Critica Negativa

ritratto di Thai

Dead

Autore: 
Cassandra14
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Drammatico
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 16 anni
Genere: 
Triste, Drammatico
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Ecco la mia fine. Non pensavo che arrivasse così, dopo una serata passata con la mia ragazza in un ristorante. Eravamo in macchina e un attimo dopo ci siamo ritrovati distesi sull’asfalto.
***
Ecco ciò che ho fatto, ho ucciso due persone.

Giù un bicchiere. E poi un altro, un altro, e un altro ancora.
Riflessi poco saldi, mente non lucida, un istante di troppo nell'accorgersi di un ostacolo.
E uno schianto tremendo, come quelli che ormai siamo (purtroppo) abituati a leggere sui quotidiani.
Da uno di questi squarci di cronaca così duri e drammatici prende le mosse questa storia, che prova a mostrarci la visione di un incidente da due diverse angolazioni, quella della vittima e quella del carnefice.

Comincio subito dicendo che dal punto di vista grammaticale non trovo nulla da ridire, e perfino il famigerato (e idiota) correttore di Word non trova nulla di rilevante da ridire. A mio parere, però, una parte non trascurabile delle parole e delle frasi scelte potrebbero essere di gran lunga migliorabili, soprattutto nella seconda parte che appare meno curata; mi lasciano oltremodo perplessa periodi come (un esempio su tutti, abbiamo un limite sulle citazioni e ho tutto l’interesse a rispettarlo) "Vedo già l’articolo sul giornale: Sedicenne si ubriaca e si mette al volante. Prende in pieno una macchina uccidendo le persone sopra" - ma sopra cosa, se è lecito saperlo? Gli occupanti viaggiavano sul tettuccio dell'auto? Non capisco il senso, forse - o anche la stessa questione del sedicenne-ubriaco-guidatore, ma su questo soprassiedo in quanto non ho né l’esperienza indiretta né elementi accessori alla storia.

Ecco, la questione potrebbe essere riassunta così: la storia è realistica in quanto ispirata a fatti fin troppo veri, ma allo stesso tempo è decisamente poco credibile a causa di infelici scelte nei termini e nel tono. Un racconto del genere dovrebbe ispirarmi malinconia, tristezza, qualcosa, mentre invece l’ho trovata piatta e anche un po' vuota. Forse è a causa del linguaggio troppo distaccato, forse è a causa di personaggi un po’ scialbi nel loro modo di agire e pensare, non saprei dirlo con certezza: sta di fatto che mi ha lasciato poco o nulla a fine lettura, e anche per questo ho penato molto prima di arrivare ad emettere un giudizio.

Se posso osare, gentile Cassandra14, ti consiglierei di riprendere in mano questo racconto e di provare a ripensarlo soprattutto nelle parti finali delle due fasi; l'idea non è né poco originale né poco interessante, ed è proprio per questo che andrebbe rivista per sfruttarne meglio le sue potenzialità. Anche ampliarla, dando più spazio alle voci narranti e aggiungendo loro un po' di spessore, potrebbe essere una buona idea; infine ti consiglio di rivedere il lessico, curando di più quella che dovrebbe essere la parte emotiva, quella capace di far scattare quel non so cosa che può - deve - toccare e commuovere.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

Don't Leave Home

Autore: 
AoI / Naccho
Categoria: 
Libri
Fandom: 
Harry Potter
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Triste, Malinconico, Drammatico
Avvertimenti: 
Yaoi (Eh?! SLASH, semmai)
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

“Cara mamma, non ti preoccupare, sono andato a vivere da solo. Presto mi farò sentire. Con affetto,
Ronald Weasley”
Erano passati cinque anni, cinque anni. E Ronald Weasley non si era fatto sentire.

Ron è andato a vivere da solo, allontanandosi dalla sua famiglia e dai suoi amici e non dando notizie di sé per ben cinque anni.
Harry ha intenzione di ritrovarlo per confessargli i propri sentimenti nei suoi riguardi: dopo molte ricerche, tuttavia, la risposta che riceverà non sarà di certo quella che si aspetta.

Fin dall'inizio, purtroppo, questa storia presenta pecche niente affatto trascurabili sia a livello contenutistico, sia a livello formale. Il triangolo tra Draco, Ron e Harry (che quindi va segnalato come slash, e non certo come Yaoi, dato che Harry Potter non è un manga) è decisamente poco curato, dato che l'introspezione e la caratterizzazione sono molto labili: Harry e Draco si limitano a uno scambio di frecciatine, che hanno come oggetto della contesa proprio Ron, e l'amore tra quest'ultimo e l'ormai ex-Serpeverde sembra sbocciato per un non meglio precisato salvataggio. Non c'è nulla di male nell'andare "fuori personaggio", anche senza una valida giustificazione, ma quantomeno ciò andrebbe segnalato nelle note: di certo il comportamento di Harry non può essere considerato Canon, e così pure le scelte amorose di Ron, prive di senso per un lettore casuale.
Continuiamo con i buchi di trama: perché Charlie avrebbe dovuto affidare suo figlio al fratello che manca ormai da casa, senza uno straccio di spiegazione, da cinque anni? (Prescindendo dall'inattività di Molly, che a memoria di libro non sembra essere una madre degenere che non si adopera punti per la propria progenie!) Non sembra che sia fuggito per quello, quindi non riesco a vedere la motivazione di questa scelta, tanto più che Charlie ha altri quattro fratelli.

