Ah, la fama. Cosa non si farebbe per essere almeno quindici minuti sotto i riflettori, come aveva predetto Andy Warhol? Quanto siete disposti a sacrificare per essere conosciuti in tv e nel resto del Paese? Molti potrebbero dire di non essere interessati a simili cose, ma abbiamo sotto i nostri occhi la dimostrazione che non è così, praticamente tutti i giorni.
Il futuro.
In un futuro molto nebuloso, di cui poco o nulla ci viene raccontato, quattro ragazzi sono chiusi dentro una casa, e aspettano che dall’esterno si decida chi di loro sarà allontanato: vi ricorda nulla? Ebbene sì, è proprio lui: il Grande Fratello, lo show più famoso di tutta Italia, è ormai giunto alla 209° edizione, e anche nel ventiduesimo secolo ci sono persone che vi partecipano per diventare delle star o guadagnare il famoso miliardo di euro messo in palio. E’ il momento dell’eliminazione, mancano pochi minuti prima della diretta con il famoso studio, e i concorrenti rimasti parlano fra loro nervosamente, in attesa del responso, chiedendosi il perché del loro gesto.
Questo perché la cosiddetta “eliminazione” non è solo a livello metaforico… come succederà alla fine ad Arianna, una delle due nominate, dopo un ignobile spettacolo all’insegna del patetismo e una disperata fuga nel giardino, il tutto condito dalla voce insopportabile della presentatrice (che viene udita dagli altoparlanti e, distorta, risuona quasi come un giudizio divino)?
La ferocissima critica ai meccanismi dei reality show e degli spettacoli da tv trash che intasano i nostri canali televisivi è fin troppo evidente dalla prima riga: i protagonisti non suscitano nessuna particolare simpatia, in quanto persone vuote che poco o nulla hanno da offrire a parte la loro presenza, e questo per una scelta dei produttori, che vogliono solo ragazzi incapaci di pensare. Tutti loro sono preoccupati, terrorizzati da quello che succederà nella serata, e sono pronti a esplodere di rabbia o fare promesse inutili; per poi, una volta finito ed essersi salvati, ritirare tutto quello che hanno detto.
Lo spettacolo è ormai diventato grottesco ed eccessivo, dopo decine di edizioni e puntate, e arriva a imporre spietati cavilli ai suoi concorrenti per aumentare l’audience, come ad esempio un premio (oppure una sottrazione) in denaro a seconda del comportamento con l’eliminato, oppure il divieto di vomitare in diretta, pena un’aggiunta di punti alla successiva eliminazione… le prove settimanali sono diventate ancora più crudeli, e piccole riflessioni dei ragazzi mostrano come, in passato, i concorrenti siano arrivati a gesti suicidi come infarti e aggressioni. Ogni minimo cenno di ribellione viene fermato con “problemi tecnici”, ogni azione e sentimento sfruttato per interessare il pubblico da casa, un pubblico che non si rende affatto conto di quello che succede davvero.
E naturalmente c’è lei, la presentatrice, che qui viene tratteggiata solo come una voce fuori campo che tutti odiano ma contro cui nessuno può dire nulla: le sue frasi finiscono sempre con un eco, dando un crudele effetto comico ai suoi discorsi fintamente amorevoli, e sarcasticamente viene chiamato il “Giudizio Universale”.
Lo stile è ben definito e scorrevole, la narrazione segue il punto di vista di uno dei personaggi (Augusto, il “bello” della Casa) senza però nulla togliere alle descrizioni psicologiche degli altri ragazzi, descrivendo la situazione in cui si trovano e i suoi pensieri taglienti riguardo allo show.
Una storia ironica e riflessiva, ancora più crudele se letta con il passare del tempo, visto che ormai, trascorsi diversi anni dall’arrivo di questo show, sembra manchi davvero poco perché possano essere inseriti elementi del genere. Molto azzeccata anche la vena di rassegnazione, che aumenta fino alla frase che chiude il racconto, detta dalla ragazza sopravvissuta, una riga che colpisce per il suo cinismo e la sua attualità, e i piccoli elementi di stampo horror trattati in modo inusuale per il genere, a parte l’epilogo della vicenda che vede protagonista la ragazza eliminata.
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