Una manciata di giorni

ritratto di Giuria Tecnica
Autore: 
Boll11
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Introspettivo
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Commedia, Introspettivo
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
Long Fiction - Racconto a Capitoli
Completa: 
Introduzione: 

C'è un marito insoddisfatto che in una manciata di giorni considera le sue insoddisfazioni. Ci sono una moglie e una figlia che insoddisfatte non sembrano... Insomma, una storia d'ordinaria amministrazione.

DefenderX
Questo racconto è imperniato su un concetto di normalità che viene talmente esasperato da essere folle nella sua stessa esistenza. Anche qui, come nel caso di un altro paio di storie, la caratterizzazione di personaggi basati su stereotipi quotidiani, o comunque a essi facilmente riconducibili, rasenta la perfezione. E anche qui, nonostante una divisione in capitoli, la storia scivola via molto scorrevolmente e con un certo divertimento da parte del lettore, che è chiamato anche ad alcune riflessioni su spunti che l'autrice lascia qua e là come indizi: ciò che si credeva normale magari è molto più folle di quanto si intuiva, e viceversa.
Un'ottima alternanza tra avvenimenti e introspezione, spunti comici e tratti più seri che mi ha conquistato totalmente; mi dispiace non aver detto molto, ma è perché mi ha davvero colpito e lasciato con ben poche parole.
La mia vincitrice, per un soffio.

Fiorediloto
Un piccolo trionfo della normalità, stilisticamente impeccabile e sorvegliatissimo, con una prosa asciutta e lo sforzo evidente di eliminare tutto il superfluo e ridurre la narrazione all’osso. In quanto amante delle prose più scarne ed essenziali, ho apprezzato molto lo stile dell’autrice, il taglio secco e quasi implacabile delle frasi, che mi è sembrato riflettere il carattere simile del protagonista-narratore.
Consacrati alla quotidianità, i personaggi sono nondimeno unici e difficilmente dimenticabili, e non cadono nella facile trappola dell’incasellamento in tipi ben precisi. Le diatribe banali, inevitabili e immotivate della vita di tutti i giorni assumono una sfumatura drammatica filtrate attraverso lo sguardo parziale del protagonista, e il lettore non riesce – come non riesce lui – a fare un passo indietro e giudicarle nella loro effettiva insignificanza. La sovrapposizione narratore-lettore è molto forte, ed è il risultato di una consapevole e coerente scelta stilistica.
Tuttavia, gli ultimi due capitoli sono sensibilmente gli elementi deboli della catena. Dopo aver affastellato tanti elementi nelle parti precedenti, lo scioglimento arriva – seppure preannunciato – troppo in fretta, sbrigativamente, lasciando il lettore con un fastidioso senso di “e allora?” che neppure la riga finale, con tutte le contraddizioni e i tormenti del protagonista, riesce a dissipare. È un peccato, perché ritengo che il racconto avrebbe meritato molto di più.

JulietteSaito
Storie di ordinaria incomprensione: marito, moglie, una figlia piccola. Il marito lavora, la moglie è casalinga, la bambina è una bambina, adorabile, sveglia e fin troppo vivace.
Il marito si sente sempre più escluso e trascurato dalla moglie, che sembra vivere in una dimensione tutta sua, e non curarsi in alcun modo di lui, finchè questo non porta ad una rottura adombrata come inevitabile.
Come uso dei prompt direi che si è fatto abbondantemente centro: un prompt usato all'inizio di ogni breve capitolo, corredato di immagine, per un totale di sei prompt utilizzati correttamente.
Per il resto, rimango un po' dubbiosa, e ne spiego il motivo.
Per quanto i tre personaggi assumano delle sfumature decisamente reali nella loro normalità estrema e familiare (quasi al punto da far male), lo svolgimento della vicenda pare un po' troppo rarefatto e precipitoso, come se fossero più piccoli scorci che un vero e proprio resoconto.
Non posso permettermi di addurre obiezioni alla resa in italiano, così come pure rasentano la perfezione la formattazione e la presentazione del testo (due elementi secondari, ma ai quali dovrebbe esser dato maggior peso), resta il fatto che gli ultimi tre capitoletti risultano troppo corti, troppo striminziti, e per quanto l'interazione tra i personaggi sia surreale al punto giusto, resta un che di insoluto.
In sintesi il racconto è certamente valido, ma presenta numerosi margini di rielaborazione e miglioramento.

Kit05
In una manciata di giorni, dal punto di vista formale, è sicuramente la migliore storia che abbia partecipato a questo concorso. Stile e lessico non sono mai banali, sempre precisi e trasmettono una musicalità e un senso d’ordine nella costruzione del racconto invidiabili anche da non pochi scrittori professionisti. Chapeau davvero.
Altro punto di forza in questo racconto è l’essere riuscita a prendere un argomento tutto sommato comune e in un certo senso banale e averlo trasformato in un gioiellino dai mille riflessi, dalle infinite distorsioni, dove nulla è solo quello che appare in prima battuta, dove normalità e pazzia si confondono.
Credo che la struttura a capitoli, che riesce a sottolineare ancor più questo cambiamento fluido della prospettiva e che interpreta in maniera molto coerente ed incisiva il bando del concorso, sia al contempo quanto nella mia personalissima classifica abbia penalizzato di una piuma questa storia rispetto alla mia numero uno, in quanto pur mantenendosi sempre ad un altissimo livello di narrativa non tutti i capitoli mi hanno attratta e conquistata allo stesso modo (ho letteralmente adorato Un venerdì e Sabato per inciso) lasciandomi un vago sentore di un’omogeneità non perfetta tra le parti.

