Death Note

ritratto di Thai

Violator - Personal Jesus

Autore: 
Pé / Shadriene
Categoria: 
Anime e Manga
Fandom: 
Death Note
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Introspettivo
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Tu eri la mia salvezza, il mio Dio, colui che vendicava le ingiustizie compiute dagli uomini che la legge non sapeva punire.
Kira.

Misa è un personaggio poco inflazionato nella stesura di fanfiction nel fandom di Death Note, ma ciò non significa che sia un personaggio poco significativo o, peggio, totalmente inutile.
In realtà, pur essendo una donna non ancora cosciente e padrona dei suoi sentimenti, possiede nobili valori come il coraggio, l'acume e (soprattutto in questa storia) l'amore incondizionato verso una persona che certamente non la ricambia allo stesso modo; del resto, Death Note è un fandom che richiede una certa coerenza proprio nella gestione dei personaggi, data la loro complessa caratterizzazione.

Ed è proprio su di lei che è incentrata questa storia, decisamente introspettiva e scritta dal suo punto di vista; frasi brevi e secche si alternano con riflessioni più articolate, a volte anche ripetute per dar maggiore risalto, come in una sorta di autoconvincimento: la sequenza che ne deriva è quasi convulsa, tecnica che rende abbastanza efficacemente un flusso di pensieri incontrollati.
Dal punto di vista formale, a parte qualche passaggio nella parte centrale che personalmente trovo migliorabile, la storia scivola piuttosto bene e in maniera piacevole; la buona resa della prima persona, genere normalmente piuttosto pesante e non certo facile, aiuta a comprendere la qualità di questa storia.

Adorabile è la caratterizzazione di Misa, quel suo donarsi incondizionato che, qualche volta, le fa perdere il senso della realtà e quasi le annebbia la vista, dato che concepisce certi avvenimenti in maniera del tutto casuale e personale; dal suo punto di vista, condividere lo scopo ultimo della missione di Light è quasi un tendersi al proprio obiettivo, quello di poter restare con lui definitivamente.

Una storia che a tratti lascia intravedere un languore malinconico dietro l'introspezione, ma che forse proprio per questo è dotata di un certo valore.
Consigliata decisamente a tutti i fan della serie.

Il Voto di Criticoni: 
ritratto di Solarial

The Cycle of Seasons

Autore: 
Elaisa
Categoria: 
Altro
Fandom: 
Death Note
Rating: 
Per tutte le età
Genere: 
Malinconico, Introspettivo
Avvertimenti: 
Spoiler!
Tipologia: 
Raccolta
Completa: 
Introduzione: 

Spaccati dell’infanzia e della crescita di L, scritti seguendo il passare degli anni ed il susseguirsi delle stagioni.

ATTENZIONE: 

La recensione potrebbe contenere eventuali e sgraditi spoiler sulla serie in questione. Chi non volesse anticiparsi nulla, ma proprio nulla, giri al largo sia dalla storia che dai commenti.

Siamo di fronte ad una raccolta molto bella, forse una delle più belle che io abbia letto; una raccolta incentrata su L, sulla sua crescita, sui suoi sentimenti, che, attraverso le stagioni, passo dopo passo, si troverà finalmente ad ottenere ciò che egli più ha bramato nel suo passato. La vittoria. L’essere considerato qualcuno.

Questa raccolta presenta una malinconia incredibile, una dolcezza unica, un crescendo di sentimenti, sensazioni, dolori, paure, che scaturiscono dallo scritto di questa autrice che ha saputo sapientemente imprimere tutto ciò nel suo personaggio.
Ecco L, che scruta con i suoi occhi, questo mondo così cattivo, che lo emargina, che lo fa sentire diverso e non accettato.
Questa raccolta è complessa, trattata abilmente, perché sembra semplice ma è uno scritto che usa la sua “semplicità” per nascondere qualcosa di più profondo, delle sfumature che il lettore deve cercare di trovare, per comprendere a fondo quelli che sono i messaggi lanciati dall’autrice stessa.

Ad esempio, nella prima, Autunno, l’immagine del pulmino giallo è stata forte, come se richiamasse quella del divario che separa i bambini più grandi e lui: come se il pulmino rappresentasse la diversità.
E L, nel corso delle stagioni, comincia a cambiare, a comprendere, analizzando da solo, nuovi modi, cominciando ad assaporare una visione diversa di quel Mondo, rispetto a quando era piccolo.
Eppure, nonostante stia crescendo, egli non smette mai di desiderare quello che ha sempre voluto.
E’ troppo forte quel desiderio per metterlo da parte.
Però, c’è un però, nonostante una parte di sé sogna ardentemente essere riconosciuto ed accettato per quello che è, perché vuole dimostrare a tutti i costi di essere qualcuno, e lo fa anche a costo di usare violenza, l’altra non fa altro che temere, avere paura.

Paura? Beh sì. Lo si può notare leggendo Primavera.
Crescendo da solo ed emarginato, non può dimenticare ciò che ha subito, ed inoltre ha in qualche modo eretto un muro, un muro che lo protegge, perché al suo interno si sente al sicuro. Non avendo mai ricevuto da nessuno attenzioni, non avendo nessuno fatto in modo che lui venisse accettato, si è creato un mondo che lo rende padrone, che lo fa sentire forte, che lo rende unico ed accettato.
E ricordiamo che è vero che ha rifiutato quella bambina che tanto gli piaceva, ma perché appunto ha paura di non essere compreso, perché in fondo sta bene così; sembra un controsenso, ma solo chi ha vissuto un tale tormento sa cosa si prova: si è abituato a stare solo, perché nella solitudine si è fortificato, ha cercato in essa quel coraggio che gli ha permesso di crescere e non abbattersi, di non mollare, e dunque, qualora qualcuno varcasse quella soglia, tutte le certezze sulla quale regge la sua vita crollerebbero. Si ritroverebbe a dover ricominciare da capo.
Le uniche persone in grado di varcare quella soglia, sono quelle che sono state, incoscientemente o no, intrappolate dentro la sua realtà.
La signora del pulmino giallo né è un esempio. L’unica che si dimostrava carina con lui, che lo considerava normale.
Ed è così coinvolgente questa raccolta: passo per passo ti porta a crescere con L, a sentire le sue stesse angosce ed ansie, paure e tormenti, la voglia di riscattarsi, cosa che farà alla grande.
Un applauso va tutto all’autrice che ha descritto un L curato, se pur più umano, ma che resta IC.

Perché verso la fine, tra Estate e Inverno, ci troviamo davanti ad un L che ha messo da parte la violenza, perché non è con questa che si ottiene niente, ma con il cervello. L odia perdere, lo sappiamo tutti. Chi ha seguito la serie o ha letto il manga, sa chi abbiamo davanti.
E l’autrice, in qualche modo, ha lasciato un insegnamento attraverso questo personaggio così enigmatico e particolare: “Non è solo con la bellezza esteriore che si ottengono le vittorie… la vittoria sta anche nella diversità, la vittoria sta nell’essere intelligente.”
L ha dato uno scacco matto a tutti.
Ha vinto. Non gli serve più nulla.

Il Voto di Criticoni: 
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