Originali

ritratto di DefenderX

Io non ho paura

Autore: 
Melian
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Sovrannaturale
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Horror, Commedia, Sovrannaturale
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

«Jack era come pietrificato. La Lanterna quasi gli cascò di mano quando, con uno scatto, si ritrasse e sbatté contro una croce di pietra, inclinandola. Aveva gli occhi accessi di una folle paura.»

DefenderX
Jack-o'-Lantern in carne ed os... in zucca e fumo?
Che dire, bonus point per la quantità di prompt utilizzati e per l'originalità del punto di vista, perché in entrambi i casi questa storia è seconda di un soffio; ben scritta, coinvolgente, divertente, una piacevole rielaborazione dei miti della vigilia di Ognissanti con i pestiferi bambini più pericolosi e spaventevoli di qualsiasi zucca intagliata!
Un'alternanza di commedia e sovrannaturale "serio" assolutamente da leggere. La migliore delle escluse - a malincuore, perché abbiamo fissato un limite di racconti da ammettere al sondaggio, limite che abbiamo già sforato.

Solarial
E menomale che non aveva paura! Devo dire che ho trovato affascinante il personaggio di Jack. Enigmatico, serio e misterioso, che mostra sicurezza a Marlene, si lascia prendere dal panico in presenza dei mocciosi in costume!
Ho trovato bellissimo il passaggio dall'atmosfera lugubre, silenziosa e misteriosa a quella più "leggera" che lascia trapelare quell'ironia che nel complesso non fa altro che arricchire la lettura stessa.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

Ognissanti

Autore: 
JulietteSaito
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Generale
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Generale
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

A volte mi domando cosa voglia dire vivere o morire.
Io esisto, penso,
sono, ma non vivo.
(inserita dall'amministrazione)

DefenderX
Direi che questo racconto dovrebbe ricevere un premio per il punto di vista più originale presentato per questo contest. Formalmente impeccabile, intrigante al punto giusto, e molto godibile per qualsiasi lettore; il contrasto tra Charles, che odia la vista degli orologi, e il protagonista della storia, che deve al tempo la sua esistenza, è il vero punto di forza dell'intreccio, che però sembra un "missing moment" di una vicenda più grande.
EDIT: in un secondo momento, mi è stato assicurato che è effettivamente così. Almeno non sono un visionario.

Solarial
Posso dire che è inquietante? Mi ha stupito il racconto visto dal punto di vista di un orologio e di come un uomo possa esserne spaventato a tal punto! Forse perché metafora del tempo che trascorre ed è questo che spaventa Charles al punto tale da non volerne sentire la sola presenza!

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

La colpa degli Innocenti

Autore: 
Vario
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Drammatico
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 16 anni
Genere: 
Thriller, Drammatico
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

“Dagli tutto ciò che vuole, Dave. È uno zombie!”
(inserita dall'amministrazione)

DefenderX
Non riesco a esprimermi appieno. Intendiamoci, è una storia magnifica: sono stato stordito, quasi stroncato, dall'attualità di questo racconto, dalle immagini vivide, dal finale assolutamente inaspettato. È credibile, è vero oltre la finzione insita nel racconto stesso.
Ho operato un aggiustamento al rating proposto: mi piacerebbe che i bambini avessero la maturità per comprenderla appieno, ma non credo sia possibile. E sì, è una decisione in contrasto con quanto ho già detto, lo so: ciò dovrebbe indicare fino a che punto mi ha colpito.
Ci sono parecchi refusi ed errori da correggere, sia chiaro, ma con una revisione sarebbe davvero perfetta.

Solarial
Accidenti, questa storia mi ha lasciato una tristezza e un senso di ingiustizia addosso incredibile. Mi ha fatto salire i brividi. I bambini, che dovrebbero essere l'emblema e l'essenza dell'innocenza, spesso e volentieri si lasciano andare ad azioni che fanno del male e questo mi spaventa, perché purtroppo molte delle loro azioni vengono "giustificate" dal fatto che essendo piccoli non capiscono davvero a cosa vanno incontro, a quali conseguenze ci siano dietro anche alla più stupida delle ingiurie.
La fine poi mi ha letteralmente stupito, mi ha tolto il fiato e mi ha spaventata, sono sincera. Una fine tanto drammatica non l'avevo proprio considerata.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

Le caramelle traditrici

Autore: 
Graffias
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Comico
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Commedia, Comico, Generale
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
Doppio Drabble
Completa: 
Introduzione: 

Redimere le giovani anime é un'ardua impresa, può avere risvolti inaspettati quanto pericolosi...
Happy Halloween!

