Nella nostra terra invisibile

ritratto di Giuria Tecnica
Autore: 
Harriet
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Generale
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Romantico, Malinconico, Introspettivo
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Un evento del passato è ripiombato all'improvviso nella vita di Arianna, giovane regista teatrale. Se è vero che il teatro è terapeutico, allora forse la cosa migliore è affrontare questo evento... tramite lo spettacolo che la ragazza sta scrivendo. Ma non sarà così facile. Sembra che i ricordi, i segreti e i fantasmi - di ogni tipo - abbiano deciso di non lasciarla in pace...

DefenderX
Il racconto è ambientato in un contesto che fin dall'inizio, tutto sommato, può essere considerato "normale": il teatro toscano, gli incidenti, la giovane compagnia composta dai vari protagonisti (giustamente non troppo particolareggiati), i quali hanno caratteri e comportamenti diversi. A questa normalità si sovrappone senza troppi sforzi l'ambientazione sovrannaturale, che in questa storia assume più il senso dell'aldilà cattolico e del "dopo".
Anche se è vero che il racconto rispecchia pienamente il mio gusto, e che non ho trovato pecche di rilievo né ho percepito cali di attenzione durante la lettura, è altrettanto vero che questa storia non è in cima alla mia graduatoria; a malincuore ho dovuto fare una scelta, premiando non quelle che mi hanno convinto o le meglio scritte, ma semplicemente quelle che mi hanno "smosso" quel tanto in più che è bastato ad assegnar loro un voto più alto. Tuttavia non posso non affermare che tra tutti i partecipanti, per me, è questo il racconto che meglio incarna il bando di concorso e la sua concezione.
Nel complesso l'ho trovata una storia molto buona e gradevole da leggere.

Fiorediloto
Ho trovato questo racconto scorrevole e molto ben scritto, in un ottimo italiano, con alcuni momenti stilisticamente gradevoli e originali. Dal punto di vista formale è, ritengo, impeccabile.
Tuttavia devo ammettere in tutta franchezza di essermi annoiata durante la lettura. L’incipit in medias res, efficace nel suo scopo di tirare dentro il lettore, è stato a mio parere progressivamente smentito da un appesantirsi costante della trama e della narrazione, probabilmente dovuto al fatto che il mistero creato all’inizio viene svelato quasi subito, allentando molto la tensione. Il racconto prosegue molto, molto introspettivo e qui probabilmente entra in gioco il problema del gusto personale, ma ho fatto fatica a leggerlo fino alla fine.
È evidente lo sforzo di rendere i personaggi psicologicamente definiti, ma trovo che ci sia una sproporzione fastidiosa tra l’inizio variegato, caotico, con molte voci sovrapposte, e la quasi totale univocità delle parti dedicate alla protagonista; si ha l’impressione che il suo mondo interiore sia totalmente separato dal resto, e questo “resto” rimane un po’ informe, inafferrabile. A parte Caterina e Bernardo, gli altri personaggi sembrano insignificanti ai fini dello sviluppo della storia. Inoltre, ho trovato il dialogo “rivelatore” tra Caterina e la protagonista piuttosto forzato ed enfatico, esageratamente poetico, tanto da perdere un po’ di vista il realismo di una conversazione tra due persone comuni.

JulietteSaito
Una giovane regista dal temperamento volatile tenta di conciliare i propri sentimenti con l'unico mezzo espressivo che possiede: il teatro.
Questo in estrema sintesi il succo di 'Una manciata di giorni'.
Il racconto è scritto in buon italiano, se si sorvola su un uso in alcuni casi discutibile della punteggiatura (se all'interno di una battuta in discorso diretto c'è un punto fermo, quando si riprende il discorso indiretto ci sarà per forza una maiuscola, altrimenti non si mette niente (e quindi si scrive 'continuando), senza tuttavia evidenziare un uso illuminato del lessico.
Mi spiego, il fraseggio è molto scorrevole, rilassato al punto giusto da risultare di facile e gradevole lettura, ma risulta leggermente 'scontato'.
Una nota a favore per l'uso dei prompt come 'indizi' verso la comprensione del 'segreto' della protagonista, per quanto questo stesso uso risulti leggermente 'programmatico' - un po' troppo costruito e schematizzato, forse?
Il racconto è grazioso, i personaggi sono tratteggiati con poche parole che però bastano a renderli abbastanza vivi (per quanto forse troppi attori siano descritti in questo modo e si finisce per avvertire quasi una 'folla' di attori (mi riferisco agli attori uomini) tutti uguali, non sufficientemente caratterizzati). Ho trovato abbastanza interessante la figura di Caterina, per esempio.
Per quanto riguarda il grande assente del racconto, ovvero l'ex fidanzato della protagonista, morto per un incidente 'eroico', non posso dire che mi abbia convinto in pieno, ma questa è un'impressione che aleggia sull'intero racconto.
In sintesi, ci troviamo di fronte ad un racconto completo, con un finale delicato; scritto ragionevolmente bene; con un buon uso dei prompt, che però lascia una sensazione sfumata e poco convincente, come se il tema potesse essere sviluppato molto più a fondo. Questo non è necessariamente un difetto grave, ma magari un invito a ragionarci su un po' di più.
Per questi motivi, assegno a questo racconto una sufficienza piena, con incoraggiamento a fare sempre di più e sempre meglio.