Dal punto di vista dello stile, oltre a un evidente e, nella maggior parte dei casi pleonastico, uso dei puntini sospensivi, fanno capolino numerosi errori: stupefacenti - in negativo - congiuntivi e condizionali sbagliati in maniera clamorosa ("se non l’avrebbe riconosciuto" e "sarebbe voluto scappare" sono semplicemente raccapriccianti), costruzioni e passaggi errati o incomprensibili ("di non più dieci anni", "una casa piuttosto accogliente, con abbastanza stanze", "Si sedette i piedi del tavolino", "si alzò e andò incontro l’amico"), un abuso dei cosiddetti aggettivi da parrucchiere ("il biondo", "il rosso", "il moretto") e, in buona parte della storia, una scelta della punteggiatura quantomeno infelice.

Il salvabile è davvero poco, alla fine dei conti: oltre a una revisione profonda e accurata della forma per mano di un betareader competente, dato che non sembra affatto che si sia fatto ricorso ad esso, è necessario anche una riorganizzazione dei fatti in maniera più coerente e meno dispersiva, aggiungendo gli avvisi necessari o fornendo una caratterizzazione meno carente dei personaggi.
Il voto finale, pertanto, non può che essere profondamente negativo.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Missdevilinside

Disguidi

Autore: 
Gluck88
Categoria: 
Libri
Fandom: 
Harry Potter
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 16 anni
Genere: 
Romantico
Avvertimenti: 
Spoiler del settimo libro
Tipologia: 
Long Fiction - Racconto a Capitoli
Completa: 
No
Introduzione: 

Hermione é appena arrivata alla Tana per passare le sue vacanze di Natale alla Tana insieme a Ron ma il loro rapporto si é incrinato a causa di una burrobirra in più

ATTENZIONE: 

La recensione potrebbe contenere eventuali e sgraditi spoiler sulla serie in questione. Chi non volesse anticiparsi nulla, ma proprio nulla, giri al largo sia dalla storia che dai commenti.

La fanfiction è ambientata nel periodo natalizio, dopo la battaglia finale descritta nell’ultimo libro della saga della Rowling. Hermione, dopo la morte di Voldemort, è tornata a scuola, e per compensare il vuoto lasciato dai suoi due migliori amici ha stretto amicizia con tale David Parriock. Purtroppo, a causa di una Burrobirra in più, la Grifondoro ha “perso il senno”, ed ha baciato il suddetto ragazzo. E fin qui niente di male: peccato per lo sguardo attento di Ginny, che non ha potuto fare a meno di riferire a suo fratello di quel momento di intimità, tra la sua fidanzata e David.
Ovviamente Ron è furioso, ed è continuamente tormentato da incubi che mostrano la “sua” Hermione in compagnia di David, i suoi amici che preferiscono il nuovo arrivato a lui… E lui solo, emarginato. Quando Hermione torna alla Tana per le vacanze, i litigi con Ron diventano frequenti, nonostante lei ammetta di non provare niente per David. Alla fine del secondo capitolo, Parrick si presenta alla Tana, per salutare Hermione e conoscere i suoi amici, ed è destino che sia proprio Ron ad incontrarlo per primo. Per pura casualità, il rosso si trova tra le mani delle foglie da tè, che si rivelano improvvisamente erbe di Topazia, una pianta velenosa (ma non mortale!). Ron si accascia sul pavimento, soccorso da Hermione appena sopraggiunta; confesserà così a David di amare solamente Ronald, da tanto, tanto tempo. Dopodiché il rosso si sveglia e, al commento di Hermione “Avresti potuto studiare di più”, non può fare a meno di incupirsi.
Parriock interviene per placare gli animi, ma Ron gli intima di stare lontano dalla sua ragazza. Hermione, rincuorata da quell’affermazione, bacia Ron, il quale, tra parentesi, era arrivato al punto di rivelarle di non considerarla più la sua fidanzata. E così tutti vissero tutti felici e contenti, a parte, suppongo, il povero David. Ma questo ci verrà svelato nel prossimo capitolo.

Ho scelto di recensire questa storia perché, sostanzialmente, ha una trama abbastanza carina, con buone potenzialità. Ron Weasley (non Weasly) è per sua inclinazione un tipo geloso (proprio come lo hai descritto tu), e anche gli altri personaggi sono abbastanza IC (anche se, fondamentalmente, dubito che Ginny sia una che spifferi tutto a suo fratello). Gli scambi di battute sono essenzialmente buoni, in particolare ho apprezzato la scena del sogno di Ronald (dove egli viene lasciato solo da Harry, Hermione e Ginny, che preferiscono David a lui) che ho trovato molto realistica, credo che solo lui avrebbe potuto avere degli incubi di questo tipo.
Ciò che dovrebbe essere attentamente rivista è, invece, la presentazione del testo. Gli errori non sono molti, e buona parte sono di battitura e quindi facilmente evitabili con una rilettura più attenta. Ciò che è invece carente è la punteggiatura: consiglio di ricontrollare bene parecchie frasi, in alcune frasi manca il punto fermo terminale, in altre le virgole, inoltre è importante inserire sempre uno spazio, dopo i segni di interpunzione. Per il resto, non c’è niente altro di irrimediabile. Se vuoi puoi ricorrere ad un beta-reader, che ti dia una mano con la punteggiatura o che ti possa aiutare in caso di eventuali difficoltà, sia con la trama che con la sintassi.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Thai

Una vita insieme a te......