DefenderX
La reazione di qualsiasi lettore, probabilmente, oscilla tra *occhi sgranati* e *risata irrefrenabile*, il che fa pensare che l'autrice abbia perfettamente centrato il suo personale scopo. C'è anche un pizzico di morale dietro a una commedia condensata in appena duecento e rotte parole, personalizzata a seconda della propria visione della festa di Halloween. La mia preferita tra le storie originali, senza dubbio.
La consiglio a tutti: porta via appena trenta minuti, cinque per la lettura e venticinque di risate.

Solarial
Assolutamente geniale! Povero Egidio, vittima della moglie e della sua cattiveria. Devo dire che me la sono gustata e che l'ho trovata stupenda, nella sua brevità è azzeccata, lascia il segno. Fa paura, sono sincera ed il finale ovviamente mi ha lasciata basita, ho riso come una matta.
E quella donna fa paura, sì!

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Thai

Dead

Autore: 
Cassandra14
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Drammatico
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 16 anni
Genere: 
Triste, Drammatico
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Ecco la mia fine. Non pensavo che arrivasse così, dopo una serata passata con la mia ragazza in un ristorante. Eravamo in macchina e un attimo dopo ci siamo ritrovati distesi sull’asfalto.
***
Ecco ciò che ho fatto, ho ucciso due persone.

Giù un bicchiere. E poi un altro, un altro, e un altro ancora.
Riflessi poco saldi, mente non lucida, un istante di troppo nell'accorgersi di un ostacolo.
E uno schianto tremendo, come quelli che ormai siamo (purtroppo) abituati a leggere sui quotidiani.
Da uno di questi squarci di cronaca così duri e drammatici prende le mosse questa storia, che prova a mostrarci la visione di un incidente da due diverse angolazioni, quella della vittima e quella del carnefice.

Comincio subito dicendo che dal punto di vista grammaticale non trovo nulla da ridire, e perfino il famigerato (e idiota) correttore di Word non trova nulla di rilevante da ridire. A mio parere, però, una parte non trascurabile delle parole e delle frasi scelte potrebbero essere di gran lunga migliorabili, soprattutto nella seconda parte che appare meno curata; mi lasciano oltremodo perplessa periodi come (un esempio su tutti, abbiamo un limite sulle citazioni e ho tutto l’interesse a rispettarlo) "Vedo già l’articolo sul giornale: Sedicenne si ubriaca e si mette al volante. Prende in pieno una macchina uccidendo le persone sopra" - ma sopra cosa, se è lecito saperlo? Gli occupanti viaggiavano sul tettuccio dell'auto? Non capisco il senso, forse - o anche la stessa questione del sedicenne-ubriaco-guidatore, ma su questo soprassiedo in quanto non ho né l’esperienza indiretta né elementi accessori alla storia.

Ecco, la questione potrebbe essere riassunta così: la storia è realistica in quanto ispirata a fatti fin troppo veri, ma allo stesso tempo è decisamente poco credibile a causa di infelici scelte nei termini e nel tono. Un racconto del genere dovrebbe ispirarmi malinconia, tristezza, qualcosa, mentre invece l’ho trovata piatta e anche un po' vuota. Forse è a causa del linguaggio troppo distaccato, forse è a causa di personaggi un po’ scialbi nel loro modo di agire e pensare, non saprei dirlo con certezza: sta di fatto che mi ha lasciato poco o nulla a fine lettura, e anche per questo ho penato molto prima di arrivare ad emettere un giudizio.

Se posso osare, gentile Cassandra14, ti consiglierei di riprendere in mano questo racconto e di provare a ripensarlo soprattutto nelle parti finali delle due fasi; l'idea non è né poco originale né poco interessante, ed è proprio per questo che andrebbe rivista per sfruttarne meglio le sue potenzialità. Anche ampliarla, dando più spazio alle voci narranti e aggiungendo loro un po' di spessore, potrebbe essere una buona idea; infine ti consiglio di rivedere il lessico, curando di più quella che dovrebbe essere la parte emotiva, quella capace di far scattare quel non so cosa che può - deve - toccare e commuovere.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Akemichan

Il Talismano - Isabel

Autore: 
nydrali
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Avventura
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Avventura
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
Raccolta
Completa: 
No
Introduzione: 

Una ragazza come tante altre, un ciondolo dai strani poteri... Isabel Nelson si ritrova catapultata nell'Antica Roma e cercherà disperatamente un modo per tornare a casa...