Nykyo
Questo per me è stato il racconto più difficile da giudicare e non lo è stato per via dei miei legami con l'autrice (al contrario so essere implacabile con lei, perchè so che la confidenza me lo consente). Il giudizio è stato difficile in sè, perchè questo è uno di quei racconti che alla prima lettura ti spiazzano e basta e che sono fatti per essere riletti, molte e molte volte, fino ad assimilarli davvero, fino a che non si raggiunge la polpa di ciò che significano, sfrondando dalle mere impressioni iniziali (che pure restano forti e godibilissime).
Così leggendo a fondo ci si ritrova alle prese con una sorta di fondamentale ribaltamento tra follia e normalità, tra ragioni e torti, tra serenità preconcetta e reale libertà.
La gioia domestica diventa gabbia, ma non per forza nel modo che crede il protagonista, sposato ad una donna che è molto più viva e libera di lui. Una donna che resta tale, con tenacia, anche quando è moglie e che è più sana di mente quando piange per un passaggio del suo romanzo preferito, lì sepellita tra i panni non stirati, di quanto non lo sia quando cede alla nevrosi compulsiva di far brillare la casa come uno specchio.
Una donna che sa amare e anche bastare a se stessa, con vitalità e, a tratti - perchè no? - con egoismo.
E lei, secondo me, che più spicca nel ritratto complessivo (splendida però anche la bambina, vista dagli occhi del padre, tanto poco "attrezzato" a capirla e ad affrontarla) ed è lei che instilla riflessioni anche molto "autobiografiche" in me lettrice.
Questo è un racconto facile solo in apparenza, ma difficile da fare proprio fino in fondo, anche se ne vale la pena.
Un'unica minuscolo dubbio mi viene dal capitolo scritto col metodo del solo dialogo.
Immerso nello stile secco, spezzato, folgorante eppure "rotondo" tipico dell'autrice, quel pezzetto è come acqua sul fuoco dell'emozione, proprio quando l'emozione dovrebbe essere più forte.
Forse non è un caso, anzi credo proprio che sia voluto, ma mi ha lasciato nel cervello il tarlo di un piccolo dubbio sui motivi (un tarlo che magari confiderò pienamente solo all'autrice), ma che per onestà non posso non considerare ai fini del giudizio.
Sono stati usati sei prompt e, in alcuni casi, sono stati inseriti in modo davvero calzante ed essenziale alla tama, anche se in altri sono solo appena accennati e pur se di sicuro hanno guidato il filo del racconto, non risultano del tutto valorizzati.

Votazioni
DefenderX: 9.50
Fiorediloto: 7.75
JulietteSaito: 7.00
Kit05: 9.25
Nykyo: 8.50
La storia si classifica al terzo posto della categoria Racconti Originali, con media 8.40 - 126 punti.

Il Voto di Criticoni: 

Commenti

ritratto di Galadwen

Volevo fare i complimenti a

Volevo fare i complimenti a Boll perché questa storia è davvero bella, anche se mi ha fatto venire un certo magone. Ma è davvero ben scritta e ben svolta, l'uso dei prompt molto originale e...niente, mi è piaciuta molto. Complimenti anche per il piazzamento ^^

ritratto di boll11

Che dire? Giuro che sono

Che dire?
Giuro che sono stata presa in contropiede. XD
Posso solo ringraziare tutti e appena avrò superato la confusione per il piazzamento (sono terza! *__*) risponderò anche ai vostri legittimi dubbi.
Ho amato scrivere questa storia anche se è stato di un faticoso che non avete idea!
Grazie ancora, davvero!
E Ny, sai che puoi chiedermi quello che vuoi! XD Adoro dissipare dubbi e palleggiare idee. E' da queste discussioni che nascono nuovi stimoli.
Ancora grazie di cuore a tutti. Ci tengo a rispondere a tutti, ma datemi tempo per assimilare l'evento.

Volevo fare i complimenti a Boll perché questa storia è davvero bella, anche se mi ha fatto venire un certo magone. Ma è davvero ben scritta e ben svolta, l'uso dei prompt molto originale e...niente, mi è piaciuta molto. Complimenti anche per il piazzamento ^^

Grazie, davvero! Grazie.

ritratto di Nykyo

Alla prossima telefonata,

Alla prossima telefonata, tesoro, ti domanderò una cosetta, lo so che posso e sono curiosissima ;D
Intanto congratulazioni ^__________^

ritratto di boll11

XD certo! Conosco questo

XD certo!
Conosco questo tipo di curiosità.
Attendo e grazie.

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