Autore: 
Gemellina Dolly
Categoria: 
Libri
Fandom: 
Harry Potter
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Romantico, Malinconico, Drammatico
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Un mago innamorato...e una strega innamorata... una guerra...morti,pentimenti,spiriti che ormai si credevano persi,e.....amore......Dedicata a Lucy Light!!!

Si avvicina il Natale e dovremmo fare uno sforzo per essere tutti più buoni (infatti mi ero ripromessa di non fare la strega nella nuova recensione, evitando di pubblicare un paio di critiche a delle storie che… okay, magari ve le posto comunque).
Si avvicina il Natale, dicevo, e con il suo sopraggiungere comincia la folle corsa al regalo.
Se vi serve qualche puntino sospensivo da donare, potete rivolgervi qui.
Ah, faccio una premessa prima della recensione: non amo per niente il font scelto dall’autrice, ma ritengo ciò ininfluente per la recensione; da parte mia c’è stato il massimo impegno e ho copiato il testo in Word, con un carattere più leggibile. Lo specifico, sia mai che succeda un altro delirio.

L’idea di fondo è molto semplice, ma non per questo poco godibile: Neville compiange Luna, vittima della seconda guerra contro Voldemort, e si dispera per non averle mai confessato il suo amore per lei; alla visione del suo spirito, però, la decisione di Neville è fin troppo chiara per non comprenderla.

La storia presenta una caratteristica che salta immediatamente - e fastidiosamente - all’occhio: praticamente tutte le frasi terminano con puntini sospensivi. Tutte, escluse due battute dei protagonisti e un paio di frasi che terminano con un punto interrogativo. Per non parlare di quelli utilizzati all’interno della stessa frase.
Mi concedo una citazione per mostrarvene un esempio:
Strano... mi sento...trasparente...
Non vorrei fare la strega della situazione, dato che raramente impernio una critica su di essi, ma mi sembra un tantino esagerato abusarne, soprattutto visto che il loro utilizzo nella storia varia continuamente da un minimo di tre (quello giusto) e un massimo di sei; trovo sia assolutamente inutile usarli in quantità così spropositate e in situazioni in cui andrebbe meglio un punto fermo, o un punto e virgola.
Purtroppo insieme a questo fiorir di puntini si accompagna un’altra caratteristica che rende scomoda la lettura, e cioè un po’ di periodi molto brevi che avrebbero potuto essere accorpati insieme, senza perdere in drammaticità.

La grammatica è tutto sommato sufficiente, ma ci sono alcuni errori piuttosto gravi e ripetuti che mi sento di segnalare. "Bacchetta"si scrive con la doppia C, come "sussurri" necessita di una doppia R; "anch’io" vuole l’apostrofo e non si scrive tutto attaccato, "qual è" invece non vuole l’apostrofo, e dopo un segno di interpuzione (virgola, puntini e simili) serve sempre uno spazio. Sono errori che perfino Word riesce a trovare e a correggere senza problemi.

Infine, la trama.
La storia tutto sommato non è malaccio. Forse il suo difetto principale è quello di essere poco approfondita e di essere espressa in maniera non ideale, per cui chiedo assolutamente all’autrice di tornare a darle uno sguardo e/o di rivolgersi a un Beta Reader per una mano; la mia richiesta è dovuta al fatto che sono costretta a scendere al di sotto della sufficienza, per il momento.
Una volta che sarà intervenuta sulla sua storia, Gemellina Dolly potrà scriverci ed eventualmente provvederò io stessa a riproporre la recensione alla sua fanfiction, migliorata o peggiorata che sia.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Missdevilinside

amici o non amici... questo è il problema

Autore: 
dracuccina
Categoria: 
Libri
Fandom: 
Harry Potter
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Generale
Avvertimenti: 
Out of Character
Tipologia: 
Long Fiction - Racconto a Capitoli
Completa: 
No
Introduzione: 

cosa succederebbe se Hermione capisse di non sopportare più Harry, Ron e Ginny?e cosa accadrebbe se Draco cominciasse a pensare con la propria testa e a mostrare quello che c’è dentro di lui?

