In due dimensioni

ritratto di Giuria Tecnica
Autore: 
Crimsontriforce
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Fantasy
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Introspettivo
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Tre motivi per non volere che un uomo cada ai propri piedi – oltre la finestra, il nulla – di talismani d'amore e altri cambi di proprietà – in tempi bui, cadono e sorgono gli eroi – accettando la normalità sconosciuta
(breve storia di due opposti e un'amicizia ritrovata)
(che di fantasy ha l'ambientazione, il resto mica troppo, ma tant'è)

DefenderX
Ho trovato i personaggi di questa storia quelli meglio caratterizzati di questo ramo della Disfida, quasi mai fuori posto e anzi perfettamente integrati sia con la narrazione, sia con l'ambientazione e l'universo creato dall'autrice. Interessanti i molteplici significati che è possibile dare al titolo: ho trovato possibile intendere che la terza dimensione sia la magia, con la quale Sert perde ogni contatto diventando così una "figura a due dimensioni"; o che sia la percezione dei due protagonisti, i quali per motivi diversi vedono piatto e fugace il mondo che viaggia anche senza di loro.
Ad essere protagonista della narrazione è il sarcasmo "buono", quello che non dà fastidio a nessuno, neanche all'oggetto dell'ironia stessa; i personaggi sono vividi, credibili (per quanto la fantasia possa esserlo), ma soprattutto umani con tutti i loro difetti e anche qualcuno in più. E se Verena è meravigliosa nel momento in cui pratica la magia "dei ciarlatani", Sert lo è ancora di più nei suoi sforzi di restar serio.
Una delle migliori storie, senza dubbio.

Fiorediloto
Ho apprezzato molto questo racconto e la sua finta semplicità: in apparenza solo la storia, lineare e facile da seguire, di Verena e della tragedia personale di Sert; in realtà, nascosto dietro, un mondo intero. Mi pare chiaro che questi personaggi hanno la rara dote di essere vivi e vegeti nella mente dell’autrice, con tutte le loro piccole manie, abitudini, idiosincrasie. Anche se il racconto è solo una piccola finestra sulle loro vite, tali vite si muovono e respirano quasi autonomamente dentro la carta.
Trovo che nessun genere (salvo forse il giallo) sia più difficile del fantasy da rendere in maniera originale, ma In due dimensioni riesce a scrollarsi di dosso i luoghi comuni e a creare una realtà nuova e credibilissima, in cui gli elementi fantastici non sono sovrapposti allo scorrere della vita “normale” ma perfettamente amalgamati in essa.
Verena è un piccolo gioiello di personalità, dotata di una verve ironica e di un fascino davvero non comuni, che catturano il lettore fin dalle prime righe e lo tengono stretto; Sert è più oscuro, meno decifrabile, ma questo contribuisce a renderlo un interessante contraltare alla protagonista. La sua tragedia, resa in tono “minore” (senza scenate, senza momenti spettacolari) e costantemente minimizzata dall’ironia della protagonista, giunge paradossalmente ancora più vera e sentita.
Lo stile è perfetto; ritmo, alternanza di dialogo, narrazione e pensieri, è tutto calibrato alla perfezione. La narrazione procede per scenette che man mano dipanano alcune delle verità nascoste, ma mai tutte e mai completamente, lasciando una patina di ignoto e di mistero, come poi avviene nella vita. Il finale, con l’analogia tra la tappezzeria e la piattezza della nuova vita di Sert, che però è pur sempre “un fiore”, è dolceamaro e stringe al cuore.

JulietteSaito
Una chiromante che nasconde dietro i propri incantesimi e amuleti un vero potere; l'uomo che è stato per lei il maestro di magia, un'incognita sempre presente, un tormento, e un amico. Un evento tragico, che ha scosso fin nelle fondamenta l'impalcatura del loro mondo.
Per quanto lo svolgimento sia lento e statico (dopotutto è come un'unica grande conversazione tra i due personaggi) i frammenti di trama appaiono qui e là come pezzettini di mica luccicante, e rimandano riflessi.
I due personaggi sono ben delineati anche nel corso del breve racconto (l'autrice accenna al fatto che siano dei personaggi dei quali scrive da molto tempo. Questo si nota sia in bene che in 'male'. In bene poichè hanno uno spessore che traspare anche da questo breve racconto, in 'male' perchè lasciano intravedere una profondità che non ci è dato di scoprire in queste righe, e che rimanda ad altro), mentre l'ambientazione resta sospesa in pochi accenni, un metodo non sgradevole per calare il tutto in un'atmosfera a metà tra il sogno e la fiaba.
Per quanto riguarda l'aderenza ai prompt, mi pare che ci sia stato un buon lavoro (mi pare 6 su 7), fatta eccezione per uno, 'amicizia erotica'. Si nota il desiderio neanche troppo sopito di Verena nei confronti di Sert, ma è forse leggermente troppo accennato perchè si accenda delle giuste connotazioni.
In sintesi il racconto è grazioso, scritto piuttosto bene (consiglio comunque una rilettura: alcuni periodi sono contorti e non si capisce più cosa faccia riferimento a cosa in termini di accordi tra aggettivi e sostantivi, o tra participi e verbi); lo stile è abbastanza scorrevole fatta eccezione per alcuni periodi come detto sopra; i personaggi sono ben delineati anche in poche righe e possiedono una psicologia che li rende immediatamente distinguibili (insomma, non sono delle figurine di cartone), e il risultato è uno scritto valido e gradevole.

