DefenderX
Non conosco assolutamente il fandom (come quasi tutti gli anime e manga, mondo che non mi appartiene... ma vabbè), ma ho molto apprezzato l'atmosfera creata dalla società vampirica, sconcertante ma soprattutto raffinata. Questa visione inconsueta dei vampiri e i legami ben caratterizzati, nonostante ci si trovi di fronte (per necessità) a una storia molto breve, mi hanno intrigato e alla fine convinto.
Solarial
Ho trovato molto bello il riferimento alla diversità tra Shizuka e Maria viste dagli occhi di Ichiru. Ed ho letto l'amarezza nei gesti, nella ricerca quasi ossessiva della donna da parte sua, perché nonostante i ricordi e nonostante il sangue che scorre dentro le sue vene, questo non è abbastanza per riportarla in vita. Nemmeno se quel giorno è speciale come la festa dei non morti, perché l'illusione non paga la realtà!
*recensione-su-richiesta per la CritiRaffle, mi scuso per l'immenso ritardo causa alternanza tra esami e periodi senza Internet*
Una fanfiction molto breve (meno di mille parole) e altrettanto inconsueta: per il tipo di narrazione scelto, innanzitutto, poiché la seconda persona non è tra quelle più usate e, c'è da dirlo, neanche tra le più semplici; il narratore si rivolge a Roy Mustang, svelandone i sentimenti, i pensieri, le azioni.
Inconsueta per l'inversione del pairing, poiché la prevalenza di storie su FMA Edward/Roy vede il primo come elemento "passivo".
Inconsueta per la divisione netta, quasi simmetrica, tra le due sequenze. Però non ha tutti i torti quando dice che ti piace, quello che fate.
È questa la frase di passaggio tra la prima parte, più dura nella scelta delle espressioni, più esplicita nelle scene mostrate, e la seconda, quasi tenera, morbida anche nelle parole scelte, una sorta di quiete dopo la tempesta ormonale.
Il vero punto di forza, però, non risiede né nell'una, né nell'altra sequenza: io (ma non solo io) trovo le RoyxEd un filino più gratificanti delle EdxRoy, ma ciononostante la caratterizzazione di entrambi è davvero vicina alla perfezione. L'orgoglio, tratto caratteristico di entrambi, l'irruenza di Ed, il lato più "protettivo" di Roy, sono definiti in maniera efficace e molto piacevole.
Naturalmente è una storia consigliata agli amanti del pairing, ma non solo: chi non si scandalizza di fronte alle scene yaoi un po' più esplicite potrà apprezzarne comunque la dolcezza, nascosta sotto una ruvida scorza di parole taglienti.
E no, non è affatto una PWP, per quanto la prima sequenza possa trarre in inganno i più moralisti.
Le riflessioni, seppur brevissime, di Watanuki sulla cara Himawari costituiscono il fulcro di questa fanfiction, che scivola via in pochissimi minuti ma che lascia assolutamente senza parole; ciò non solo per la piacevolezza della flashfic in sé, ma anche per la profondità della stessa.
Già dalla forma, che svela una certa cura nella scelta delle espressioni, dei termini e perfino di ogni singolo segno di punteggiatura (anche se, personalmente, avrei unito qualche periodo), è possibile apprezzare l'elevata qualità della forma; impressione, questa, che viene confermata pienamente dalle belle quanto evocative immagini scelte per raccontare i pensieri del protagonista.
La caratterizzazione di Watanuki è molto buona e segue le linee tracciate dal canon, anche se a differenza di questo presenta un personaggio un po' più sicuro - ma non per questo meno credibile: in pochissimi passaggi l'autrice è riuscita a esprimere affetto, amore e anche un pizzico di sofferenza e malinconia.
È una storia assolutamente imperdibile per i fan della serie, e apprezzabile perfino per chi non la conoscesse affatto; ciononostante, è una lettura più importante di quanto non possa sembrare in apparenza, dalla lunghezza e dalla introduzione iniziale.
Nonostante sia una flash fic, Kodamy è riuscita a farci entrare a contatto con l'universo di Masashi Kishimoto, scrivendo qualcosa di piacevole, di tormentato, di malinconico ma allo stesso tempo non pesante o scontato.
Ed eccoci dunque alle prese con uno dei personaggi della serie, Sakura Haruno, della quale ci fornisce un'ottima introspezione, presentandocela di fronte ai ricordi e sopratutto allo scorrere del tempo.
Ho trovato molto significativa la scissione dell'anno in minuti, ore, secondi: questo ha reso forte il concetto stesso del tempo dal punto di vista di questa ragazza, che considerava come parte di sé il proprio team; di quest'ultimo, adesso, l'unica cosa che le rimane è una foto, che incornicia uno dei momenti più belli e spensierati della sua vita.
Una foto che sorride al vuoto, che rappresenta un passato che ora non c'è più e mai tornerà.
Il fattore tempo viene marcato, nel testo, quasi come se fosse un'ossessione.
È vero che alla fine è passato solo un anno da quando è stata scattata quella foto, ma in essa, oltre ad essere stata incorniciata la felicità, c'è ancora l'antica gloria di un team che ormai non esiste più, se non nei ricordi. Perché un anno può sembrare poco ma non lo è.