(La recensione è stata scritta quando erano online i primi tre capitoli)

La storia è scritta dal punto di vista di una Hermione in viaggio verso Hogwarts e profondamente cambiata: si è infatti resa conto di odiare i suoi tre amici Harry, Ron e Ginny. Motivo? Il loro essere diventati molto snob, probabilmente a causa della celebrità che è stata loro concessa (non sempre per loro scelta, ricordiamolo), dopo la morte di Voldemort. Hermione si trova a riflettere su questo argomento, proprio quando la porta dello scompartimento si apre e fa il suo ingresso un Draco Malfoy che stranamente non è più lo stesso. Non è infatti più il solito ragazzo arrogante e pieno di pregiudizi nei confronti dei mezzosangue, tanto che chiede alla Grifondoro il permesso di sedersi vicino a lei. All’udire la sua confessione, inspiegabilmente, Hermione sviene. La scena si sposta nell’infermeria di Madama Chips, dove la ragazza si sveglia e viene subito riempita di attenzioni dai suoi amici, giustamente preoccupati per lei: dopotutto stiamo parlando di Malfoy. Ma la “saccente mezzosangue” è disgustata da queste attenzioni, perché è convinta derivino solamente dal suo mutato aspetto fisico.
Questo è un punto che lascia perplessi: la Rowling non ha mai, a mio avviso, descritto Hermione come una bella ragazza, se non al ballo del Ceppo, dove viene notato un mutamento importante ma non permanente, e comunque frutto della magia; lo stesso Ronald Weasley, fino al Ballo del Ceppo, non si era mai reso conto della femminilità della sua amica, eppure, quando lei fu aggredita dal troll o pietrificata dal Basilisco, lui ed Harry si erano preoccupati (e avevano rischiato la vita) per lei. Il modo in cui queste attenzioni vengono loro così ripagate fa pensare ad una Hermione irriconoscente, insensibile e, mi azzardo, pure un po’ sciocca. Un tantino OOC, per riassumere.

Il secondo capitolo riparte ancora una volta dall’infermeria di Hogwarts, dove un’assonnata Hermione viene “disturbata” da Draco Malfoy, che si reca a trovarla e a parlarle: lui è cambiato, e Hermione è l’unica che non lo evita; le spiega che è stato escluso dal gruppo dei Serpeverde, giacché i suoi compagni di Casa si vergognano del fallimento di Lucius, ovviamente colpevole del vecchio comportamento di Draco (espediente niente affatto disprezzabile, ma purtroppo poco originale). Malfoy continua: Tiger, Goyle e Nott erano incaricati dai loro padri, al servizio dello stesso Lucius, di tenere sotto controllo Draco; ma egli ormai ha capito di poter tenere testa a suo padre, e vuole che Hermione lo perdoni. Ella desidera credergli, ma è giustamente confusa (e questo è credibile ed apprezzabile). Alla fine, accetta la proposta di Draco: usare su di lui il Veritaserum, per sentirsi dire la sola verità. Una buona svolta narrativa, rovinata però da una (almeno per me) scontata consapevolezza di Hermione della bellezza di Draco, e sul paragone “Sembra un angelo”. Non mi sembra granché il caso, a dirla tutta.
Draco, sotto l’effetto del Veritaserum, ripete ogni cosa, e Hermione lo abbraccia felice. Egli va poi a lezione, promettendo a Hermione di tornare a trovarla il prima possibile, ma il suo desiderio non viene esaudito: Ron Weasley gli impedisce di entrare nell’infermeria, convinto che abbia cercato di fare del male alla sua amica (che, ormai sprezzante al limite, si infuria). Comunque, Draco ha lasciato a Ron un libro da consegnare a Hermione, e l’amicone, dopo averlo controllato, glielo consegna. Hermione lo apre, e trova un biglietto di Draco, con un invito alla torre di Astronomia per le undici di sera.
E qui mi chiederei com’è possibile che Ron non l’abbia scoperto, nonostante i suoi ripetuti controlli, ma è meglio passare oltre (ricordiamo che Weasley non è poi tanto sveglio).
Hermione si mostra entusiasta dell’idea, e pensa subito a quale vestito indossare. Durante questa preparazione psicologica, inizia anche a chiedersi se è possibile che Draco le piaccia. Non senza una buona giustificazione, direbbero molti: per anni ti ha trattata malissimo, come può piacerti di punto in bianco? Colpo di fulmine? No. Hermione ammette che egli è un bel ragazzo, ma che momentaneamente lo considera solo un amico.