Ho riflettuto molto se recensire questa storia oppure no, ma alla fine mi sono decisa per il sì. Giacché è una storia a saghe (e questa recensione indica esplicitamente la prima parte, ma può valere per tutte), ho aspettato di poter leggere anche la terza, prima di convincermi che ne valeva la pena. Non perché la prima parte non sia bella, ma perché la maniera in cui si evolve il tutto la rende ancora migliore.

In sé, la storia può fare storcere il naso agli appassionati di fanfiction, facendogli scattare l’allarme “Mary Sue”; ed è in effetti la prima cosa che ho pensato anche io. Una ragazza precipitata in un’antica Roma parallela… E di sicuro non si metterà a fare la contadina sfornando venti bambini! C’è da dire che la fortuna che Isabel incontra nelle prime vicende farebbe impallidire persino Gastone, e certi piccoli episodi (come il fatto che riesca a farsi immediatamente stimare da chiunque) la possano far catalogare come Mary Sue, ma il fatto in sé non compromette affatto l’andamento della storia. In primo luogo, perché certe cose DEVONO accadere, altrimenti la trama non avrebbe senso di esistere e la storia in sé risulterebbe noiosa; in secondo luogo, perché lo stile dell’autrice è meraviglioso e riesce a non farti risultare antipatica Isabel. Inoltre, l’autrice ha deciso di rivedere la storia per limare le parti più eccessive, perciò sono sicura che la storia risulterà ancora più godibile.

Per il resto, la trama è intrigante ed interessante, poche volte prevedibile. Le cose sicuramente meglio riuscite sono l’ambientazione storica (preparatevi davvero ad essere catapultati nell’antica Roma) e la caratterizzazione dei personaggi, che siano esistiti storicamente o che siano pura invenzione. Inoltre, cosa non da poco, è allo stesso tempo divertente e commovente.
Insomma, la consiglio soprattutto agli appassionati di storia (specie se apprezzano la figura di Giulio Cesare), ma anche agli amanti delle storie d’avventura.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

La Mamma e il Fratellino

Autore: 
Namida
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Drammatico
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Drammatico, Introspettivo, Dark
Avvertimenti: 
Death
Tipologia: 
Flashfiction - Racconto Breve
Completa: 
Introduzione: 

La mamma gli aveva detto di non salire in piedi sulle sedie, ma lui l'aveva scordato.

Devo confessare che la caratteristica più marcata di questa storia è anche il suo pregio maggiore: pur essendo molto breve, è terribilmente inquietante e sfocia quasi nella follia e nel claustrofobico, provocando una certa ansia quando gli occhi giungono al termine del racconto.

L'avviso Death, che normalmente non avrei mai segnalato (generalmente, tutta l'amministrazione lo ritiene uno spoiler dannoso e inutile), era necessario in quanto è una morte il fulcro della storia.
Una morte permeata dalle maniacali raccomandazioni di una donna, che vieta giustamente ai suoi figli di salire sulle sedie e sporgersi dalle finestre, per una normale quanto irrazionale paura. La morte di un bambino e il dolore di una madre, vista dalle azioni e dai pensieri di quello che, per loro, è rispettivamente fratello e figlio.

La storia ha un buon ritmo e un'ottima caratterizzazione del bambino protagonista: a partire dai suoi pensieri, innocenti nonostante gli avvenimenti tragici, fino alle sue azioni e alle sue descrizioni, infantili e impacciate. Come già detto, poi, è intrisa di una vena folle che spinge il lettore a pensare che l'autrice si sia preso gioco di lui, spingendolo a leggere uno scritto quasi crudele nella sua durezza.
In ogni caso, è una lettura che può essere consigliata a tutti, purché non siano troppo impressionabili.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

Sola

Autore: 
Lalla
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Drammatico
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Triste
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Amor che a nullo amato amar perdona...

Parlare della trama, in questo caso, sarebbe decisamente fuori luogo e soprattutto toglierebbe al lettore il piacere di trovarsi di fronte un colpo di scena dalla portata non indifferente.
Quello che posso dire è che questo è un racconto che, più di altri, fa riflettere, fa commuovere e fa ammutolire, specialmente se letto in silenzio e da soli.