Non nella loro realtà, non quando ella stessa ha provato, nonostante la sua giovane età, un grande dolore: la caduta di tutte le certezze.
Quell'anno per lei ha rappresentato un cambiamento fondamentale: la caduta dei sogni di bambina, la perdita del Team Seven, la perdita della spensieratezza e della felicità, nonché del suo primo amore.
Allora la foto, per quanto inanimata e fredda possa essere, diventa un mezzo fondamentale, l'unico che fa estraniare dalla realtà la Kunoichi per metterla a contatto con il passato e con ciò che la rendeva felice.
Nonostante la brevità del racconto, non posso che complimentarmi con l'autrice che è stata in grado di scrivere qualcosa di profondamente toccante, con uno stile leggero che rende partecipe il lettore in ogni sua parte. Consiglio vivamente a tutti tale flashfic.
Lady Vengeance
Mi hai riportato alla mente i pomeriggi passati a leggere i miei manga preferiti. La storia mi è piaciuta fin da subito, hai uno stile realmente coinvolgente e fresco. Difficilmente mi appassiono alle storie tratte dai Manga, soprattutto di quelli che non ho potuto seguire interamente.
Nonostante non conosca benissimo il fandom, (l’ho solo sentito nominare) sono riuscita a seguire tutto, senza mai perdere l’interesse. Anzi mi sono appassionata ai vari legami che hai intrecciato tra i personaggi e alle riflessioni introspettive. Ci sono alcune frasi che ho trovato davvero molto belle e coinvolgenti, ne trascrivo qua solo una perché è quella che più mi ha colpito: «Si doveva lasciare andare le cose e le persone ormai perdute. Vivere senza rimpianti, lasciando che il passato sfumasse lievemente alle spalle con il procedere del cammino.» Semplice ma di grande effetto.
L’uso dei prompt mi è sembrato molto accurato e approfondito in ogni particolare, personalmente ho amato soprattutto l’uso dei fiori. Hai saputo rielaborare questo elemento rendendolo quasi costante, senza però mai sfociare nella ripetitività e nella banalità.
LittleLoveDream
Questa Fanfiction, incentrata prevalentemente sulla figura di Watanuki e sul rapporto che lega quest'ultimo a Yuuko, è ambientata in un periodo molto particolare dell'anno in cui si festeggia lo "shubu no hi", quello che da noi occidentali corrisponde alla festa dei morti.
Ho apprezzato in modo particolare il come tutto sia stato montato ad arte attorno a questo evento, inoltre, essendo una fan delle CLAMP, la lettura di questa storia è stata una gran bella scoperta, visto che l'autrice è riuscita a rendere perfettamente non solo il clima e l'ambientazione tipico di xxxHolic, ma ha anche unito a questa elementi provenienti da Rayheart e da X-1999, cogliendone e sfruttandone sapientemente alcune caratteristiche ambigue e misteriose delle protagoniste femminili.
Proprio il rapporto fra la principessa Emeroude di Sephiro, la principessa Hinoto e la Strega delle Dimensioni si basa sulla contrapposizione dei loro immensi poteri e sulle mire, i desideri ed i bisogni di queste tre potenti donne. Come appunto segnalato dall'autrice questa loro relazione poggia sulla citazione di Jean-Baptiste Alphonse Karr assegnatale nei prompt.
Ho trovato i personaggi molto IC, a partire dai movimenti, al loro modo di parlare e pensare, tutto poi è stato sapientemente inserito nel contesto della storia: sopratutto l'umanità e la debolezza, che ci vengono presentata magistralmente grazie all'algida e misteriosa Yuuko, assegnano alla storia un tocco di originalità e completezza. Ammetto di esser rimasta davvero molto sorpresa dal modo in cui Kuri ha smosso e costruito il rapporto fra la Strega delle Dimensioni e Watanuki per me, che seguo unicamente la pubblicazione italiana del manga e pertanto non so se questo aspetto sia stato dettato da eventi futuri; è stata un'interessante interpretazione del fare protettivo (sebbene dai toni a volte sadici) che Yuuko assume nei confronti del suo tuttofare.
Sebbene in questo lavoro Yuuko appaia una sorta di madre in ansia per il suo giovane figlio che comincia a camminare da solo, non perde mai quello smalto e quella tempra che le sono tipici.
Anche Watanuki e il modo in cui Kuri ci mostra la realtà come dal ragazzo viene intesa, mostra una maturità latente che ben si sposa a quel lato un pò infantile tipico del personaggio.
Interessante anche l'accostamento fra Watanuki e Clow Reed: sebbene quest'ultimo non viene mai chiamato per nome, spesso si fa riferimento alla figura del mago.
Lo stile è scorrevole e puntiglioso. Personalmente ho sempre adorato l'accuratezza che l'autrice mostra nella descrizione degli ambienti e dei particolari tipo gli abiti o le stanze; Kuri nella sua opera permette al lettore di immaginare visivamente la scena narrata e di potervi entrare e lasciarsi travolgere con semplicità e spessore.
L'uso dei prompt è stato molto originale e quasi sempre pertinente alla trama.
Bella l'associazione dell'immagine 030 con i fiori di Lycoris che in questa storia sono un elemento molto presente, e non solo nel paesaggio ma anche in sottili dettagli quali ad esempio i fiori disegnati sul kimono di Yuuko.
