Il rapporto tra Squall e Rinoa, specialmente nella parte centrale del gioco, non può essere certamente definito "semplice", ma è innegabile che la presenza di lei abbia contribuito a cambiare il carattere assai riservato di lui.
Ace of Spades è una fanfiction non proprio brevissima, ma la lettura (nell'originale in inglese, ma anche e soprattutto in quella italiana) è particolarmente scorrevole e piacevole, grazie a uno stile semplice che mostra la profondità e la bellezza della trama di fondo - che non ho intenzione di svelarvi più di quanto non abbia già fatto - e la caratterizzazione dei personaggi, che si mantiene aderente al canon con una precisione quasi allarmante; i tratti caratteristici di Squall e Rinoa, come pure quelli dei protagonisti minori, da Quistis a Zell fino alla comparsata di Nida, sono così ben armonizzati da permetterci di ritrovare dei vecchi amici.
Due punti a favore, che permettono a questa storia di eccellere sopra la media, sono senza dubbio i dialoghi, concepiti in modo tale da essere simili a quelli del gioco - non troppo lunghi o complessi, ma vivaci quanto basta - e la presenza di un combattimento davvero avvincente, cosa questa tragicamente assente in quasi tutto il fandom, nonostante sia una componente irrinunciabile del gioco.
Una delle migliori fanfiction sul web dedicate a questo fandom, grazie al suo adeguato mix di romanticismo, avventura e di spunti divertenti.
Una storia molto particolare, che si pone un paio d'anni dopo la fine di FFVIII.
Squall e Rinoa si incontrano dopo un anno che hanno vissuto separati, senza parlarsi o vedersi, per un motivo che fin dal primo capitolo si rivela un equivoco.
Quando Squall trova il coraggio di tornare da Rinoa, la trova molto cambiata; ha subito un incidente e non si fida più di lui. Di nuovo, lui deve riconquistare la fiducia che per un motivo che lui non capisce è andata perduta; l'equivoco si protrae lungo tutti i 15 capitoli del racconto, per l'orgoglio di lei che vuole sia lui ad ammettere di aver sbagliato, e l'incomprensione di lui che si sente abbandonato.
Lo stile semplice che contraddistingue quest'autrice si mescola in questa storia anche all'umorismo di una compagnia di amici che cercano di aiutare questa coppia in difficoltà, inventandosi missioni strampalate. Tutti sembrano 'mettere il naso' negli affari di Squall e lui, poco alla volta, riesce ad aprirsi e fidarsi di loro quanto basta per chiedere il loro aiuto, pur implicitamente.
I personaggi evolvono piano; i sentimenti contrastanti che li animano sono descritti in concetti semplici, disarmanti e chiarissimi, i personaggi minori sono meravigliose ed indimenticabili macchiette, e ogni personaggio principale ha il suo 'momento di gloria' in cui ciò che prova viene mostrato con puntualità.
E poi un bellissimo concetto centrale: la cecità, fisica o simbolica, che non permette di vedere davvero ciò che si ha davanti. Una differenza tra il vedere con gli occhi e il vedere con il cuore, che si evolve in tutto il racconto anche attraverso piccoli gesti, e sembra tendere al commovente finale.
Anche qui, non so trovare un difetto. Quella che viene attualmente tradotta sull'EFP è la versione riscritta di questa storia, già ampliata e migliorata rispetto alla prima, con scene ancora più simboliche ed esplicative.
E per quanto lo stile sia semplice, non lo ritengo un difetto in questo caso perchè è nella semplicità che la storia ha la sua forza.
E non credo nemmeno che l'essere una storia d'amore sia un limite, perchè...non è una storia fine a se stessa o alla descrizione dei momenti tutti cuoricini, ha in sè un messaggio che per quanto possa essere considerato 'comune' viene in questo caso narrato da personaggi che partono adolescenti, e terminano un po' più adulti.
E' una lettura piacevole, che sia impegnativa o meno credo dipenda dal lettore, non dalla storia.
E alla fine, credo che ognuno possa trovare un messaggio diverso in quel 'vedere col cuore' che è un'altra forza della storia, il poter essere interpretata in vari modi, da vari punti di vista.
La storia in lingua inglese è presente suFanfiction.net.
Una premessa quasi inutile: Lime è stata tra le prime letture nel mondo delle fanfiction, iniziata quasi due anni fa. È stato tremendamente difficile cercare di scrivere un commento quanto più imparziale possibile, in questi mesi (sì, mesi), e sono cosciente del fatto che, pur non avendo mai voluto esprimere un'impossibile oggettività nelle mie recensioni, in questo caso non avrei neanche potuto provarci.
Ci troviamo di fronte a una raccolta di ben diciotto racconti brevi, tutti di genere erotico e con pairing, situazioni e sentimenti differenti.
