Benjamin

ritratto di Giuria Tecnica
Autore: 
Lisachan
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Sovrannaturale
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Generale, Commedia, Introspettivo
Avvertimenti: 
Slash (leggero)
Tipologia: 
Long Fiction - Racconto a Capitoli
Completa: 
Introduzione: 

La famiglia Percy custodisce un segreto: la casa che abita è infestata da un fantasma. Benjamin - appunto, il fantasma - comunque, non sembra affatto una presenza inquietante. Almeno, a giudicare dalla semplicità con la quale tutti sono riusciti ad accettarlo...

DefenderX
Un racconto organico, di ampio respiro, che si legge d'un fiato: l'ho trovato praticamente perfetto dal punto di vista formale, piacevolissimo e ben calibrato sia nelle pause, sia nelle scelte narrative, sia nelle strizzatine d'occhio che ho trovato qua e là. La normalità e il sovrannaturale sono stati molto ben integrati, creando una miscela letteralmente esplosiva e tremendamente divertente.
La caratterizzazione dei protagonisti non presenta sbavature e anzi lascia a bocca aperta, tra un sorriso e l'altro, per l'abilità dimostrata nella commistione tra citazioni moderne ed attuali con dei comportamenti tipici di almeno dieci o vent'anni fa; non riesco nemmeno a definire quale dei personaggi mi abbia più colpito, neanche dopo parecchi minuti di riflessione.
La "missione" principale che fa da collante nella storia, infine, è trattata con cognizione di causa e con competenza, senza allontanarsi da quello spirito tutto sommato leggero che mi ha fatto sorridere dall'inizio alla fine.
Se avessi potuto assegnare un ex-aequo al primo posto, l'avrei fatto senza esitazione; ma almeno per quanto riguardava la vittoria ho dovuto scegliere, e l'ho fatto in base alle sensazioni. Ciò non toglie che abbia amato Benjamin quasi incondizionatamente.

Fiorediloto
Un racconto delizioso, originale, ben scritto e piacevolissimo da leggere. L’ironia garbata e mai volgare è sicuramente il suo maggiore punto di forza: l’impressione è il narratore si prenda bonariamente gioco di tutti quanti, con un sorriso affettuoso e superiore – cosa che contribuisce a dare al racconto l’atmosfera voluta, rilassata e familiare. C’è una volontà precisa di non scadere nel dramma e di negare uno ad uno tutti i topoi del genere horror a cui (in teoria) il racconto dovrebbe appartenere; e anche se la figura del fantasma gentile è tutto meno che un’invenzione originale, Benjamin non è neppure l’ennesima riproposizione del tema, ma un personaggio ben costruito e consapevole.
I personaggi sono figure assolutamente nella norma, ma caratterizzati splendidamente e di conseguenza resi speciali in pochi tocchi di colore; ognuno di loro ha una voce propria ben riconoscibile, una personalità, dei gusti diversi dagli altri. C’è una lieve tensione allo stereotipo della famigliola felice, ma ritengo che sia voluta e si rivela comunque una scelta vincente nella storia.
Il racconto è scritto in ottimo italiano e le scelte lessicali sono perfette; scorre bene e il lettore non si annoia mai (nonostante la relativa “banalità” delle vicende raccontate). Le uniche due critiche da parte mia sono le seguenti:
1) spesso i periodi tendono ad attorcigliarsi in sequenze decisamente troppo lunghe, che rendono difficile e pesante la lettura;
2) i dialoghi appaiono in diversi punti forzati e poco naturali. A tratti i personaggi sembrano fare fatica ad esprimersi nella maniera rilassata di tutti i giorni.
Non è niente, comunque, che non si possa sistemare con una piccola revisione generale.
Buono l'uso dei prompt.