Ho accennato alla citazione di Jean-Baptiste Alphonse Karr in precedenza, trovandola lineare con gli intenti di Emeroude ed Hinoto ai danni di Yuuko; queste due donne, con le loro ambiguità ed il loro egoismo sono pronte a tutto pur di mettere i bastoni fra le ruote alla Strega delle Dimensioni. Tuttavia, a mio modestissimo parere, questo aspetto poteva essere ancor più approfondito, visto che i veri intenti di Emeroude e Hinoto non vengono mai svelati ma solo lasciati all'intuizione del lettore; sappiamo cosa fanno i seguaci di queste due donne per fermare Yuuko e bloccare l'istruzione e la formazione del suo successore ma non perché le due ce l'abbiano così tanto con lei, né cosa accade dopo che il pericolo viene sventato. Peccato, perché ripeto, l'idea era buona e ben inerente allo svolgimento.
La citazione di Terry Pratchett è sicuramente la più felicemente collocata; nel corso del confronto verbale fra le tre potenti donne, la frase viene utilizzata da Yuuko per metter fine al discorso. Io trovo che Kuri abbia perfettamente ragione quando dice che questa frase sintetizza appieno il modo di vedere della Strega delle Dimensioni.
Durante il corso della storia ci si imbatte nell'uso di altri due prompt che vengono utilizzati come spunto per narrare una storia nella storia. Lady Marmalade e Love is only a feeling vengono utilizzati per narrare la storia di una cliente di Yuuko che si rivolge alla Strega per liberarsi dello spirito dell'uomo che ha amato e che torna da lei tutte le notti. L'epilogo di questa storia è citato nell'Epilogo dell'intera storia come per concludere la parentesi narrativa secondaria in contemporanea con i fatti principali. Se da un lato la scelta di inserire una parentesi non pertinente con la storia sino ad allora narrata può spiazzare il lettore che si vede catapultare in altre faccende, ben lontane da quelle a cui stava dedicando attenzione, dall'altro può risultare gradevole prendere le distanze dai fatti portanti e dal retrogusto misterioso almeno per qualche istante.
Personalmente credo che sia stata una scelta coraggiosa quella fatta da Kuri, che può essere più o meno apprezzata, ma che sopratutto dà un senso di continuità con quanto normalmente avviene nel registro degli eventi tipico dei capitoli che compongono il manga.
Tirando le somme il mio parere su questa storia è positivo, poteva per certi versi essere più accurata ma nell'insieme la lettura risulta piacevole e scorrevole. Probabilmente con una piccola revisione e qualche nuovo particolare o approfondimento questa potrebbe diventare una fantastica fanfiction.
Naco
Ho trovato questa storia a dir poco meravigliosa. Sotto tutti i punti di vista.
Sul piano sintattico e formale, ho scoperto un piccolo capolavoro e un'autrice che - lo ammetto, purtroppo - non avevo mai letto: le descrizioni sono semplicemente meravigliose (nonostante l'uso di termini a volte un po' troppo ostici, se si pensa che comunque il rating di questa storia non è comunque altissimo e che quindi si possono accostare ragazzi che potrebbero non conoscerne alcuni), con punte di lirismo vero e proprio.
Anche la costruzione della trama è ben fatta, in ogni aspetto: la vicenda ha un ritmo lento che non annoia il lettore e lo attira e lo porta con sé, lentamente, verso la fine. Finale che, ammetto, avevo capito, ma che mi ha fatto davvero piacere leggere: quando ho letto la parola fine, mi sono detta che non c'era altro modo per concludere questa vicenda. Per quanto riguarda i personaggi, da brava lettrice della serie, devo dire che li ho trovati tutti - nonostante siano tanti - completamente IC: mi è piaciuto molto vedere la strega delle dimensioni in un momento un po' critico, e nonostante questo mantenere il suo solito controllo, come anche ho trovato molto bello il modo in cui viene descritto il sentimento che lega la donna a Watanuki: non troppo diretto, ma sottile e leggera.
L'uso dei prompt mi è piaciuto molto: l'immagine dei lycoris mi sembra troppo calzante per poter anche solo pensare che possa essere usata in altro modo e la massima di Wilde adattissima a questa storia, come alla serie in generale.
Solo una cosa mi ha un po' lasciato perplessa: nonostante non ci sia nulla di sbagliato (visto che tra l'altro è quello il lavoro di Yuuko), mi dispiaciuto vedere i prompt utilizzati soprattutto nella parte che riguarda la ragazza che ha bisogno del suo aiuto. Ripeto, non che sia sbagliato, tuttavia mi sarebbe piaciuto vederli usati tutti nella storia principale, proprio perché, ogni volta che la donna si presentava, l'ho vista come una intromissione non autorizzata in una trama che mi stava coinvolgendo.
Ah, volevo segnalare che qui "La risatina della profetessa risuonò con cattiveria nella sua testa.
«»" Non risulta alcuna battuta: non credo sia una cosa voluta. ^^
Nykyo
Uno dei racconti che mi hanno fatto dannare. Riguarda un fandom che conosco bene e, in particolar modo (almeno nella vicenda centrale) un Manga che leggo con estrema passione. Dunque mi sono ritrovata a meraviglia tra le righe di questa fanfiction.