Kit05
In due dimensioni, titolo che può riferirsi sia alla perdita della “terza dimensione” sensoriale da parte di uno dei due protagonisti che alle due dimensioni completamente differenti in cui hanno finora vissuto i due personaggi principali, è un racconto che ho apprezzato molto.
In primo luogo m’è piaciuto il tono usato, un mix di ironia, sarcasmo e argomenti seri giostrati con equilibrio e sapienza, senza lasciare che nessun aspetto venga sovrastato dagli altri.
Se qualche svista e un paio di frasi poco lineari non incidono negativamente nella lettura, ho trovato alcuni salti di narrazione, alcune conclusioni e aperture di paragrafi un po’ troppo nette e poco fluide.
Altro aspetto che m’ha convinta particolarmente in questa storia sono le caratterizzazioni dei due protagonisti, ben delineate e vivide, plausibili nelle loro diversità mostrate anche attraverso i piccoli gesti. M’è piaciuto moltissimo il modo in cui si sono mostrati i loro caratteri attraverso il differente approccio alla magia, le carte cambiate per ottenere la predizione desiderata o i sotterfugi usati tramite amuleti e finte letture della mano da parte di Verena da una parte e la serietà e la gravità nell’uso della magia da parte di Sert. E in quest’ottica m’è piaciuto molto come il tema trattato della perdita di un qualcosa che ci rende – o che crediamo ci renda – tutto quello che siamo sia filtrato dagli occhi di Verena e non di Sert, da parte di chi si pone in un’ottica completamente diversa di chi ha subito la perdita, ma che in questo modo riesce a mostrare sia l’enormità della perdita (sottolineata magistralmente da quel più presente, avrebbe detto) che le possibilità che la vita ancora offre.
Ottimo, infine, l’utilizzo dei prompt, specialmente dei due letterari e del fiore su carta da parati conclusivo.

Nykyo
Uno dei racconti che mi sono piaciuti di più. Specie perchè è uno dei racconti sui quali mi sono dovuta ricredere. Vediamo di spiegarmi meglio: ho trovato l'inizio molto interessante (e l'incipit è sempre fondamentale in qualunque scritto), ma poi, con l'introduzione del personaggio maschile, ho iniziato a maturare il pregiudizio che, come spesso mi accade con il fantasy (salvo che non si tratti di uno scritto lungo come un romanzo) avrei finito col godermi poco la storia per colpa delle troppe domande che mi si sarebbero affollate nella mente (domande quali: "Ma questo esattamente chi è?", "Ma che tipo di mondo è?", "Che vicende sono sottintese?", "Che poteri ha quest'uomo, nel dettaglio?", e altre simili), ma mi sbagliavo e sono felicissima di poterlo dire.
Ad un certo punto la lettura mi ha assorbita totalmente, i protagonisti si sono dimostrati troppo vividi per avere il tempo di pensare ad altro che ai loro scambi di battute e di opinioni (spesso venati da un'ironia davvero piacevolissima), e mi sono dimenticata di farmi troppe domande.
Non è che alla fine io ne sappia poi tanto dei due protagonisti, e non è neanche che non mi siano rimaste curiosità su di loro, ma non le sento come una mancanza della storia, anzi, credo di essere tanto curiosa proprio perché i personaggi sono così interessanti che vorrei saperne sempre di più su di loro e sul loro mondo.
Il racconto, pur se a tratti - comunque molto brevi - ha degli appesantimenti stilistici, è scorrevole, e appassionante e sale con prepotenza sul mio personalissimo podio.
Sono stati usati tutti i prompt proposti, ma non tutti, secondo me, con perfetta attinenza, anche se altri sono inseriti in modo molto armonico e puntuale all'interno della narrazione.

Votazioni
DefenderX: 8.50
Fiorediloto: 9.25
JulietteSaito: 8.00
Kit05: 8.50
Nykyo: 8.00
La storia si classifica al secondo posto della categoria Racconti Originali, con media 8.45 - 127 punti.
La storia si aggiudica ex-aequo il premio riservato al miglior utilizzo dei prompt nella sua categoria.

Il Voto di Criticoni: 

Commenti

ritratto di Harriet

Io confesso che tifavo un

Io confesso che tifavo un po' per questa storia, e vederla sul podio, con in più il premio per i prompt, mi rende felicissima! *_*

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