JulietteSaito
Com'è che quando recensisco storie 'così così' è più facile essere prolissi rispetto a quando si giudica un racconto ben fatto, ben scritto, ben pensato e con una componente di adorabilità quasi letale?
Domande retoriche di dubbio valore a parte, 'Benjamin' di Lisachan è proprio quel racconto delizioso dal quale non sai staccarti e che leggi fino alla fine in un solo fiato chiedendoti perchè mai sia finito così presto.
In succo il racconto narra della vita di una adorabile famiglia inglese (madre, padre, due figlie e un figlio) che si trova a coabitare con un inquilino molto particolare: il fantasma di un uomo di nome Benjamin, detto Ben.
Ben è un fantasma servizievole e per niente ostile, sempre disposto a raccontare una storia o a dare una mano con i tanti piccoli problemi che sorgono anche nelle famiglie più affettuose.
Risulta quindi normale e scontato che tutti, in famiglia, si rivolgano a lui, sopratutto quando il figlio adolescente, Chester, inizia a comportarsi in modo 'strano'.
I temi dell'adolescenza, della scoperta di sé, della vita che può portare delle delusioni e degli improvvisi cambi di rotta (persino fatali), del valore dell'amicizia ("gli amici condividono proprio tutto") sono trattati con mano leggera, ma niente affatto superficiale.
Alla narrazione scorrevole e graziosa - come una favola ma non così semplificata - si aggiunge un'ottima padronanza di linguaggio, che permette di far scorrere i periodi e i paragrafi in modo leggiadro, senza ridurre il tutto ad un lessico povero e stentato.
I personaggi sono ben delineati nelle proprie sfumature, e spiccano sullo sfondo dell'unionea armoniosa della famigliola: il comportamento di ogni personaggio è coerente con le proprie azioni e i propri pensieri e questo rende ancora più gradevole la lettura.
In sintesi, quindi, questo racconto è grazioso, scorrevole, ben scritto, con personaggi ben congegnati sia singolarmente che nel confronto con gli altri, rispetta i prompt usati (cinque su sette, se non erro), ed è, se mi è concesso un parere del tutto personale, una delle cose più adorabili lette negli ultimi anni.
Nonostante non mi si possa accusare di essere 'larga' di voti, in questo caso non posso proprio permettermi di lesinare alcunchè.

Kit05
Benjamin è una storia deliziosa. Deliziosa per il modo in cui è stata scritta, fresco e curato e sempre intrigante, deliziosa per i personaggi mostrati, per la loro caratterizzazione semplice e a tutto tondo allo stesso tempo.
Non amo molto Pennac, eppure questa storia che tanto deve allo scrittore d’Oltralpe mi ha conquistata a partire dallo stile. La pulizia e la semplicità su cui tutto il racconto si regge riescono a mantenere sempre vivida la narrazione e a rispecchiare vividamente la semplicità e la freschezza della famiglia protagonista (con ospite annesso). A tal senso ho sempre trovato il lessico usato particolarmente indicato allo stile scelto, con un’unica eccezione: quel ”era una bella figa” che m’è sembrato stridere sgradevolmente con il resto del registro.
Tornando alla storia, mi sono piaciuti tantissimo tutti i personaggi, da due maggiormente presenti (il fantasma Benjamin e Chester, al resto della famiglia, forse meno centrale nello sviluppo della storia, ma ugualmente interessante e reso con tridimensionalità.
Ho apprezzato molto come si sia resa “normale” la presenza paranormale di un fantasma per casa, come questa presenza si sia intrecciata con le vite di tutti i giorni, ma soprattutto come sia stata posta la necessità di una condivisione vera tra tutti i membri della casa per poter raggiungere un’armonia non solo apparente. Questo sottolineare come non si possa sempre “ricevere senza dare” (Benjamin con il suo nutrirsi dei sogni altrui ma senza rivelare nulla del suo passato) se si vuole creare qualcosa di più di una semplice – per quanto simpatica e utile – convivenza l’ho trovato perfetto specie in relazione del prompt sull’amicizia.
Per concludere sui prompt, ho trovato molto indicato l’utilizzo delle due citazioni (quella di Hesse, soprattutto, m’è parsa piacevolmente amalgamata con il tono generale del racconto), mentre m’è parso un po’ debole l’utilizzo degli altri tre.