Il racconto ha diversi pregi, primo fra tutti il fatto che a mio parere i personaggi di XXXHolic, tra tanti delle Clamp, risultano tra i più difficili da rendere come si deve, sia a livello di atmosfere sia per quanto riguarda la caratterizzazione (misteriosi e sfuggenti sono tutti molto sfaccettati, ma non ancora svelati in maniera esaustiva e spesso sono così enigmatici da lasciare il lettore del tutto spiazzato, ma il racconto ha saputo catturarli a meraviglia). L'atmosfera che si respira per tutto il racconto è proprio quella che ci si aspetta quando si parla di questo fumetto delle Clamp.
Lo stile è ottimo, perché raggiunge proprio lo scopo voluto di ricreare il mondo narrato anche senza bisogno del disegno che caratterizza il Manga originario. Ogni tanto c'è qualche errorino che salta all'occhio, ma non è nulla di tragico e non distrae dalla lettura.
La trama stessa è molto azzeccata e potrebbe essere stata partorita direttamente dalla mente delle Clamp, tanto che non si faticherebbe a crederla davvero appartenente ad uno dei volumetti di XXXHolic.
Eppure, secondo me, esiste comunque una nota dolente che, anche se con mio sommo dispiacere, ha fatto calare il mio giudizio finale sul racconto.
Si tratta dell'uso, a mio parere eccessivo, di personaggi secondari. Come ho detto, ognuno di loro è perfettamente riconoscibile nelle sue caratteristiche di base, ed è gestito in modo assolutamente coerente con il fandom, costituendo, tra l'altro una notevole strizzata d'occhio ai fans. Però, i personaggi secondari che compaiono nel racconto, secondo me, sono davvero troppi nello spazio di così pochi capitoli e di una vicenda che sarebbe stata compiuta in sè e per sè anche utilizzandone qualcuno di meno.
Se da un lato creano un affresco corale davvero completo del fandom, dall'altro finiscono col distrarre e molto (o almeno così è accaduto a me, pur potendo cogliere ogni singolo rimando) dal cuore della vicenda, rendendola a tratti un po' troppo affollata e confusa. E se è vero che chi legge conoscendo il fandom non si attende risposte certe e sa che il mistero è un ingrediente peculiare del Manga, nello stesso tempo, pur non cercando spiegazioni dettagliate, nel veder sfilare così tanti comprimari si prova una vaga sensazione di mancato approfondimento che, trattandosi di un racconto concluso (e non del Manga originario) lascia un po' di amaro in bocca.
Così, pur se con grande dispiacere perché il racconto ha molti punti di forza, il voto non è proprio altissimo.
Sono stati utilizzati solo cinque prompt ed è un vero peccato, perchè quelli usati sono stati resi in modo davvero eccellente, tutti quanti. Personalmente faticherò a scordarmi dei Lycoris e ci sono poche cose che io trovi altrettanto adatte a XXXHolic, tanto che ancora adesso, a lettura finita, continuo ad immaginarmeli disegnati dalle Clamp.
Thai
Yuuko! E' lei! Vi basta? No, credo ci voglia qualcosa di più.
La trama è magnifica e interessante, i personaggi sono caratterizzati quasi meglio delle CLAMP, la narrazione è sempre piacevole e mantiene viva l'attenzione nonostante il ritmo sia anche troppo lento in alcuni capitoli; mi ha colpito profondamente, al punto tale da non riuscire a smettere di leggerla una volta iniziata.
Forma piacevole, qualche errore sparuto qui e là, pause e costruzioni davvero ben articolate.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è eccellente.
Chiedo perdono sia per l'estrema sintesi, sia per non aver messo questa storia come prima assoluta; le ho preferito un'altra fanfiction per un'inezia, e solo per gusti prettamente personali.
Votazioni
Lady Vengeance: 9.00
LittleLoveDream: 8.50
Naco: 9.25
Nykyo: 8.50
Thai: 9.25
La storia si classifica al secondo posto della categoria Fanfiction + RPF, con media 8.90 - 134 punti.
Lady Vengeance
Wow. Ecco, la prima cosa che ho pensato una volta finita la lettura di questa fic. Però poi mi sono resa conto che come commento sarebbe stato vagamente inappropriato, ma giusto vagamente. A volte è difficile poter esprimere un giudizio per iscritto quando gran parte delle cose che hai in mente sono per lo più emozioni e sensazioni. Soprattutto quando ci si aspettano degli sviluppi diversi da quelli riscontrati nella lettura. Cercherò di essere breve e magari recensire poi singolarmente l’autore, per evitare che io stessa nel commento vada fuori contesto. (Cosa probabile!)
Lo stile è scorrevole e piacevole, riesce a catturare completamente il lettore che rimane rapito.
La cosa che mi ha colpito ulteriormente è che i prompt sembrano stati estrapolati dalla narrazione, e non inseriti nella stessa. Sono plasmati e sfumati in maniera magistrale, risultano come parte integrante di tutta la storia.
LittleLoveDream
Quando si ha la fortuna di imbattersi in storie così ben costruite e così ben delineate sia da un punto di vista introspettivo sia dal punto di vista narrativo, non sono solo gli occhi ad esultare, anche l'anima da lettore non può fare a meno di sentirsi arricchito e pienamente soddisfatto.
