Ron è andato a vivere da solo, allontanandosi dalla sua famiglia e dai suoi amici e non dando notizie di sé per ben cinque anni.
Harry ha intenzione di ritrovarlo per confessargli i propri sentimenti nei suoi riguardi: dopo molte ricerche, tuttavia, la risposta che riceverà non sarà di certo quella che si aspetta.
Fin dall'inizio, purtroppo, questa storia presenta pecche niente affatto trascurabili sia a livello contenutistico, sia a livello formale. Il triangolo tra Draco, Ron e Harry (che quindi va segnalato come slash, e non certo come Yaoi, dato che Harry Potter non è un manga) è decisamente poco curato, dato che l'introspezione e la caratterizzazione sono molto labili: Harry e Draco si limitano a uno scambio di frecciatine, che hanno come oggetto della contesa proprio Ron, e l'amore tra quest'ultimo e l'ormai ex-Serpeverde sembra sbocciato per un non meglio precisato salvataggio. Non c'è nulla di male nell'andare "fuori personaggio", anche senza una valida giustificazione, ma quantomeno ciò andrebbe segnalato nelle note: di certo il comportamento di Harry non può essere considerato Canon, e così pure le scelte amorose di Ron, prive di senso per un lettore casuale.
Continuiamo con i buchi di trama: perché Charlie avrebbe dovuto affidare suo figlio al fratello che manca ormai da casa, senza uno straccio di spiegazione, da cinque anni? (Prescindendo dall'inattività di Molly, che a memoria di libro non sembra essere una madre degenere che non si adopera punti per la propria progenie!) Non sembra che sia fuggito per quello, quindi non riesco a vedere la motivazione di questa scelta, tanto più che Charlie ha altri quattro fratelli.
Dal punto di vista dello stile, oltre a un evidente e, nella maggior parte dei casi pleonastico, uso dei puntini sospensivi, fanno capolino numerosi errori: stupefacenti - in negativo - congiuntivi e condizionali sbagliati in maniera clamorosa ("se non l’avrebbe riconosciuto" e "sarebbe voluto scappare" sono semplicemente raccapriccianti), costruzioni e passaggi errati o incomprensibili ("di non più dieci anni", "una casa piuttosto accogliente, con abbastanza stanze", "Si sedette i piedi del tavolino", "si alzò e andò incontro l’amico"), un abuso dei cosiddetti aggettivi da parrucchiere ("il biondo", "il rosso", "il moretto") e, in buona parte della storia, una scelta della punteggiatura quantomeno infelice.
Il salvabile è davvero poco, alla fine dei conti: oltre a una revisione profonda e accurata della forma per mano di un betareader competente, dato che non sembra affatto che si sia fatto ricorso ad esso, è necessario anche una riorganizzazione dei fatti in maniera più coerente e meno dispersiva, aggiungendo gli avvisi necessari o fornendo una caratterizzazione meno carente dei personaggi.
Il voto finale, pertanto, non può che essere profondamente negativo.
Commenti
Ma non ho capito... Charlie
Ma non ho capito... Charlie lasciava il figlio alle tenere cure di due checche isteriche in fuga dai Mangiamorte? O_O
Ah, credo di sì, ma non
Ah, credo di sì, ma non saprei spiegare il perché :|
Oh mio dio! Avete
Oh mio dio! Avete completamente ragione! X°DD Ora che la rileggo come storia fa proprio schifo o_o'' Diamine, avete ragione proprio su tutti i fronti, che figuraccia D: mi sento una scrittrice di fyccine *_*'' prenderò tesoro di questa critica, per quanto questa sia una storia che ha almeno due anni... spero di essere migliorata con il tempo (ma anche no, chi lo sa XD)
bye~
AoI, l'autrice >.<''
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