Senz'altro è un racconto duro, eppure la sua durezza lo rende sublime: forse perché è narrata dal punto di vista di una protagonista che non ci si aspetta, forse perché la narrazione avanza lentamente, come le spire di un serpente che attendono il momento giusto per colpire, con l'attesa che non viene spezzata brutalmente ma viene svelata poco per volta.
Lo stile, adeguato al tema trattato, conduce lentamente il lettore e gli fa apprezzare una inestimabile verità, col giusto grado di durezza e proponendogli immagini mai fuori luogo.

Qualcuno potrebbe trovare il rating utilizzato un po' bassino, mentre invece lo trovo adeguato: è davvero una storia adatta a tutti, che non scivola nel patetico o nella compassione gratuita e offre moltissimi spunti, una volta terminata la lettura. Come direbbero alcuni saggi, "breve, ma intensa".

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

Cur me querellis exanimas tuis?

Autore: 
Galadwen
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Narrativa a tematica omosessuale
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Storico, Drammatico, Introspettivo
Avvertimenti: 
Slash
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

L'ultima lettera di Orazio a Mecenate.

Questa brevissima storia può essere facilmente definita mediante l'aggettivo "atipica", sotto ogni punto di vista, e proprio per questo, per la sua originalità che a tratti quasi stordisce, è quanto mai apprezzabile.

Originale, perché attinge a piene mani dalla tradizione classica nei contenuti e nell'ambientazione: Orazio, solo a causa della morte del suo amato Mecenate, immerso in una Roma frenetica che indulge in pratiche e gioie che oggi lascerebbero sgomente anche persone non troppo moraliste, è troppo ben caratterizzato per non permettere al lettore di credere che questa sia davvero una sua lettera; sensazione che viene acuita dello stile, particolarmente adatto, classicheggiante al punto da ricordare in maniera inquietante le versioni di latino su cui tanti si sono dannati nei loro studi. E, proprio come una versione ben fatta, stupisce il lettore per la profondità dei sentimenti, delle parole scelte con cura certosina, anche in un testo così breve.
L'autrice è stata abilissima nell'utilizzo di una narrazione che richiamasse la gloria e le espressioni più utilizzate negli scambi epistolari dell'epoca, e allo stesso tempo a non appesantire troppo una lettera così breve con circonlocuzioni che avrebbero spezzato il pathos.

Un racconto brevissimo e intenso, per cui non è possibile spendere troppe parole. Mi limito a consigliarla, poiché penso che possa piacere senza alcuna riserva a chi non ha odiato con tutto il cuore lo studio della letteratura classica; per questi ultimi, l'invito è quello di provare ugualmente ad approcciarsi alla lettura - potrebbero rimanerne piacevolmente stupiti.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Giuria Tecnica

Benjamin

Autore: 
Lisachan
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Sovrannaturale
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Generale, Commedia, Introspettivo
Avvertimenti: 
Slash (leggero)
Tipologia: 
Long Fiction - Racconto a Capitoli
Completa: 
Introduzione: 

La famiglia Percy custodisce un segreto: la casa che abita è infestata da un fantasma. Benjamin - appunto, il fantasma - comunque, non sembra affatto una presenza inquietante. Almeno, a giudicare dalla semplicità con la quale tutti sono riusciti ad accettarlo...

DefenderX
Un racconto organico, di ampio respiro, che si legge d'un fiato: l'ho trovato praticamente perfetto dal punto di vista formale, piacevolissimo e ben calibrato sia nelle pause, sia nelle scelte narrative, sia nelle strizzatine d'occhio che ho trovato qua e là. La normalità e il sovrannaturale sono stati molto ben integrati, creando una miscela letteralmente esplosiva e tremendamente divertente.
La caratterizzazione dei protagonisti non presenta sbavature e anzi lascia a bocca aperta, tra un sorriso e l'altro, per l'abilità dimostrata nella commistione tra citazioni moderne ed attuali con dei comportamenti tipici di almeno dieci o vent'anni fa; non riesco nemmeno a definire quale dei personaggi mi abbia più colpito, neanche dopo parecchi minuti di riflessione.
La "missione" principale che fa da collante nella storia, infine, è trattata con cognizione di causa e con competenza, senza allontanarsi da quello spirito tutto sommato leggero che mi ha fatto sorridere dall'inizio alla fine.
Se avessi potuto assegnare un ex-aequo al primo posto, l'avrei fatto senza esitazione; ma almeno per quanto riguardava la vittoria ho dovuto scegliere, e l'ho fatto in base alle sensazioni. Ciò non toglie che abbia amato Benjamin quasi incondizionatamente.