Mi aspettavo, visto il fandom da cui era tratto qualcosa di diverso, magari qualche tematica più calcistica, ebbene scoprire tutto l'excursus e le riflessioni sulla guerra, inevitabile e necessaria e di come questa influenzi la vita dei soldati e dei loro cari è stata una stupenda sorpresa.
I personaggi hanno spessore, una spiccata sensibilità e sopratutto un enorme coraggio. Leggere dei sentimenti di Mamoru, del suo tormento e della sua solitudine non lascia indifferenti; ci si affezione a questo personaggio, si tifa per lui, si spera riesca a trovare un nuovo, piccolo spiraglio di pace e serenità.
Anche Yuzo è un personaggio che cattura, ligio al dovere, coraggioso eppure così umano.
Il presente che si mescola al passato attraverso i flashback di Mamoru dono alla narrazione una meravigliosa e toccante malinconia; la tristezza e la rassegnazione che trasudano dalle parole che compongono il testo sono davvero il fiore all'occhiello di una Fanfiction capaci di accarezzarti l'anima.
È difficile trovare storie capaci di toccarti, questa è una di quelle che una volta lette in qualche modo ti restano dentro, perché smuovono fili invisibili che ci emozionano e ci fanno riflettere sul significato della vita, sull'inevitabile, sul destino crudele, sulla felicità ma sopratutto sul legame di due persone che lottano contro un destino avverso, che non hanno scelto loro, ma al quale non possono scappare.
Altro particolare che ho apprezzato in questo lavoro è il tocco fantasy; nonostante siamo in una guerra proiettata in un periodo assolutamente complesso in cui i normali mezzi non funzionano, l'idea dei piloti è stata eccezionale, è un'idea che mi ricordano gli Angel di Evangelion e che sono così pertinenti alla narrazione da sembrare reali e perfettamente ipotizzabili.
Lo stile è davvero scorrevole,pulito ma sopratutto accattivante; ad ogni nuovo dettaglio l'attenzione del lettore è catturata, non si può pensare di spezzare la lettura, perché allontanarsi da quel che si sta leggendo fa quasi male.
I prompt sono stati meravigliosamente inseriti e mai, neppure una volta, sono sembrati fuori luogo. Inoltre, gran parte di essi sono stati investiti di densi significati, eliminarne anche solo uno dalla narrazione rischia di rendere quest'ultima insapore.
La citazione di Italo Calvino si sposa benissimo con entrambi i personaggi perché ognuno di essi è costretto a vivere una separazione non voluta a causa di una guerra terribile ed inevitabile.
Bella ed originale l'idea di utilizzare l'OST di Greese come mezzo per rendere Mamoru un attore e di fargli vestire le vesti di Denny, nel contesto della storia questo particolare ha donato spessore anche a Mamoru che non sfigura mai, professionalmente parlando rispetto a Yuzo.
Inoltre a questa si unisce in modo lineare e perfettamente pertinente la citazione della canzone degli U2. L'immagine 075 ha donato quel tocco di romanticismo che ha ben condito questa storia, meraviglioso il rimando della rossa avvizzita che è l'ultimo meraviglioso dono di Yuzo per Mamoru.
Anche l'immagine 092 è stata ben utilizzata perché l'idea del mare e delle sue onde che si infrangono sullo scoglio dà davvero corpo alla sensazione di solitudine e malinconia che caratterizzano questa storia. :
L'adattamento della prima citazione è meraviglioso perché esprime bene la personalità di Yuzo che fa tutto quello che può per mettere fine alla guerra e contribuire così alla pace di chi ama nonostante questo lo spaventi e gli appaia una funesta prospettiva.
Vera, profonda e perfettamente inerente all'epilogo della fanfiction è anche l'utilizzo della citazione di Evelyn Waugh.
Nel complesso questa storia è eccellente, credo non ci siano altre parole per riassumerla.
Naco
Come sempre alcune premesse. Conosco il fandom soltanto attraverso la serie televisiva targata Mediaset; ragion per cui, oltre ad essermi informata sulla traduzione dei nomi, non ho potuto far molto per capire se i personaggi siano o meno IC, nelle loro caratteristiche essenziali; per questo motivo, non tratterò questo punto. Devo dire che, in ogni caso, non è che ce ne sia bisogno: appena si inizia a leggere questa vicenda, si dimentica - o almeno, a me è accaduto questo, forse proprio in virtù delle premesse fatte - il fandom di riferimento e si finisce per seguire esclusivamente le vicende tormentate del protagonista. Siamo in un mondo alternativo, dove le partite di calcio non esistono; esiste la guerra, e tutto quello che ne deriva. Mamoru è un attore di teatro a cui la guerra ha portato via la persona che ama, Yuzo, pilota impegnato nel conflitto. E lui sa che non tornerà mai più.
