrice ho letto la mia prima RPS. Non che odi il genere, solo che non mi sono mai trovata nella situazione di leggere.
Fatta questa premessa, per essere la mia prima RPS, sono rimasta piacevolmente sorpresa di quello che ho letto.
E, se devo essere sincera, la lunghezza all’inizio mi ha spaventata -e non poco-, ma leggendo ho notato che scorre che è una meraviglia!
Due personalità diverse: uno forte ed orgoglioso, pieno di sé e cresciuto per essere stronzo sino all’esasperazione (Molko) e l’altro timido e solare, positivo, entusiasta (Matt), tutto il contrario del primo.
Entrambi si troveranno a dover lavorare insieme, ma, mentre uno è entusiasta di tale situazione, l’altro non lo è per nulla, e non perderà di certo tempo a far capire chi comanda.
Sempre pronto ad essere fastidioso e a mettere l’altro in difficoltà.
Eppure, Molko si sente forte SOLO nel suo territorio (ho avvertito questo senso di fortificazione laddove può comandare e gestire la situazione: dentro le sue mura, tanto è vero che lo tiene in pugno), non perde tempo a farlo cadere.
Forse ha paura di stare con Bellamy, perché specchiarsi nei suoi occhi limpidi significa vedere se stesso e la propria fragilità.
Ed ecco allora perché vuole allontanarlo: perché immergersi in quegli occhi significa perdersi dentro un labirinto dove la strada che porta all’uscita è lontana e non facile da trovare.
Mi piace molto come ha scritto, ho notato che si è basata su un gioco di allusioni più che di fatti, e devo dire che l’ho apprezzata tantissimo perché lascia molto spazio all’immaginazione, cosa che ho adorato particolarmente.
Complimenti per la fic.