Fiorediloto
Un racconto delizioso, originale, ben scritto e piacevolissimo da leggere. L’ironia garbata e mai volgare è sicuramente il suo maggiore punto di forza: l’impressione è il narratore si prenda bonariamente gioco di tutti quanti, con un sorriso affettuoso e superiore – cosa che contribuisce a dare al racconto l’atmosfera voluta, rilassata e familiare. C’è una volontà precisa di non scadere nel dramma e di negare uno ad uno tutti i topoi del genere horror a cui (in teoria) il racconto dovrebbe appartenere; e anche se la figura del fantasma gentile è tutto meno che un’invenzione originale, Benjamin non è neppure l’ennesima riproposizione del tema, ma un personaggio ben costruito e consapevole.
I personaggi sono figure assolutamente nella norma, ma caratterizzati splendidamente e di conseguenza resi speciali in pochi tocchi di colore; ognuno di loro ha una voce propria ben riconoscibile, una personalità, dei gusti diversi dagli altri. C’è una lieve tensione allo stereotipo della famigliola felice, ma ritengo che sia voluta e si rivela comunque una scelta vincente nella storia.
Il racconto è scritto in ottimo italiano e le scelte lessicali sono perfette; scorre bene e il lettore non si annoia mai (nonostante la relativa “banalità” delle vicende raccontate). Le uniche due critiche da parte mia sono le seguenti:
1) spesso i periodi tendono ad attorcigliarsi in sequenze decisamente troppo lunghe, che rendono difficile e pesante la lettura;
2) i dialoghi appaiono in diversi punti forzati e poco naturali. A tratti i personaggi sembrano fare fatica ad esprimersi nella maniera rilassata di tutti i giorni.
Non è niente, comunque, che non si possa sistemare con una piccola revisione generale.
Buono l'uso dei prompt.

JulietteSaito
Com'è che quando recensisco storie 'così così' è più facile essere prolissi rispetto a quando si giudica un racconto ben fatto, ben scritto, ben pensato e con una componente di adorabilità quasi letale?
Domande retoriche di dubbio valore a parte, 'Benjamin' di Lisachan è proprio quel racconto delizioso dal quale non sai staccarti e che leggi fino alla fine in un solo fiato chiedendoti perchè mai sia finito così presto.
In succo il racconto narra della vita di una adorabile famiglia inglese (madre, padre, due figlie e un figlio) che si trova a coabitare con un inquilino molto particolare: il fantasma di un uomo di nome Benjamin, detto Ben.
Ben è un fantasma servizievole e per niente ostile, sempre disposto a raccontare una storia o a dare una mano con i tanti piccoli problemi che sorgono anche nelle famiglie più affettuose.
Risulta quindi normale e scontato che tutti, in famiglia, si rivolgano a lui, sopratutto quando il figlio adolescente, Chester, inizia a comportarsi in modo 'strano'.
I temi dell'adolescenza, della scoperta di sé, della vita che può portare delle delusioni e degli improvvisi cambi di rotta (persino fatali), del valore dell'amicizia ("gli amici condividono proprio tutto") sono trattati con mano leggera, ma niente affatto superficiale.
Alla narrazione scorrevole e graziosa - come una favola ma non così semplificata - si aggiunge un'ottima padronanza di linguaggio, che permette di far scorrere i periodi e i paragrafi in modo leggiadro, senza ridurre il tutto ad un lessico povero e stentato.
I personaggi sono ben delineati nelle proprie sfumature, e spiccano sullo sfondo dell'unionea armoniosa della famigliola: il comportamento di ogni personaggio è coerente con le proprie azioni e i propri pensieri e questo rende ancora più gradevole la lettura.
In sintesi, quindi, questo racconto è grazioso, scorrevole, ben scritto, con personaggi ben congegnati sia singolarmente che nel confronto con gli altri, rispetta i prompt usati (cinque su sette, se non erro), ed è, se mi è concesso un parere del tutto personale, una delle cose più adorabili lette negli ultimi anni.
Nonostante non mi si possa accusare di essere 'larga' di voti, in questo caso non posso proprio permettermi di lesinare alcunchè.