A dir la verità, mentre leggevo, una domanda continuava a tormentarmi: perché una fanfiction su CT? Disfida a parte, io l'avrei vista molto bene come storia originale: i personaggi emergono dal racconto non in quanto presi da una serie esistente, ma proprio per quello che sono e la trama è solida e ben costruita. In poche pagine hai descritto non solo la storia dei due personaggi, ma anche un mondo che non esiste e che è nato per l'occasione. Il dolore del protagonista si percepisce forte, e in alcune scene mi sono scoperta anche con gli occhi lucidi, anche se, ammetto, avevo intuito come sarebbe finita. Però, nonostante l'avessi capito, non l'ho trovato né forzato, né tanto meno scontato; semplicemente, era il finale giusto quello naturale, logico.
I prompt usati nella storia si adattano benissimo ad essa. Tutti. In particolar modo, mi piace l'interpretazione che hai dato della frase di Barne. Certo, ripeto, se fosse stata una storia originale, il tutto sarebbe sembrato più "veritiero", mentre, essendo una storia su un fandom su cui tutta la costruzione c'entra poco e niente, la storia, alla luce dei prompt, dà un po' di costruito.
Nykyo
Uno dei miei racconti preferiti in assoluto di tutta la disfida e il mio personale vincitore nella sua categoria, anche se quasi a parimerito con un'altra fanfiction. Se nel racconto originale della medesima autrice a volte lo stile e le scelte di trama mi hanno lasciato un po' di amaro in bocca, in questo caso, invece, la mia soddisfazione di lettrice è stata completa e perfetta. Non una singola riga di questo racconto mi ha lasciata indifferente o poco convinta. La storia ha creato, a mio parere, quell'alchimia totale che fa sì che il lettore si immerga completamente tra le parole, lasciandosi catturare.
Il racconto è scorrevole, ha uno stile piano e semplice davvero gradevole e, allo stesso tempo, carico di pathos.
È una ff sul fandom di CT, ma nello stesso tempo non lo è perché l'universo futuristico nel quale l'autrice ha immerso i personaggi la rende tale da poter essere considerata anche come un piacevolissimo racconto originale.
La narrazione procede in modo lento ma niente affatto pesante e mi ha ricordato le atmosfere e i modi di scrittura di alcuni tra i migliori autori della letteratura giapponese. Il tema della guerra è trattato in modo coerente, specie con le tradizioni del Sol Levante (dove vigeva e forse vige ancora un concetto tutto particolare di onore bellico e di patriottismo). La trovata dei Soul Pilot, anche se per alcuni versi non originalissima, ha avuto il grande pregio di ricordarmi Evangelion ma senza richiamarmi alla mente anche i motivi per i quali io, in via del tutto personale, detesto quel Manga e quell'ANIME. Inoltre, sempre l'idea del pilota militare mi ha rammentato alcuni dei miei manga preferiti e ed è trattata in maniera tale che la mia mente l'ha subito collegata con fenomeni bellici giapponesi quali i piloti Kamikaze, i loro disperati ideali e i diversi saggi e i documentari che ho avuto modo di leggere o vedere sull'argomento. Ne conseguono un'ambientazione e una psicologia dei personaggi ancora più credibili.
Ci sono alcuni concetti (come il timore che il pilota possa perdersi nel buio della notte) che ho semplicemente adorato per come sono stati esposti.
La storia d'amore, come tutto il resto, è trattata con una lievità anch'essa molto nipponica che, anche nei momenti più cupi o romantici, nulla ha tolto al fatto che i protagonisti sono due uomini e che non è mai sfociata nel melenso, perfino quando i suggerimenti che venivano da alcuni prompt erano tali che il racconto avrebbe potuto risultarne appesantito da un eccessivo sentimentalismo artificioso.
Inoltre, anche se nel mio cuore questo racconto resterà sempre più impresso per i suo caratteri originali, rispetto che per l'aderenza al fandom, ho apprezzato che la tenacia dei protagonisti sia rimasta esattamente quella che è riconoscibile nel Manga.
Sono stati utilizzati tutti e sette i prompt e trovo che sia uno dei racconti in cui la loro resa è più incisiva, organica e ben inserita nella trama.
Thai
Fin dall'inizio, dalle prime parole ho capito che questa storia sarebbe finita parecchio in alto nella mia classifica personale; se è vero che mi piacciono le fanfiction aderenti al canon, è altrettanto vero che non mi dispiace affatto un buon universo alternativo completamente slegato dalle situazioni narrate nell'anime e nel manga.
Detto questo, l'ambientazione è curiosa, a metà tra il Giappone prebellico della seconda guerra mondiale e tra il Giappone proiettato verso il futuro; la scelta di rendere moderne tradizioni millenarie e di calare Crocker-Morisaki e Diamond-Izawa (non avevo mai visto storie con questo pairing, credo - okay, non di altre autrici) in questo contesto è stata vincente, visto che la storia è inappuntabile sia dal punto di vista della caratterizzazione, sia da quello della narrazione.
Forma classicheggiante, volutamente lenta (forse un po' troppo?) per evidenziare alcune importanti tematiche.
Il modo in cui i prompt sono stati utilizzati è virtualmente perfetto.
Votazioni
Lady Vengeance: 9.75
LittleLoveDream: 10.0
Naco: 8.50
Nykyo: 9.50
Thai: 8.75
La storia si classifica al primo posto ed è quindi la vincitrice della categoria Fanfiction + RPF, con media 9.30 - 140 punti.