Kit05
L’idea di trasportare in un racconto la forza catartica del teatro, di usare il palco come valvola di sfogo per le proprie emozioni e per il proprio caos interiore, forse non sarà delle più originali, ma certamente è stata utilizzata molto bene in questa storia, rendendola interessante e senza punti morti nello scorrere della vicenda.
Da un punto di vista prettamente formale non mi sono sempre ritrovata nell’uso della punteggiatura (alcune virgole che rendono la lettura sincopata e alcuni periodi poco fluidi), ma ho apprezzato molto il lessico usato, preciso e puntuale e che ben riesce a trasmettere l’ambientazione “normale” e “ordinaria” di un qualsiasi paese nostrano.
Mi sono piaciute molto le caratterizzazioni dei vari personaggi, in un qualche modo parodiche (la regista “pazza”, l’attore egocentrico) ma allo stesso tempo incredibilmente reale e credibili.
Altro punto che ho apprezzato molto è stato l’ampliare i piani della narrazione, usando non solo tra il reale e il teatro, ma inserendo un terzo piano (onirico? Fantastico? Extrasensoriale?) che unisce i due precedenti, permettendo di comprenderli meglio entrambi.
Mi ha invece convinto meno l’ossessione di Arianna per Benedetto; non sono riuscita a cogliere nel racconto i motivi profondi e le ferite non cicatrizzate che l’hanno portata a voler riscrivere la loro storia attraverso il teatro.
A livello di prompt ho apprezzato moltissimo l’uso della prima immagine (quella sui colori), sia per la conclusione del racconto che per il suo poterla ricondurre a tutta la storia (a partire dagli steli senza corolle, grigi e incolori), e le citazioni letterarie; ma ho comunque trovato ben inseriti tutti gli spunti forniti.

Nykyo
Anche questo racconto vola dritto dritto sul mio personale podio.
Proprio perché lo trovo ottimo, ho difficoltà a scrivere una recensione che sia lunga è dettagliata.
Perché questo è un racconto che ha uno stile decisamente scorrevole, piano, semplice, ma nello stesso tempo particolare. E' un racconto che ha un'anima quasi tangibile, di quelli che si ammirano per come sono scritti, per le trovate, per l'estrema originalità, per l'atmosfera, per il fatto che come una foto o un quadro sa dipingere un mondo (a volte a colori e altre in un soffuso bianco e nero non meno vivido), però, prima di tutto, questo è uno di quei racconti che si amano in maniera empatica, riga dopo riga. Una di quelle storie che ti conquistano e basta.
Detto questo resta poco altro che abbia senso scrivere in questa recensione.
Tra le altre cose questo racconto è stato scritto usando tutti e sette i prompt e ciascuno di loro è stato inserito in modo davvero egregio e funzionale alla trama.

Votazioni
DefenderX: 8.50
Fiorediloto: 7.00
JulietteSaito: 6.25
Kit05: 7.50
Nykyo: 9.00
La storia si classifica al quarto posto della categoria Racconti Originali, con media 7.65 - 115 punti.
La storia si aggiudica ex-aequo il premio riservato al miglior utilizzo dei prompt nella sua categoria.

Il Voto di Criticoni: 

Commenti

ritratto di Harriet

Yay! Sono felice del

Yay! Sono felice del risultato, perché mi sono state dette cose davvero belle, e tutti hanno comunque rilevato una certa qualità della storia. Non posso che ringraziare. Grazie a chi ha pienamente apprezzato la storia, grazie a chi l'ha trovata poco convincente ma ne ha rilevato qualcosa di positivo. Sono tutti commenti interessanti.

Mi sono "appuntata" le critiche e rileggerò la storia per rendermi conto dei punti deboli. Grazie anche per quelle, sono sempre preziosissime. Soprattutto il discorso della punteggiatura. Io sono la donna delle cattive abitudini e mi capita spesso di prendere dei vizi di grafia o ortografia che trovo faticoso perdere. Quindi... grazie per aver rilevato anche quel genere di problema, come quello del lessico (io tendo a semplificare molto e non amo la troppa ricercatezza. Probabile che questo spirito che anima la mia scrittura mi abbia portata a ridurre all'osso il lessico, cadendo nell'estremo opposto!XD)
Sul problema del dialogo poco realistico: è una cosa che mi capita di criticare negli altri e che tento di evitare, però evidentemente sono caduta nell'errore io stessa!XD
Sulla differenza tra la prima parte a "più voci" e l'ultima, dove prevale il punto di vista di Arianna: il tentativo era un po' di separarla dagli altri, in quanto lei comunque vive un dramma interiore che non vuole condividere con loro. Però mi rendo conto che può aver involontariamente dato origine ad un racconto un po' monocorde e meno brillante. Mi segno il problema!^^
Sul problema di non riuscire a capire l'ossessione di Arianna per Bendetto: volevo rendere l'idea di un qualcosa di sospeso. Non so, avete presente quando si sa di avere qualcosa di non chiarito, con una persona, ma si continua a rimandare il chiarimento che farebbe bene a entrambi? Però, forse, è una cosa tipica del mio modo di pensare o rapportarmi con gli altri. O forse non sono riuscita ad approfondire bene la cosa. In ogni modo, metto nella lista degli appunti per il miglioramento e ringrazio.

E il premio per l'uso dei prompt... *saltella indegnamente* E' una soddisfazione, e ne sono ancor più felice perché questo contest era stimolante e divertente, dal punto di vista del tema. Sapere che ho azzeccato lo spirito del bando di concorso mi fa davvero piacere.

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