Kit05
Benjamin è una storia deliziosa. Deliziosa per il modo in cui è stata scritta, fresco e curato e sempre intrigante, deliziosa per i personaggi mostrati, per la loro caratterizzazione semplice e a tutto tondo allo stesso tempo.
Non amo molto Pennac, eppure questa storia che tanto deve allo scrittore d’Oltralpe mi ha conquistata a partire dallo stile. La pulizia e la semplicità su cui tutto il racconto si regge riescono a mantenere sempre vivida la narrazione e a rispecchiare vividamente la semplicità e la freschezza della famiglia protagonista (con ospite annesso). A tal senso ho sempre trovato il lessico usato particolarmente indicato allo stile scelto, con un’unica eccezione: quel ”era una bella figa” che m’è sembrato stridere sgradevolmente con il resto del registro.
Tornando alla storia, mi sono piaciuti tantissimo tutti i personaggi, da due maggiormente presenti (il fantasma Benjamin e Chester, al resto della famiglia, forse meno centrale nello sviluppo della storia, ma ugualmente interessante e reso con tridimensionalità.
Ho apprezzato molto come si sia resa “normale” la presenza paranormale di un fantasma per casa, come questa presenza si sia intrecciata con le vite di tutti i giorni, ma soprattutto come sia stata posta la necessità di una condivisione vera tra tutti i membri della casa per poter raggiungere un’armonia non solo apparente. Questo sottolineare come non si possa sempre “ricevere senza dare” (Benjamin con il suo nutrirsi dei sogni altrui ma senza rivelare nulla del suo passato) se si vuole creare qualcosa di più di una semplice – per quanto simpatica e utile – convivenza l’ho trovato perfetto specie in relazione del prompt sull’amicizia.
Per concludere sui prompt, ho trovato molto indicato l’utilizzo delle due citazioni (quella di Hesse, soprattutto, m’è parsa piacevolmente amalgamata con il tono generale del racconto), mentre m’è parso un po’ debole l’utilizzo degli altri tre.

Nykyo
Un curioso racconto di fantasmi che non ha nulla a che vedere con la paura e l'horror. Uno di quei racconti che si leggono tutti d'un fiato, che scorrono bene e che non si sa mai esattamente dove incasellare (ammesso che voler incasellare la letteratura, anche quella amatoriale, sia un bene) non tanto e non solo come genere, ma anche come stile. Ha dei tratti alla Woodhouse, ha dei momenti alla "Fantasma di Canterville", ma non assomiglia davvero a nessuno dei due, perchè non è un racconto comico-umoristico in senso proprio, anche se non mancano i momenti brillanti.
Lo spettro protagonista, molto meno insopportabile del Casper cinematografico, anche se a suo modo altrettanto "impiccione", risulta decisamente un defunto simpatico e non si fa fatica a credere che sia lo "Zio" elettivo della famiglia che infesta e che tutti ci abbiano messo molto poco a temerlo. È un curioso incrocio tra un vecchio pescatore e un amante della musica di Bowie con la passione del giallista cinefilo. È divertente, è rasserenante e a tratti fa ridere di cuore, con i suoi racconti sul figlio e con le sue piccole manie.
Sembra quasi più reale e "normale" lui della famiglia di vivi che lo ospita (tra i quali spicca con prepotenza la figlia minore, molto molto riuscita e divertente, specie con i sogni che fa).
Ma anche in questo caso il finale mi ha lasciata con una sensazione strana, come se mancasse qualcosa, come se forse alcuni tratti fossero troppo "ingenui", sebbene il resto della storia non lo sia affatto. Come se alla fine l'autrice avesse voluto correre via veloce, senza indugiare su alcuni temi (se per volontà di mantenere il tono più leggero o per altro non lo so e non pretendo di saperlo non essendo nella sua testa).
Mi è rimasta dentro questa sensazione di fuga finale non del tutto risolutiva che ha pesato nel dare il voto finale (che, per inciso, ho odiato assegnare).
L'autrice ha usato solo cinque prompt su quelli a disposizione, ma li ha usati bene, in alcuni casi con molta fantasia e originalità.

Votazioni
DefenderX: 9.25
Fiorediloto: 9.00
JulietteSaito: 10.0
Kit05: 9.50
Nykyo: 7.00
La storia si classifica al primo posto ed è quindi la vincitrice della categoria Racconti Originali, con media 8.95 - 134 punti.

Il Voto di Criticoni: 
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I Criticoni © DefenderX e Thai, dal 6 giugno 2007. Tutti i diritti sono riservati.
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