La cosa che per prima mi ha colpito è stato il riassunto, che collegato al titolo poteva voler dire una cosa sola: l’abbandono della ciurma da parte di Nami. Il che naturalmente mi ha interessato, perché è una cosa difficile da rendere e soprattutto da motivare. Mi pare che, da questo punto di vista, l’autrice ci sia riuscita bene, anche se magari con un tocco esagerato di realismo che in un manga come One Piece può sembrare strano. Un’altra delle note positive di questa storia è che i personaggi inventati, pur essendoci, non rubano assolutamente il posto ai protagonisti, ma si integrano anzi bene nella storia e risultano ben caratterizzati. Inoltre, i personaggi che Oda ci ha mostrato solo per pochi attimi vengono caratterizzati ed utilizzati, cosa che ho apprezzato particolarmente. Mi ha fatto piacere rivedere dei personaggi poco usati anziché dei personaggi originali, specie se questi personaggi sono dei “big” all’interno della storia.
Purtroppo, però, la nota negativa è che non sempre queste caratterizzazioni rendono al meglio. Non parlo del decidere come farli (renderli buoni, cattivi, metà e metà), ma del preferire, certe volte, lo sviluppo della trama al carattere stesso del personaggio. Giacché la trama deve andare in un certo modo, il personaggio tende ad agire di conseguenza anche se questo, a volte, lo snaturalizza. Il che non implica che la maggior parte delle volte il tutto renda bene comunque, ma in altre credo che possa dare un minimo di fastidio. Generalmente i personaggi sono IC, ma purtroppo è presente anche qualche OOC che potrebbe dar fastidio ai più puristi. Ho notato soprattutto una Robin eccessivamente isterica e uno Zoro troppo romantico. Presente anche qualche bashing un po’ inutile, anche se l’autrice cerca di porvi rimedio.
L’introspezione è presente, è buona, anche se a volte è un po’ ridondante nel ripetere gli avvenimenti che il lettore già conosce. Lo stile invece è forse un po’ da rivedere, poiché a volte risulta davvero troppo colloquiale: basta vedere che sono presenti espressioni come “ma nessuno la cagò” che mi sembrano adatte ad un dialogo ma non ad una descrizione. Presenti a volte alcune interruzioni dell’autrice, ma ridotte al minimo, e forse anche il layout stesso della fanfiction andrebbe rivisto (ma forse è colpa del sito, in questo caso).
Ciò nonostante, la trama è interessante perché non si basa assolutamente solo sulla storia d’amore Nami/Zoro, ma è presente azione, combattimenti, mistero, intrighi e qualche colpo di scena interessante, perciò sostengo che sia una buona lettura per chi preferisce storie In Canon, ma che cercano di risolvere i misteri della trama.
Unica attenzione: è stata scritta quando ancora la saga di Enies Lobby non era finita, quindi non solo non sono stati inseriti spoiler, ma si può decisamente considerare un "What if...?" perché non tiene conto di molti avvenimenti successivi.
Misa è un personaggio poco inflazionato nella stesura di fanfiction nel fandom di Death Note, ma ciò non significa che sia un personaggio poco significativo o, peggio, totalmente inutile.
In realtà, pur essendo una donna non ancora cosciente e padrona dei suoi sentimenti, possiede nobili valori come il coraggio, l'acume e (soprattutto in questa storia) l'amore incondizionato verso una persona che certamente non la ricambia allo stesso modo; del resto, Death Note è un fandom che richiede una certa coerenza proprio nella gestione dei personaggi, data la loro complessa caratterizzazione.
Ed è proprio su di lei che è incentrata questa storia, decisamente introspettiva e scritta dal suo punto di vista; frasi brevi e secche si alternano con riflessioni più articolate, a volte anche ripetute per dar maggiore risalto, come in una sorta di autoconvincimento: la sequenza che ne deriva è quasi convulsa, tecnica che rende abbastanza efficacemente un flusso di pensieri incontrollati.
Dal punto di vista formale, a parte qualche passaggio nella parte centrale che personalmente trovo migliorabile, la storia scivola piuttosto bene e in maniera piacevole; la buona resa della prima persona, genere normalmente piuttosto pesante e non certo facile, aiuta a comprendere la qualità di questa storia.
Adorabile è la caratterizzazione di Misa, quel suo donarsi incondizionato che, qualche volta, le fa perdere il senso della realtà e quasi le annebbia la vista, dato che concepisce certi avvenimenti in maniera del tutto casuale e personale; dal suo punto di vista, condividere lo scopo ultimo della missione di Light è quasi un tendersi al proprio obiettivo, quello di poter restare con lui definitivamente.
Una storia che a tratti lascia intravedere un languore malinconico dietro l'introspezione, ma che forse proprio per questo è dotata di un certo valore.
Consigliata decisamente a tutti i fan della serie.
Arrivata a metà di questa storia, ero sicurissima di volerla recensire. Arrivata alla fine, la mia decisione era un po’ cambiata, ma poi ho deciso di scriverla ugualmente. Il voto finale deriva dalla media di queste due parti. Inoltre, la storia è bloccata da qualche tempo.
