Let the darkness cover me

ritratto di DefenderX
Autore: 
Rowina
Categoria: 
Originali
Fandom: 
Drammatico
Rating: 
Consigliato ai maggiori di 14 anni
Genere: 
Romantico, Triste (e Sovrannaturale, a voler essere pignoli)
Avvertimenti: 
Nessuno
Tipologia: 
One Shot - Racconto Autoconclusivo
Completa: 
Introduzione: 

Un’alba rossa e oro che sorge ove risiede il Dolore.
I raggi del sole nascente che battono sulle fronde di un grande albero, e illuminano le Highlands.
E un uomo, solo con se stesso ed il tormento dei ricordi.
Quando perdere qualcuno significa perdere ogni cosa.
Io sono la lacrima che solca il tuo volto, gelida e ingrata come l’inverno…
Come la morte…

Questa storia è stata patrocinata da Solarial per l'edizione 2008 del "Festival del 10".
Non è tanto difficile capire il perché desidero che questa fic abbia 10. Non che sia poi così lontana dal voto, dato che Def le ha dato 9: ma non ci vuole niente ad aumentare il numerino visto che lo meriterebbe davvero.
C'è così tanto dentro questa fic che è davvero difficile sottolineare tutti i punti per i quali vorrei che il voto venisse alzato. Ne vogliamo elencare qualcuno? Benissimo.
Partiamo dal più semplice: è perfetta in ogni sua riga, parola, frase. È completa.
Fa male perché è drammatica nel senso puro del significato, e non è una storia comune, non di quelle che non appena hai chiuso la pagina dopo poco te ne dimentichi, ma ne conservi davvero il ricordo per la quantità di emozioni che si avvertono leggendo. Ogni volta che la apri vieni catapultato dentro questo scenario e non ne esci indenne, nossignore.
Non hai mai vissuto così la perdita di qualcuno? Questa storia te la fa vivere come se tu l'avessi davvero sperimentata.
È di una sensibilità incredibile, ti fa vivere davvero la perdita e la solitudine, ti senti parte stesso del dolore, di questo amore spezzato dalla tragicità della vita, ti senti aggrappato alla disperazione di lui, e del suo essere impotente dinnanzi alla separazione della donna che ama più al mondo e con la quale avrebbe voluto costruire e vivere il futuro.
Ti senti intrappolato dentro l'anima dilaniata di questa donna che non c'è più ma che vive, vede e sente la profondità dell'amore che lui nutre per lei, la disperazione per la sua perdita, e vorrebbe disperatamente cercare di spazzare via, di togliere, di prendersi tutto il dolore ma non può fare nulla, solo esserne testimone, sentirlo, provarlo su se stessa, e questo la fa sentire in colpa. Sentire il dolore di una persona, la sua disperazione, la sua perdizione e non poter fare nulla, non poterlo aiutare ma essere invece la causa di tutto questo fa male, e qui si sente in un una maniera incredibile.
È un amore puro, fatto per essere vissuto davvero in eterno e non fino al finché morte non vi separi, perché questo è la testimonianza di un sentimento che vive sempre che non si perde ma si espande sempre di più. L'amore vissuto oltre il tempo e lo spazio, un legame che nemmeno la morte riesce a spezzare perché per quanto la perdita fa male, l'amore riesce ancora ad avvicinarli, a farli sentire uniti anche se il ricordo fa male, anche se non ci sarà più un domani.
In fondo, qui viene rappresentato l'amore anche dal punto di vista di un sentimento negativo. Io ci credo che l'amore non sia solo puro e bello, perché l'amore è egoismo, è dolore, vivere nel ricordo, aggrapparsi alle illusioni, per poi essere sballottati nella realtà e sentire la solitudine, non è per niente bello. Qui c'è l'amore in ogni sua forma, da quella bella a quella brutta. La realtà di un sentimento. Non basta ancora per convincervi?
Scritta divinamente, con uno stile che ti prende dall'inizio sino alla fine. Che cosa volete di più?
Questa storia merita eccome il 10, non si può passare sopra questo esempio di scrittura amatoriale che è una rara perla, per la ricchezza di sensazioni ed emozioni che suscita, per lo stile sublime ed accattivante. È originale. Allora lo diamo questo 10?

La recensione originale
La rottura di un legame tra due persone, qualunque esso sia e per qualunque motivo esso avvenga, non si lascia certo alle spalle delle belle sensazioni.
Se poi è un legame d’amore a spezzarsi, a causa della morte della persona più cara, il dolore è più che indicibile. Come il dolore di Ben, che ogni anno ritorna alla tomba della sua amata Dilène nelle Highlands, e che ogni giorno aggiunge un altro pizzico di sofferenza.

Una trama non troppo complessa, con quel pizzico di mistero e di sovrannaturale che basta, ma resa in maniera decisamente buona: parole quasi mai lasciate al caso, frasi generalmente brevi e incisive, e un ritmo coinvolgente; dal punto di vista formale, oltre a qualche svista - che può naturalmente capitare -, siamo tutto sommato a livelli molto elevati. Avrei personalmente utilizzato, in alcuni punti, scelte diverse nella punteggiatura e nella divisione della narrazione, ma sta al proprio personale orecchio e alla musicalità stabilirlo.
Ben più importante è il discorso sulla caratterizzazione dei personaggi: è stato ugualmente affascinante leggere di Dilène, ormai anima “trapassata” (il senso delle virgolette è lasciato al piacere post-lettura), ma i tratti della figura di Ben sono di una qualità eccezionale; un uomo delineato in maniera splendida e terribilmente realistica, distrutto dal dolore dell’ineluttabile e, a suo modo, ancora capace di provare speranza.
Il finale, a suo modo inaspettato visto l’intreccio e per questo maggiormente gradito, conclude un racconto pregevole.

Una storia triste e malinconica, adatta e consigliata un po’ a tutti e in particolar modo agli amanti del genere.

Il Voto di Criticoni: 

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