Nykyo
Un curioso racconto di fantasmi che non ha nulla a che vedere con la paura e l'horror. Uno di quei racconti che si leggono tutti d'un fiato, che scorrono bene e che non si sa mai esattamente dove incasellare (ammesso che voler incasellare la letteratura, anche quella amatoriale, sia un bene) non tanto e non solo come genere, ma anche come stile. Ha dei tratti alla Woodhouse, ha dei momenti alla "Fantasma di Canterville", ma non assomiglia davvero a nessuno dei due, perchè non è un racconto comico-umoristico in senso proprio, anche se non mancano i momenti brillanti.
Lo spettro protagonista, molto meno insopportabile del Casper cinematografico, anche se a suo modo altrettanto "impiccione", risulta decisamente un defunto simpatico e non si fa fatica a credere che sia lo "Zio" elettivo della famiglia che infesta e che tutti ci abbiano messo molto poco a temerlo. È un curioso incrocio tra un vecchio pescatore e un amante della musica di Bowie con la passione del giallista cinefilo. È divertente, è rasserenante e a tratti fa ridere di cuore, con i suoi racconti sul figlio e con le sue piccole manie.
Sembra quasi più reale e "normale" lui della famiglia di vivi che lo ospita (tra i quali spicca con prepotenza la figlia minore, molto molto riuscita e divertente, specie con i sogni che fa).
Ma anche in questo caso il finale mi ha lasciata con una sensazione strana, come se mancasse qualcosa, come se forse alcuni tratti fossero troppo "ingenui", sebbene il resto della storia non lo sia affatto. Come se alla fine l'autrice avesse voluto correre via veloce, senza indugiare su alcuni temi (se per volontà di mantenere il tono più leggero o per altro non lo so e non pretendo di saperlo non essendo nella sua testa).
Mi è rimasta dentro questa sensazione di fuga finale non del tutto risolutiva che ha pesato nel dare il voto finale (che, per inciso, ho odiato assegnare).
L'autrice ha usato solo cinque prompt su quelli a disposizione, ma li ha usati bene, in alcuni casi con molta fantasia e originalità.

Votazioni
DefenderX: 9.25
Fiorediloto: 9.00
JulietteSaito: 10.0
Kit05: 9.50
Nykyo: 7.00
La storia si classifica al primo posto ed è quindi la vincitrice della categoria Racconti Originali, con media 8.95 - 134 punti.

Il Voto di Criticoni: 

Commenti

ritratto di lisachan

Prima di tutto, come già

Prima di tutto, come già anticipato nel commento alla news che a questa pagina riportava, ringrazio davvero i giudici dal profondo del cuore. Per certi versi non mi aspettavo che Benjamin venisse accolta così entusiasticamente (il commento di JulietteSaito mi ha praticamente commossa, devo ammetterlo!), proprio per via della sua struttura. Essendo una storia molto semplice, lineare, dalla trama perfino banale - come Fiorediloto ha giustamente notato - a fronte di storie belle come quella di Crimson per dirne una (sì, sono una donna che non nasconde i propri favoritismi XD), temevo che la storia avrebbe sofferto, ecco.
Invece sono stata felice di vedere che quello che ritenevo il punto forte della vicenda, e cioè i personaggi, siano riusciti a colpirvi ed "entrarvi nel cuore" come speravo tanto.
...ora, mi rendo conto che i vostri adorabili e lunghissimi commenti meriterebbero una risposta di gran lunga migliore, da parte mia, ma non so cos'altro dire XD A parte ringraziarvi di nuovo tutti <3 tantissimo <3 E arrivederci! XD

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