Il genere è decisamente fantasy/mistero, il che implica che la trama, benché cerchi di rispettare l’idea di base di avventure in viaggio, è finalizzata a ciò ed assume quell’ambientazione e quello stile. Cercando di non rivelare troppo della trama… Nami soffre a causa di un’avventura che i ragazzi hanno vissuto sull’isola di Shams ul-Diki, e che raccontano in flashback a Shanks e Mihawk, venuti per aiutarli, mentre nel mondo iniziano a verificarsi delle catastrofi. Nella seconda parte della storia si inizia il viaggio per cercare di guarire Nami e, in un certo senso, di salvare il mondo.
La storia presenta sì dei combattimenti e delle avventure, ma per la maggior parte è introspettiva - molto, molto introspettiva: il che, nella prima parte, non risulta eccessivamente pesante, dato che si narrano proprio i sentimenti che i personaggi si trovano a vivere sull’isola; soprattutto, il bello è che la maggior parte di queste introspezioni è legata all’affatto che ciascun membro della ciurma prova per tutti gli altri, che è uno dei fondamenti essenziali di One Piece. Ognuno dei protagonisti ha la sua parte, e l’introspezione è fantastica. L’unica cosa è che i personaggi vengono presentati più “adulti” e “reali” di quanto non lo siano nell’anime/manga, quindi argomenti come amore e sesso vengono trattati normalmente. Il linguaggio e lo stile sono estremamente aulici - basti vedere che Robin e Bibi vengono spesso apostrofate come “bellissime virago” - ma l’ambientazione stessa dell’isola e gli avvenimenti giustificano questa scelta, che quindi arriva a risultare piacevole.
Dopo, la situazione degenera decisamente. L’introspezione diventa pesantissima, esagerata, soprattutto quando il lettore vorrebbe vedere un po’ più d’azione dopo il flashback e la spiegazione degli avvenimenti. Una prova su tutti è una parte di capitolo lunghissima su un dialogo tra Bibi e Sanji, in cui i due però si scambiano sì e no tre battute, il resto sono seghe mentali che normalmente ci potrebbero anche stare, ma in un punto in cui ci si aspetta qualche avventura risolutiva sentire parlare solamente di amore in modo stucchevole risulta eccessivamente statico. La stessa cosa può valere per il linguaggio aulico: finché era utilizzato per elevare la situazione drammatica dei ragazzi risultava vincente, dopo, utilizzato solo per far uscire dalle bocche dei personaggi sdolcinate frasi d’amore (specie con citazioni da poesie e canzoni), risulta fastidioso e fa sembrare i personaggi decisamente OOC, specialmente per qualcuno come Zoro.
Questo non significa che la seconda parte non abbia i suoi momenti felici, come ad esempio un dialogo molto carino Rubber/Mihawk/Shanks, o la presenza di alcuni personaggi originali davvero ben caratterizzati, ma è decisamente di livello inferiore rispetto alla prima. Inoltre, benché si tratti di un AU, ci sono alcune cose non ben chiare. Chopper non è presente, e non se ne capisce il motivo, visto cheper giunta ogni tanto viene nominato come se fosse presente. Inoltre, sono presenti parecchi errori di distrazione e, cosa molto importante (a cui spero l’autrice rimedi prima che questa recensione appaia), manca un capitolo: per sbaglio è stato pubblicato due volte l’otto al posto del sette (divertente notare come nessuno dei recensori se ne sia accorto…-.-). Una cosa positiva invece è l’attenzione alla caratterizzazione anche dei personaggi minori, si veda Ben della ciurma di Shanks.
Quindi è proprio un peccato che una storia che poteva essere decisamente buona, soprattutto come ho detto per quanto riguarda la prima parte che vale la pena, sia poi così crollata verso la fine. Comunque per lo meno la prima parte è consigliabile a chi ama l’introspezione ed i rapporti fra tutta la ciurma.
Le coppie, per chi volesse saperlo prima, sono: Zoro/Nami, Robin/Rufy, Sanji/Bibi.
E’ molto difficile scrivere una storia su One Piece, restando in tema di avventure, senza inserire nuovi personaggi che, nella maggior parte dei casi, rischiano di prendere il sopravvento. Questa storia ha il pregio di riuscirci, il che è una cosa decisamente notevole.
La trama in sé è molto semplice: ambientato dopo Alabasta, ma senza Robin, la Going Merry si imbatte in un vascello fantasma ed il Log Pose impazzisce, così i ragazzi decidono di andare in esplorazione. Il tutto però è sormontato da una buona base di introspezione, che per la maggior parte è basata sul punto di vista di Nami, ma che non risulta pesante ma regge bene tutta la situazione di mistero. Inoltre lo stile è buono per l’ambientazione direi quasi “horror” che si viene a creare e c’è qualche scatto di umorismo che non raggiunge le vette del manga ma per la storia in sé è decisamente buono. In qualche punto, per i più puristi, può emergere qualche spunto Zoro/Nami, ma si tratta davvero di piccolezze e a tutti i personaggi è data la propria parte di scena, per altro riuscendo a farli rimanere IC senza eccessive difficoltà.
L’unico vero peccato, in realtà, è che la storia sia incompiuta da molto tempo, ed è per questo che il voto risulta più basso di quanto meriti. La consiglio comunque a tutte le persone che vogliono leggersi una storia di One Piece senza risvolti romantici, con tutti i personaggi… sperando che l’autrice la termini.