Nel terzo capitolo le undici di sera dell’appuntamento sono diventate misteriosamente le undici di mattina. O almeno, così intuisco, leggendo le peripezie di una Hermione sveglia da appena un quarto d’ora e intenta a farsi bella, per l’incontro ormai imminente (è utile usare la magia). L’incontro romantico viene però interrotto da Ron, molto più sveglio di poco prima: colpisce Draco con uno Schiantesimo, preoccupato nuovamente per le sorti - e per la salute mentale - di Hermione. Ovviamente la streghetta tira fuori gli artigli, e invita il rosso, in modo poco cortese, a tornare immediatamente nel suo dormitorio, sempre che non desideri un boccino ficcato dentro… Ecco, mi avete capito.
La giovin pulzella si getta immediatamente ai piedi del suo cavaliere biondo, e riesce a farlo rinvenire. E i suoi occhi sono brillanti, dolci… Sicuri sia Malfoy? Il Serpeverde, al risveglio, dopo aver espresso il suo desiderio di lanciare alcune maledizioni proibite sul povero Weasley, si trova costretto a mettere Hermione di fronte ad una scelta: o lui, o il Trio dei Miracoli. Hermione dovrebbe mandarlo a quel paese per la sua sfacciataggine, invece non lo fa: è infatti d’accordo all’idea di abbandonare per sempre quegli snob dei suoi amici, per stare con una persona che, fino a poco prima, la chiamava “sporca mezzosangue zannuta”.
Alla lezione di Pozioni del giorno seguente, c’è una sorpresa: Hermione si siede vicino a Draco, sotto lo sguardo sorpreso di Piton, e furioso dell’ormai Duo dei Miracoli. Alla fine dell’ora, Harry, Ron e Ginny – sopraggiunta di colpo – chiedono ovviamente spiegazioni a Hermione. E sapete come risponde lei? Ebbene sì, li umilia in una maniera tanto perfida che non può appartenere alla Granger. Riesce a dare a Harry del montato, a Ron dell’idiota – senza contare l’affermazione del preferire sposare la Cooman, piuttosto che lui -, e sulla povera Ginny non trova nulla di meglio che il paragone ai peggiori insetti della terra. Dopo la sfuriata, nonostante sia consapevole di aver appena distrutto un’amicizia solo per puro egoismo e crudeltà, Hermione si sente sollevata (ORA ne sono davvero certa, è OOC, e il Cappello Parlante ha toppato di brutto nello Smistarla) e spera nell’invito di Draco al ballo indetto ad Hogwarts.

A fine capitolo, cara dracuccina, hai chiesto di non ucciderti. Spero la mia recensione negativa non ti suoni come un tentato assassinio, ma come un volenteroso aiuto a migliorare.
Prima di tutto, parliamo della grammatica. Ci sono dei margini di miglioramento, perché la storia non è scritta in modo particolarmente terribile, anzi risulta leggibile in maniera piuttosto piacevole, e per quanto riguarda le sviste, oltre a qualche errore di battitura e un paio di verbi che passano dal presente al passato, non ve ne sono di orribilmente gravi. Se proprio volessimo tediarti con pignoleria, potremmo dire che è consuetudine usare tre puntini e uno o due tra punti interrogativi ed esclamativi per volta, ma il risultato finale della recensione non può e non deve tenerne conto.
Semmai, ti consiglierei di usare Word – impostando il correttore automatico - e aiutarti con un dizionario, magari dei sinonimi e dei contrari (per evitare alcune ripetizioni). Inoltre, puoi sempre avvicinare un beta-reader che, oltre a correggere i tuoi errori, può darti dei consigli per la trama e per la trattazione dei personaggi.

Passiamo ora alla trama, appunto. Su questo c’è un po’ di più da dire.
AU o What If? sono avvisi fortemente consigliati, visto che hai parlato di un Voldemort deceduto e di un Silente ancora vivo.
Riassumendo, la fanfiction manca di descrizioni.
Sarebbe molto utile soffermarti un po’ di più sulla psicologia dei vari personaggi, magari assumendo, in almeno un capitolo, anche il punto di vista di alcuni di loro. Ad esempio, non sarebbe male scoprire il motivo per cui Hermione inizia all’improvviso a odiare i suoi amici - venirlo a sapere all’improvviso, senza alcuna avvisaglia di quanto accade, è spiazzante.

Per questi motivi, il voto alla storia non può essere sufficiente.
Ti chiedo di non deprimerti per questa recensione. Anzi, spero non cancellerai la tua storia, perché sarebbe un peccato. Fossi in te, ti ripeto, ricontrollerei bene i capitoli, uno per volta. Non c’è alcuna fretta di pubblicare, non preoccuparti di fare aspettare i lettori (anche perché, migliore è la storia, maggiore è il numero di questi). Contatta magari un beta, oppure lavora per conto tuo. Soffermati maggiormente sulle descrizioni dei luoghi e degli stati d’animo dei personaggi, immedesimati in essi.
E infine, non dimenticare di leggere tanto. Leggere altre fanfiction – specialmente se scritte bene – aiuta tanto, e ti fa comprendere bene cosa c’è che non va nelle proprie.
E con questo chiudo, chiedendo scusa se mi sono voluta dilungare.
Mando un saluto a voi, e uno speciale a dracuccina, sperando che decida di prendere in considerazione i miei consigli, e non di smettere di scrivere.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Thai

ME AND YUO, FOREVER AND EVER

Autore: 
Darklight92
Categoria: 
Libri
Fandom: 
Harry Potter
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Romantico
Avvertimenti: 
Out of Character, What If? (servirebbe AU, per i motivi che esporremo)
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Ho cambiato il titolo, scusate, me molto ignorante in inglese^^ Dato che oggi non ho compiti (evvai! ^_^), e mi sento ispirata per una fic su Hp, Mi cimento in questa shottina, che spero riceverà molti commenti^^ E’ una Draco/Ginny (prima volta che scrivo su questa coppia^^) con una Pansy/Harry di sfondo. Le coppie saranno più o meno: Draco/Ginny; Ginny/Harry; Harry/Pansy; Herm/Ron e Ron/Luna… casini scoperti tutti l’uno dopo l’altro… Mi aspetto qualche recensione (almeno, le spero)^^

