Crepuscolo

ritratto di Thai
Autore: 
Wilwarind
Categoria: 
Anime e Manga
Fandom: 
Detective Conan
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Romantico, Malinconico
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Blu crepuscolo. Il colore che assume il cielo dopo il tramonto, quando il sole è svanito ma la notte non è ancora arrivata ad inghiottire forme e colori. L’orizzonte ha ancora il colore aranciato del tramonto ma basta alzare gli occhi al cielo ed ecco che la visuale viene sommersa da un blu cobalto, caldo e vibrante. Il blu dei suoi occhi...

Il manga cui si ispira la fanfiction di Wilwarind è incentrato sulle avventure di Shinichi, un giovane investigatore, abilissimo nel risolvere casi intricati e grande fan di Sherlock Holmes, l’eroe letterario di Sir Arthur Conan Doyle; sorpreso ad origliare una conversazione a cui non avrebbe dovuto assistere, gli viene somministrata una sostanza sperimentale che lo fa regredire ad un puccioso e ficcanaso bambinetto, che però continua a collaborare con la giustizia. Conan - questo il suo nome, per non rivelare la verità a nessuno, tantomeno alla sua amica-e-forse-qualcosa-di-più Ran - aiuterà il padre di quest’ultima, Kogoro, a risolvere i suoi casi, ma addormentando ogni volta il poco abile detective e imitando la sua voce; tuttavia, pochissimi sanno la verità su Conan, e tra questi non figura certo Ran, che nulla sospetta e che crede semplicemente nella scomparsa di Shinichi.

La trama della storia che mi accingo a recensire (sì, ho seguito il consiglio dell’autrice, ho messo “Gocce di memoria” in sottofondo!), in particolare, ci mostra un ipotetico epilogo dell’intera saga: una Ran, prossima alle nozze con Araide Tomoaki (medico della serie), e tuttavia ancora non convinta del grande passo; forse perché negli occhi di quel bambino venuto a vivere a casa sua rivede altri occhi… quelli di Shinichi, di cui sente la mancanza in maniera quasi lacerante, e allo stesso tempo che odia, per averla dimenticata con così grande freddezza. Ma quello che non sa, e che mai saprà, è che Shinichi la sta fissando, temendo di essere riconosciuto, e tuttavia incapace di nascondere appieno i suoi reali sentimenti; e quando lui le annuncerà la sua partenza, non potrà fare a meno di mentirle ancora una volta…

L’intreccio è interessante, e sicuramente attira molto gli amanti del genere “angst”, e il testo molto curato e ben esposto non fanno che aumentare la qualità della storia: la narrazione è molto piacevole e sufficientemente coinvolgente, rendendo molto vividi i sentimenti dei protagonisti (soprattutto quelli di Shinichi); questi ultimi seguono il solco dei caratteri originali senza scadere nella copia sputata, e ciò è un altro motivo per poter apprezzare la storia. L’unica svista che ho beccato è quel “Goccie di memoria” che mi ha lasciata basita per un breve attimo (ma dai, ci vuole arte anche per lasciare l’unica pecca nei credits!), ma è ovvio e assolutamente normale che non vada ad inficiare il buon livello generale.

Scherzi a parte, ci sono un paio di punti su cui vorrei soffermarmi, visto che dipendono non poco dal gusto personale di chi legge e che comunque influiscono in maniera davvero risibile sul giudizio finale. La prima questione è che, ad una prima lettura, la storia sia effettivamente un po’ “sospesa”: come la stessa Wilwarind ci spiega nelle note finali, la one-shot faceva parte di una serie molto più articolata che però non ha più visto la luce, ma ho avuto questa sensazione prima ancora di terminare la lettura. Credo quindi che la giusta chiave di lettura possa essere quella di un possibile finale del manga originale - e a quel punto, tutto sta nel gradimento della coppia da parte del lettore: per esempio, nonostante la mancanza del lieto fine (o forse proprio per questo!), a me è piaciuta; ad altri, magari più attaccati alla coppia Shinichi/Ran, potrebbe piacere meno.
Il secondo punto - e lo ripeto, ora più che mai si tratta di un parere personale - è che la one-shot decolla sul serio solo dopo essere arrivati a un buon punto mella lettura: forse per un avvio leggermente lento, forse per altri motivi, chissà, ma la storia è molto più convincente nella seconda parte che nella prima, cioè quando si passa dal soliloquio al confronto tra i protagonisti.

Tirando le fila di un discorso che oggi come non mai è particolarmente contorto - oggi fatico a ricomporre le mie stesse parole - è una storia sicuramente piacevole a leggersi, e che riceve in ogni caso un voto alto. Tuttavia, se avete anche solo visto di sbieco Detective Conan, vi consiglio di leggere sia questa storia, sia la raccolta di Drabbles "Falene", sempre di Wilwarind: tre piccoli gioiellini di cento parole ciascuno, molto particolari e godibili, incentrati sui sentimenti dei personaggi del manga con una profondità eccelsa. Merita assolutamente una lettura, soprattutto vista la cura che è stata infusa in dei testi così brevi.

Il Voto di Criticoni: 

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