Bé, ora non si potrà certo dire che recensisca solo storie con temi eterosessuali, a questo punto. No?
Comunque sia, credo che il modo migliore per raccontarvi la trama di questa breve storia sia quella di citarvi una frase presente nelle Note dell’Autrice.
Parla di una ragazza senza nome, di lei si sa solamente che ha i capelli biondi, quasi vent’anni e che ama Melissa.
Tutti i personaggi sono definiti velocemente, come pennellate ruvide su una tela in cui predominano due colori: il bianco, simbolo di una purezza da molto tempo perduta e allo stesso tempo della freddezza del mondo esterno, e il rosso, simbolo della linfa vitale che ci fa sopravvivere.
Il bianco è ripreso molto frequentemente - la camicia di pizzo che indossa la protagonista, le bambole di porcellana, il matrimonio dell’amata - ma non è più un colore che può rappresentare appieno i sentimenti di questa donna senza nome, senza volto; è (anche?) per questo che il suo destino giunge a compimento attraverso un colore quasi diametralmente opposto, il rosso sangue, il rosso di tagli non voluti eppure cercati.
Anche se la storia è decisamente breve, quasi una FlashFic, non si può certo dire che non sia curata in ogni dettaglio, né tantomeno si può insinuare che non sia ben caratterizzata o che sia buttata lì per caso; anzi, oserei dire che il grido che potrebbe sfuggire al lettore inconsapevole è sempre e solo “Fermati!”
Il tema proposto è dannatamente realistico, e ciò non fa altro che rafforzare le buone qualità del racconto.
L’unico appunto che potrei fare è che l’eccessiva brevità lascia un po’ di amaro in bocca, anche considerando che la storia non è certo a lieto fine e che i temi trattati sono adatti quantomeno a dei ragazzi già grandicelli, e con la guida e la presenza dei genitori; tuttavia non posso far altro che consigliare vivamente a tutti gli amanti del genere questo breve racconto, conscio di non deluderli in alcuna maniera.
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