[…]”G-Ginny? Che ci fai tu qui?” Chiese il ragazzo, lasciando la Mora.[…] La rossa non disse nulla, ma corse via, sbattendo la porta e senza guardare dove andava. Si fermò davanti alla biblioteca. Buffo, aveva sempre odiato quel […] posto, perchè ci andavano i serpeverde a pomiciare. Lei pensava di piacere sul serio a Harry[…]”

Ginny, fidanzata da sei mesi con Harry, gironzola alla ricerca del suo moroso ascoltando Anastacia alla radio: strano, ricordavo che ad Hogwarts non funzionasse nulla di elettronico, e nel 1998 (fine del settimo anno di Harry e co. alla scuola di magia) Anastacia stesse ancora tentando di sfondare nel mondo della musica… mah, sarà un AU non segnalato, è usanza comune nelle fanfiction, no?
Comunque, gira che ti rigira, Ginny arriva di fronte alla Stanza delle Necessità, noto pied-a-terre di tutte le coppie clandestine di Hogwarts (Silente gestisce una casa chiusa in quel salone, visto che tutti pomiciano lì), e vi trova Harry e Pansy Parkinson in atteggiamenti inequivocabili (Altro AU, altro AU!). Gli occhi verdi di Ginny si riempiono di lacrime e fugge via disperata, fino alla biblioteca.

Stop. Rewind.
"Gli occhi verdi di Ginny".
Notate qualcosa di strano?
In quale libro della Rowling si afferma che gli occhi di Ginny sono smeraldini? Nella Camera dei Segreti si parla di banalissimi occhi scuri… ma vabbé, abbiamo appurato di trovarci in una dimensione parallela, quindi proseguiamo.

Dopo aver lanciato improperi verso la Parkinson (ed averla definita "pupa"…), la piccola di casa Weasley si rifugia in biblioteca e ottiene, nascosta, un posto in prima fila per la tresca tra suo fratello Ron e Hermione. Ma Ron aveva una relazione con Luna (tranquilli, non siete gli unici ad esservi persi), che guarda caso è anche lei nascosta in biblioteca e singhiozza. Il pastrugnamento tra Ron ed Hermione viene interrotto prima dall’ingresso di Harry e Pansy mano nella mano, poi dallo show di Ginny che si palesa con Luna, insulta le due coppiette e se ne va furente. E chi ha assistito alla scenetta? Malfoy, naturalmente. La citazione del giorno la dedichiamo a lui:

"Draco Malfoy, con il mantello sulla spalla, la camicia semi-slacciata, i pantaloni a vita bassa e i capelli a sciolti e ribelli. […] Occhi di […] un ghiaccio argenteo. Il naso dritto […], le labbra non molto carnose, i capelli che coprono a ciuffi la fronte, facendolo somigliare ad un eroe."
Ma concedetemi anche una faccina a questo punto, ve ne prego: >__>.
Da quando ai Prefetti è permesso infrangere le regole sull’uniforme?
Da quando Malfoy è la bella copia di Brad Pitt adolescente?
Da quando l’erede purosangue di una nobile famiglia veste come un qualsiasi fighetto sedicenne dei giorni nostri?
Mistero degli AU non segnalati.

In ogni caso, Draco infligge una punizione a Ginny perché si trova fuori dalle camerate dopo il coprifuoco; Hermione, Ron, Pansy e Luna ne sono esenti, in quanto Prefetti (mi dite quand’è che la Lovegood è diventata Prefetto?), mentre Harry ha un non meglio identificato "Permesso Speciale".
Ginny si rifiuta di seguirlo, e allora Draco la richiama a sé con un incantesimo. Attraggo.
Eh?!
Ma l’Accio del Canon fa così schifo? Non mi dite che non funziona sugli esseri viventi, perché Harry riesce ad attrarre una rana nella saga finora edita.

Riassumendo velocemente, Ginny e Draco vanno a letto insieme (e la prima perde la sua verginità), ci viene data la divina visione degli addominali e del petto di lui (tutti sanno che il Quidditch tonifica moltissimo i muscoli), Luna si fidanza con un Corvonero non meglio specificato, e il Serpeverde prepara uno spettacolo di fuochi artificiali rosso-verdi scrivendo nel cielo la frase - sbagliata - che dà il titolo alla nostra storia.

