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Questa brevissima storia può essere facilmente definita mediante l'aggettivo "atipica", sotto ogni punto di vista, e proprio per questo, per la sua originalità che a tratti quasi stordisce, è quanto mai apprezzabile.
Originale, perché attinge a piene mani dalla tradizione classica nei contenuti e nell'ambientazione: Orazio, solo a causa della morte del suo amato Mecenate, immerso in una Roma frenetica che indulge in pratiche e gioie che oggi lascerebbero sgomente anche persone non troppo moraliste, è troppo ben caratterizzato per non permettere al lettore di credere che questa sia davvero una sua lettera; sensazione che viene acuita dello stile, particolarmente adatto, classicheggiante al punto da ricordare in maniera inquietante le versioni di latino su cui tanti si sono dannati nei loro studi. E, proprio come una versione ben fatta, stupisce il lettore per la profondità dei sentimenti, delle parole scelte con cura certosina, anche in un testo così breve.
L'autrice è stata abilissima nell'utilizzo di una narrazione che richiamasse la gloria e le espressioni più utilizzate negli scambi epistolari dell'epoca, e allo stesso tempo a non appesantire troppo una lettera così breve con circonlocuzioni che avrebbero spezzato il pathos.
Un racconto brevissimo e intenso, per cui non è possibile spendere troppe parole. Mi limito a consigliarla, poiché penso che possa piacere senza alcuna riserva a chi non ha odiato con tutto il cuore lo studio della letteratura classica; per questi ultimi, l'invito è quello di provare ugualmente ad approcciarsi alla lettura - potrebbero rimanerne piacevolmente stupiti.
Commenti
Sono estremamente felice di
Sono estremamente felice di vedere questa recensione, perchè adoro il racconto di Galadwen e concordo al cento per cento su quanto avete detto. Specie sul fatto che sembra di leggere una bella versione di latino (di quelle toste, che ti facevano ammattire), il he vuol dire che il racconto funziona esattamente come dovrebbe riguardo ai personaggi e all'ambientazione.
E' proprio un piacere vedere premiato questo racconto!
Grazie a Def per l'ottima
Grazie a Def per l'ottima presentazione (leggendola mi stavo chiedendo "ma paral davvero di quel che ho scritto?"), non potrei assolutamente chiedere di meglio; grazie a Ny per le belle parole. Sono felice che questo racconto -scritto in effetti in un momento di ìstressa da studio eccessivo di letteratura latina' XD- sia riuscito a trasmettere esattamente quel che doveva, e che non sia pesante -cosa che ho sempre temuto rileggendo. Che dire, grazie ancora a Criticoni per il loro ottimo lavoro e il loro impegno nel diffondere iniziative belle come la Caccia (e non lo dico solo perché ho vinto la categoria XD)
Ho decisamente amato questa
Ho decisamente amato questa storia e sono stata veramente contenta di vederla vincere, a dire il vero. Trovo che sia davvero ben congeniata, sia dal punto di vista stilistico che da quello della trama. Mi sembra sul serio di essere risucchiata in una epistola latina, scritta di proprio pugno da Orazio. (Quasi ho avuto paura, da reduce di cinque anni di liceo classico, di trovarmela scritta proprio in latino! XD) E' assolutamente facile perdersi tra le righe del racconto, dimenticandosi di vivere nel 2000.
I miei complimenti, perchè hai saputo far vibrare le corde dell'emozione senza mai scadere nel banale, mantenendo sempre alto un lirismo che è sottile e lieve come la pioggia di primavera.
Anche io sono felice di
Anche io sono felice di vederla qui. Non aggiungo niente a quello che già ti dissi nella recensione che ti lasciai sul sito. Solo, ottima storia!
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