È molto curiosa, ma a fine lettura decisamente azzeccata, la scelta di non nominare mai la protagonista femminile delle storie, lasciando alle lettrici il gusto di immedesimarsi e ai lettori il piacere dell'intuizione e della personale interpretazione, sfruttando piccoli spezzoni e riferimenti sparsi qua e là.
Nulla è lasciato al caso, non un termine né un accostamento, neppure la scelta dei titoli che aprono i vari racconti, spesso accostamenti sinestetici di buon effetto; ma a farla da padrone, più che lo stile (indubbiamente di alto livello) sono i sentimenti, lampi di luce che per un attimo illuminano delle scene tutte da assaporare.
Da "Sapore d'Estate", che accosta alla stagione l'offerta di amore e di se stessi, si passa a "Muschio Bianco" e all'intimità della sala da bagno, e alla passione quasi da dominatore di "Canzone di Seta". È dalla quarta storia della raccolta, "Pioggia d'autunno", che i riferimenti a Final Fantasy si fanno più marcati e abbandonano l'atmosfera sospesa ed effettivamente poco nitida delle flashfiction di apertura, mostrandoci la maturazione di Seifer e il conflitto interiore della protagonista (Quistis?); e così via, passando in rassegna veloce la perdita d'umanità di Artemisia in "Sacro", il tenero amore in "Bocciolo di sole", la travolgente intensità in una coppia di cui è permeata "Semplicità d'amore", il tradimento e la focosa passione in "Bagno di lussuria", e una sensualità quasi ingenua che fa da filo conduttore in "Fontana di notte".
La seconda parte della raccolta è appena più matura - complice forse anche il passare del tempo durante la stesura - e appena più controllata, ma non per questo meno apprezzabile. La contrapposizione tra tenerezza e forza in "Fiamma d'ombra" viene seguita dal piacere di ritrovare l'amato che è il tema principale in "Strada di casa", dal piccolo stratagemma che fa di "Tocco di musica" qualcosa di più di una semplice lime con un protagonista dalle mani delicate; flashfiction dopo flashfiction, ci ritroviamo ad apprezzare il rimpianto di un amore perduto ("Luna di pace"), l'energia di una passione mai sopita ("Notte di raso"), il desiderio intrigante ("Nudità rossa"), la sensualità nascosta perfino in un gesto così innocuo come il solletico ("Primo solletico"), la presenza disgustosa di un'altra donna ("Odore di vento"), per poi chiudere, come in un ciclo perpetuo, con una "prima volta" in "Seduzione d'innocenza".
È difficile trovare un racconto erotico di alta qualità e che non scada in scene troppo forti o, al contrario, troppo blande; tutte le storie di Lime, qualcuna di più, qualcuna di meno, riescono a trovare il giusto equilibrio e a risultare piacevolissime per gli amanti delle storie sensuali e per quelli della serie videoludica. Proprio per le caratteristiche scelte dall'autrice, tuttavia, è davvero godibile anche per l'inesperto di Final Fantasy, che, a patto di qualche piccola rinuncia nelle citazioni che non potrà mai afferrare, apprezzerà questa serie "Velatamente erotica. Velatamente eccitante. Velatamente sensuale."
Dopo aver fallito nella missione di salvataggio del Garden di Trabia, Selphie non è mai più stata la stessa; e anche se tutti i suoi compagni sopravvissuti, e per prima la sua amica Talia, le sono grati per aver tentato di sventare l’attacco missilistico di Galbadia e per aver poi salvato il mondo dalla furia della Strega, il senso di colpa per coloro che non ce l’hanno fatta non si affievolisce nel tempo. Quello che Selphie non si aspetta di certo è l’incontro al cimitero dei caduti di Trabia con una persona che sta soffrendo quanto lei; e anche se il dolore di ogni uomo è unico, il tormento dell’una potrebbe alleviare l’altro e viceversa…
Le song-fiction sono parte di un genere molto complesso e ad alcuni parecchio indigesto, ma in questo caso non ci sono dubbi: la commistione tra i versi di “Winter” di Tori Amos e il testo della storia è quasi ovunque ben realizzata. La scelta dei termini e delle frasi, i simbolismi, i dialoghi incisivi e non preponderanti né di scarso rilievo, la decisione (azzeccata) di inserire, a volte, spezzoni della canzone all’interno stesso del testo e non tra un paragrafo e l’altro, tutto contribuisce a rendere questa fanfiction uno scritto assai pregevole.
Ciò è unito a una resa dei personaggi davvero superba e che proietta in maniera credibile la caratterizzazione data nel videogioco. Seifer è trattato in una maniera eccezionale, Selphie è più “adulta” di quanto si sia mai visto in-game ma ugualmente piacevole e godibile.
Insomma, non ci sono riserve… né scuse per non leggerla, se Final Fantasy VIII vi è rimasto almeno un pochino nel cuore.