I punti deboli della trama si evidenziano da soli e fin dall’introduzione: coppie che si sfasciano e si formano senza alcuna soluzione di continuità e con una velocità da far impallidire una soap opera in quattromila puntate. Gli avvenimenti sono stati descritti con una cura quantomeno approssimativa, mentre i personaggi, pur non essendo totalmente OOC, restano sospesi a metà tra gli originali della Rowling e dei teen-agers della nostra epoca.
La presentazione del testo, purtroppo, non aiuta la storia già debole: come già sottolineato in altre recensioni, i tag BR per andare a capo non vanno messi a casaccio, ma quantomeno se ne dovrebbe inserire uno dopo ogni battuta pensata o pronunciata da un personaggio.
Gli errori grammaticali, di battitura e di sintassi, poi, sono tutt’altro che trascurabili. Sviste come:

* "serpeverde", "corvonero" e "babbanologia" con la minuscola in luogo della maiuscola;
* "volela", "solievo", "Vitius", "sgabbuzzino", "piggiati", "deficente", "arrosendo", "abbasa", assimilabili a errori di battitura;
* veri e propri errori grammaticali come "cigliegge", "apparì", e sintattici, come "capelli a sciolti", "questo mo chi è" (per tacere della frase nelle note a piè di pagina in cui si confonde "a" con "ha"!);
* problemi vari di punteggiatura;

affossano definitivamente la storia senza troppe possibilità d’appello.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di DefenderX

Che cos’è l’amore??

Autore: 
Sakura90
Categoria: 
Anime e Manga
Fandom: 
Card Captor Sakura
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Romantico
Avvertimenti: 
What If?
Tipologia: 
Flashfiction - Racconto Breve
Completa: 
Introduzione: 

Sakura è pensierosa…e ad un certo punto si pone una domanda…

Sakura, persa nei suoi sentimenti per Li Shaoran, si pone la domanda suprema, quella a cui pochi sono riusciti a dare una risposta: "Che cos’è l’amore?".
Parte una sua serie di pensieri su questo grande sentimento che la portano a cadere tra le braccia di Morfeo. Fine.
Si potrebbe (si dovrebbe!) arricchire un po’ di più, visto che la parte preponderante del racconto consiste in una serie di aforismi, no?

Passiamo alla presentazione della storia.
La formattazione del testo non è tra le più felici; l’autrice conosce senz’altro il codice HTML, ma mi sembra un tantino esagerato usare, nell’ordine:
* Times New Roman, Grassetto, Nero, 18 punti - per l’introduzione;
* Times New Roman, Grassetto, Rosso, 20 punti - per il titolo (peraltro superfluo, ma soprassediamo);
* Times New Roman, Blu, 14 punti - per l’incipit;
* Bradley Hand ITC, Grassetto, Fucsia, 18 punti - per il testo sull’amore. Il Bradley, poi, è un font di base solo per Windows XP e quindi non correttamente visualizzabile da chi non ha ancora un sistema operativo aggiornato;
* Times New Roman, Grassetto, Verde Acqua, 14 punti - per una frase pronunciata da Sakura;
* Times New Roman, Blu, 14 punti - per l’explicit.

Infine, last but not least, la trama.
Questo scritto non è una FanFiction, perché non basta mettere due nomi di protagonisti a caso per crearne una. Ho provato a mettere Mariagiuseppa al posto di Sakura e Pietropaolo al posto di Shaoran, e non ho trovato nessuna differenza: a questo punto, cambierei davvero i nomi dei protagonisti e metterei questa storia tra le originali, sarebbe più adeguata.
Tuttavia, questa non è neppure una storia vera e propria: i personaggi non vengono descritti neanche di striscio, la trama è pretestuosa e risibile, l’insieme dà una sensazione di "già letto altrove" (ammetterete che le frasi fatte sull’amore si sprecano, sulla Rete).
Personalmente, non vedo altro che una serie di aforismi - spesso neanche connessi come si deve, ma buttati lì a casaccio - sull’amore.
Sono pensieri a volte profondi, sono aforismi molto romantici, non nego nulla di tutto ciò.
Ma tutti insieme non riescono a formare una storia.

La grammatica è più che sufficiente, ma non basta a salvare uno scritto precario oltre l’immaginabile.
Cara Sakura90, mi dispiace essere così duro, ma è necessario per un tuo miglioramento.
Se posso darti dei consigli spassionati, segui delle due l’una: o sposti questo tuo scritto tra le storie Originali, arricchendone la trama e non riducendola ad una introduzione e ad un finale di una riga scarsa ciascuno; o lo riscrivi come si deve tra le Fanfiction, parlando di più dei due protagonisti, descrivendo meglio le loro emozioni. Un sentimento non è un aforisma, ricordalo.

Il voto basso è dovuto all’assoluta inesistenza di trama e all’estraneità di questo scritto dal fandom in cui è stato catalogato; la presentazione grafica, quantunque molto discutibile, ha influito notevolmente meno sulla valutazione.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Thai

Pasticci con la macchina del tempo

Autore: 
Super18
Categoria: 
Anime e Manga
Fandom: 
Dragon Ball
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Romantico, Triste, Comico
Avvertimenti: 
What If?
Tipologia: 
Long Fiction - Racconto a Capitoli
Completa: 
No
Introduzione: 

Salve, questa è la mia quarta ff e riguarda ( come sempre ) Crilin e C18, ( Anche trunks! XD ) in questa storia Miray Trunks fa una piccola visita a goku e tutti gli altri. Purtroppò però Trunks lascia in incostudita la sua macchina del tempo nel garage di Bulma, e una bambina molto curiosona caccierà nei pasticci suo padre e ovviamente il povero Trunks! XD

Mirai (in giapponese significa "avvenire", quindi non è Miray!) Trunks - che, per i meno attenti, è Trunks proveniente da un futuro alternativo nella saga di Cell - torna nel suo passato per salutare i suoi affezionatissimi parenti, tra cui il Trunks della sua epoca che è solo un bambinetto.
Dopo aver spettegolato del più e del meno, Mirai Trunks chiede alla madre di questa timeline un luogo sicuro per la sua macchina del tempo, non potendo ridurla ad una capsula perché "il congegno si è rotto".
Parentesi leggera numero uno: alzi la mano chi si prepara ad un lungo viaggio e non fa controllare almeno il livello dell’olio. Ecco, appunto.

Ovviamente, con una macchina del tempo in garage, quantunque un pochino difettosa, il solito impiccione di turno DEVE provare ad entrarci, pasticciarci o quantomeno sfiorarla, altrimenti la trama non va avanti: e difatti Marron (figlia dell’androide 18 e di Crilin) si nasconde al suo interno dal padre, che la cerca dappertutto. Trovatala, sale al suo interno per prendere la povera creatura (povera un corno, io l’avrei sculacciata per benino), e in un’incredibile concentrato di sfida la macchina del tempo parte da sola per un’altra dimensione.
Mirai Trunks è sconvolto perché non può più tornare a casa dai suoi, C18 invece sta lì per un buon quarto d’ora a collegare che la macchina del tempo è sparita perché suo marito e sua figlia dovevano giocarci un pochetto. Un genio.
Gira che ti rigira, indovinate, dove sono andati a finire i due cretini? In una dimensione diversa sia da quella di Mirai Trunks (che nella sua timeline ha distrutto gli androidi), sia dalla propria. C18 è ancora viva, vegeta e molto incazzosa - in sostanza mia sorella adottiva, giacché ha capito quanto sono dementi padre e figlia. Marron, nonostante l’androide le spari addosso tre quintali di ki-blasts, le si avvicina gioiosa chiamandola mamma, e questa non perde occasione di rapirla. Crilin, come ogni padre di buonsenso, cerca aiuto tra chi è più forte (e intelligente, aggiungerei) di lui: va alla Capsule Corporation di questa dimensione e spiega tutto ai convenuti.
Parentesi leggera numero due: Si sono trasferiti tutti in città? La Capsule Corporation è un albergo a diciannove stelle?

Mentre nella dimensione alternativa C18 e suo fratello C17 (chiamato con "un’acceno"...) ridono crudelmente al pensiero di Crilin in cerca di sua figlia, la Bulma della timeline originaria inventa una macchina del tempo in un solo giorno.
Parentesi leggera numero tre: vi prego, assumetela al CNR. A qualsiasi prezzo.

C18, furibonda col marito perché ha osato abbandonarla senza spiegazioni, salta su prima che Mirai Trunks possa utilizzarla (e prima di ogni collaudo, aggiungerei io), si precipita da quel cretino di Crilin e lo fa una pezza... E si limita, considerando che ha lasciato sua figlia nelle mani di una coppia di fratelli androidi squilibrati che nel frattempo hanno localizzato una città da distruggere.
La storia, al momento in cui scrivo, è ferma a questo punto.

La trama potrebbe essere... Anzi, sarebbe molto interessante, se fosse esposta in altri termini; così, purtroppo, non è.
Partiamo dalla formattazione del testo: la storia è scritta in neretto centrato, che può anche passare come scelta stilistica, ma a mio avviso affatica “leggermente” la vista; i capitoli sono brevi e sarebbero di facile lettura, se non fosse per un orrendo effetto “monoblocco”, nonostante l’uso dell’HTML. Le battute dei dialoghi si susseguono senza alcun tag BR (eppure l’autrice lo usa, per mandare a capo i paragrafi), rendendo la lettura notevolmente difficile.
A ciò, si aggiunge una cura del testo “approssimativa”, per usare un eufemismo. C’è una quantità di errori di grammatica, spesso di una certa gravità, che potrebbe essere evitata col solo uso del correttore automatico di Word, se proprio non si ha la forza di rileggere quanto scritto: limitandoci al primo capitolo (e per tacere dell’introduzione), troviamo "intravise", "machina", "abbraciando", "pòiccolo", "avava", "splendita", "inteligente", "d’apertutto", oltre a nomi privi di maiuscola e a errori minori riguardanti termini tipici della serie "mispelled", cioè traslitterati in maniera errata. Parte di essi potrebbe essere giustificata come una serie di battiture errate, è vero (e neanche, perché in una paginetta di Word non posso trovare quindici errori!): ma perché giustificare sviste riparabili in maniera tanto semplice?
Il periodare è semplice e abbastanza fresco, ma non basta a salvare una storia che fa inarcare ben più di un sopracciglio.
Se vuoi una mano, cara Super18, sono a tua (quasi) completa disposizione. Il beta-lettore non è un correttore di bozze, è vero, ma posso anche adattarmi. Nel frattempo, il responso resta negativo fino a correzione avvenuta ed a codice HTML risistemato almeno per gli “a capo” (quindi, il voto è niente affatto definitivo - ci piacerebbe non lasciare le critiche negative tal quali, sapete?).
Vi saluto cordialmente.

Il Voto di Criticoni: 
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